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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 798/2025 del 12/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia sulla legittimità di un avviso di accertamento TOSAP n. 113/2012 relativo all'occupazione del soprassuolo (mq. 453) della strada comunale di Via Pianezza a Collegno da parte di un viadotto autostradale per l'anno 2012 (importo complessivo € 20.735). Questione principale: se la concessione statale/autostradale (o la proprietà/attribuzione allo Stato o al concessionario) escluda l'obbligo di pagamento della TOSAP da parte della società concessionaria; questioni accessorie: appartenenza demaniale/proprietaria dell'area sottostante il viadotto e adeguatezza della motivazione dell'avviso di accertamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso principale proposto da I.C.A. (ossia ha cassato la sentenza impugnata nella parte in cui aveva escluso la pretesa impositiva per le ragioni adottate dal giudice d'appello) ritenendo fondato il motivo principale circa l'errata valutazione dell'effetto della concessione statale sui presupposti impositivi. Tuttavia, la Corte ha chiarito che, di principio, l'occupazione del soprassuolo da parte di una società concessionaria costituisce fattispecie imponibile ai sensi degli artt. 38 e 39 del d.lgs. 15/11/1993, n. 507 (la concessione statale non esclude automaticamente l'obbligo tributario a carico del concessionario che esercita di fatto l'occupazione) e che l'esenzione prevista dall'art. 49 è applicabile solo quando l'occupazione sia imputabile direttamente al soggetto esente (es. Stato). Ha inoltre ribadito che la previsione urbanistica o la pianificazione del tracciato autostradale non sopprimono il regime impositivo né comportano automaticamente il trasferimento della proprietà demaniale delle strade comunali allo Stato. Il ricorso incidentale proposto da A.T.I.V.A. S.p.A. è stato respinto. La causa è stata rinviata alla Commissione tributaria regionale del Piemonte in diversa composizione anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 39

    la tassa è dovuta al Comune o alla Provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio

    L'art. 39 individua il soggetto passivo: il titolare dell'atto di concessione/autorizzazione o, in mancanza, l'occupante di fatto. La Corte interpreta che la presenza di una concessione statale per la costruzione/gestione dell'autostrada non esclude automaticamente la soggezione al tributo dell'operatore concessionario che materialmente occupa il soprassuolo di strade comunali/provinciali.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 38

    La nozione di occupazione ai fini TOSAP comprende le occupazioni di qualsiasi natura sulle strade e sui beni del demanio o patrimonio indisponibile dei Comuni/Province, comprese quelle realizzate mediante impianti e manufatti che occupano soprassuolo o sottosuolo; l'occupazione esercitata da una concessionaria di servizi pubblici rientra nel presupposto impositivo.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 49, comma 1, lett. a

    L'esenzione prevista per Stato ed enti pubblici opera solo quando l'occupazione sia ascrivibile direttamente al soggetto esente; non si estende automaticamente al concessionario privato/impresa che gestisce l'opera.

  • Legge 24 luglio 1961, n. 729

    Le norme di pianificazione e le procedure legislative o autorizzative per la realizzazione della rete autostradale non impediscono l'applicazione del regime TOSAP alle occupazioni del soprassuolo di strade comunali; la realizzazione dell'autostrada secondo legge non determina di per sé l'esenzione o la perdita della demanialità comunale a favore dello Stato.

  • Legge 21 maggio 1955, n. 463

    Rilevata come fonte storica delle convenzioni/concessioni autostradali ma, secondo la Corte, non idonea a mutare il regime impositivo previsto dal d.lgs. n. 507/1993.

  • Legge 20 marzo 1865, all. F, art. 22

    è proprietà dei Comuni il suolo delle strade comunali

    La disposizione consente una presunzione iuris tantum di demanialità comunale del suolo stradale nel centro abitato; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione di tale presunzione in mancanza di prova contraria, precisando che la presunzione ammette prova contraria ma la valutazione del materiale probatorio è rimessa al giudice di merito.

  • D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), art. 2

    La classificazione delle strade (autostrade, strade urbane, ecc.) e le norme sul loro ambito non incidono automaticamente sulla titolarità del suolo sottostante in presenza di sovrappassi a livelli diversi; la disciplina delle intersezioni a livelli sfalsati (art. 25 D.L. 76/2020 richiamata) non modifica la proprietà delle strade di tipo inferiore.

  • Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 7

    La norma distingue gli oneri di motivazione dell'atto impositivo dall'onere probatorio. La Corte sottolinea che l'avviso di accertamento deve indicare elementi essenziali (quantità/area, tariffa, importo) e i mezzi di prova e che la motivazione dell'avviso non coincide con la prova nel processo.

  • Legge 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63 (riferimento al COSAP)

    La disciplina del COSAP, che può sostituire la TOSAP, è stata interpretata in senso conforme: anche nel caso di concessioni autostradali la posizione della concessionaria non esclude l'obbligo di pagamento se l'occupazione è di fatto e non sussiste titolo rilasciato dall'ente locale.

  • Codice civile, art. 822 e art. 840

    Richiamati per distinguere la proprietà delle opere autostradali (che possono essere statali) dalla proprietà del suolo sottostante: la proprietà della strada sottostante resta dell'ente territoriale in assenza di atto di trasferimento.

Massime di principio

  • La TOSAP/COSAP si applica anche alle occupazioni del soprassuolo realizzate da concessionarie per opere autostradali: la presenza di una concessione statale per la costruzione o gestione non esonera automaticamente il concessionario dall'obbligo tributario.
  • L'esenzione di Stato/enti pubblici (art. 49 d.lgs. 507/1993) si verifica solo quando l'occupazione sia imputabile direttamente al soggetto esente; la mera titolarità statale dell'opera non trasferisce automaticamente l'esenzione al concessionario privato o all'impresa che gestisce l'opera.
  • La qualificazione proprietaria/demaniale del suolo sottostante è decisiva: la presunzione di demanialità comunale (art. 22 legge 1865) opera in assenza di prova contraria, ma l'accertamento della proprietà rimane indagine di merito demandata al giudice di merito.
  • L'inclusione dell'opera nei piani urbanistici o la previsione legislativa del tracciato autostradale non incidono, di per sè, sul regime impositivo comunale: occorre un atto formale che trasferisca la proprietà o costituisca demanio statale per escludere la pretesa dell'ente locale.
  • In fase di impugnazione dell'avviso di accertamento, l'amministrazione deve indicare gli elementi essenziali dell'accertamento (area, tariffa, importo) e i mezzi di prova, ma la differenza tra motivazione e prova deve essere correttamente rispettata: la motivazione può essere integrata e i fatti contestati possono essere ricostruiti nel processo.
  • Se si contesta la titolarità del suolo, è necessario produrre elementi probatori specifici (atti di trasferimento, convenzioni, prove catastali robuste). In assenza di tali elementi, prevale la presunzione di demanialità comunale e la decisione sulla proprietà rimane valutazione di fatto del giudice di merito.
  • Nelle controversie analoghe, per difendersi efficacemente: accertare e documentare la titolarità reale del suolo, verificare l'esistenza di atti concessori comunali specifici, e se si è concessionari, dimostrare quando e come l'occupazione sia posta direttamente dallo Stato (solo in tal caso può operare l'esenzione).

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