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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04549/2023 del 14/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

La controversia

La controversia nasce da una domanda con cui alcuni comproprietari/proprietari di un fondo hanno chiesto di accertare l'esistenza di una servitù di passaggio a carico del fondo dei vicini e di ottenere la cessazione delle turbative al suo esercizio. Il Tribunale ha accolto la domanda e la Corte d'appello ha confermato. I soccombenti hanno proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: 1) hanno dedotto che la clausola dell'atto pubblico del 1917 fosse stata male interpretata, perché avrebbe costituito un diritto personale di godimento e non una servitù; 2) hanno contestato che la mancata trascrizione del titolo costitutivo del diritto reale potesse essere trattata come eccezione in senso stretto, sostenendo che il difetto di trascrizione impediva l'opponibilità della servitù; 3) hanno lamentato carenza di prova sull'apparenza della servitù, cioè sull'esistenza di opere visibili destinate al passaggio; 4) hanno censurato la mancata considerazione della nullità della consulenza tecnica d'ufficio e il rigetto di prove orali; 5) hanno dedotto che la Corte territoriale non avesse ravvisato un aggravamento della servitù oltre i limiti del titolo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili il primo, il quarto e il quinto motivo, ha rigettato il terzo motivo e ha accolto il secondo. In particolare ha ritenuto inammissibile la doglianza sull'interpretazione della clausola del 1917 perché si risolveva nella contrapposizione tra una lettura alternativa del ricorrente e quella del giudice di merito; ha invece accolto il motivo sulla trascrizione, affermando che il difetto di trascrizione dell'atto costitutivo della servitù, quale fatto impeditivo dell'opponibilità ai terzi, integra un'eccezione in senso lato, rilevabile anche d'ufficio se risultante dagli atti, e non è subordinata a tempestiva eccezione di parte. Gli altri motivi sono stati respinti o dichiarati inammissibili per difetto di specificità o perché diretti a sollecitare una rivalutazione di fatto. La sentenza è stata cassata nei limiti del motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d'appello di Ancona in diversa composizione anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 1027 c.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso per contestare la qualificazione del diritto come servitù; la Corte non ne fa applicazione sostanziale autonoma nel rigetto del motivo, limitandosi a rilevare l'inammissibilità della censura interpretativa.

  • art. 1079 c.c.

    Richiamato nel motivo di ricorso per la tutela confessoria; la Corte non entra nel merito del relativo profilo per l'inammissibilità della censura interpretativa.

  • art. 1362 c.c.

    Le clausole contrattuali non possono essere rilette in cassazione con mera contrapposizione dell'interpretazione del ricorrente a quella del giudice di merito; occorre indicare specificamente il canone ermeneutico violato e il modo della violazione.

  • art. 1372 c.c.

    Richiamato nel secondo motivo in relazione all'efficacia del titolo costitutivo del diritto reale; la Corte valorizza il profilo dell'opponibilità del diritto ai terzi in connessione con la trascrizione.

  • art. 2643 c.c.

    La mancata trascrizione dell'atto costitutivo del diritto reale rileva come fatto impeditivo dell'opponibilità del diritto e può essere rilevata d'ufficio se emerge dagli atti.

  • art. 2644 c.c.

    Usato con riferimento all'opponibilità ai terzi degli atti soggetti a trascrizione; la Corte riconduce la questione alla rilevabilità d'ufficio del difetto di trascrizione.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato sia sul tema della prova dell'apparenza della servitù sia nel secondo motivo; la Corte reputa infondata la censura sulla prova dell'apparenza e affronta il tema della trascrizione come fatto impeditivo rilevabile d'ufficio.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per le censure di violazione di legge, ma la Corte ribadisce che non può essere usato per ottenere una mera rivalutazione del fatto o una diversa interpretazione delle clausole.

  • art. 354 c.p.c.

    Richiamato nel quarto motivo; la Corte lo tratta come censura inammissibile per novità e per mancata dimostrazione della tempestiva deduzione della nullità della CTU.

  • art. 356 c.p.c.

    Richiamato nel quarto motivo; la Corte esclude la fondatezza della doglianza sulle prove orali per difetto di specificità e per l'irrilevanza della questione rispetto alla motivazione impugnata.

  • art. 157 c.p.c.

    Le contestazioni alla consulenza tecnica d'ufficio devono essere dedotte nella prima istanza o difesa successiva al deposito, a pena di decadenza.

  • art. 1065 c.c.

    Richiamato nel quinto motivo sul contenuto e i limiti della servitù; la Corte non accoglie la doglianza perché mira a una rivalutazione del fatto.

  • art. 1067 c.c.

    Richiamato nel quinto motivo per l'asserito aggravamento della servitù; la Corte ritiene il motivo inammissibile perché tende a sovvertire l'accertamento di fatto del giudice di merito.

  • art. 1027 e ss. c.c.

    Riferiti alla disciplina della servitù prediale, ma la Corte si concentra soprattutto sui profili processuali di ammissibilità e sull'opponibilità del titolo.

  • art. 157 c.p.c., comma 2

    Le contestazioni alla CTU sono eccezioni soggette a preclusione e vanno tempestivamente dedotte, altrimenti sono tardive.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione, la censura di violazione dei canoni ermeneutici di un contratto è ammissibile solo se il ricorrente indica specificamente quali regole interpretative siano state violate e in quale punto il giudice di merito se ne sia discostato; non è sufficiente opporre una lettura alternativa della clausola.
  • Quando una clausola negoziale è suscettibile di più interpretazioni plausibili, la scelta operata dal giudice di merito non è sindacabile in cassazione solo perché il ricorrente preferisca una diversa lettura, salvo violazione effettiva dei canoni legali di interpretazione.
  • Il difetto di trascrizione di un atto costitutivo di un diritto reale, in quanto fatto impeditivo dell'opponibilità del diritto ai terzi, integra un'eccezione in senso lato e può essere rilevato d'ufficio se il relativo fatto risulta dagli atti di causa.
  • Le eccezioni in senso lato, a differenza di quelle in senso stretto, non richiedono una tempestiva allegazione della parte e possono essere considerate anche in appello dal giudice, purché il fatto sia documentalmente emergente dal processo.
  • Ai fini della servitù di passaggio, l'apparenza può desumersi anche dalla presenza di opere o accessi visibili, purché univocamente funzionali all'esercizio del passaggio e idonei a rivelare una situazione stabile e non precaria.
  • Le contestazioni alla consulenza tecnica d'ufficio devono essere formulate tempestivamente nella prima difesa utile successiva al deposito della relazione, altrimenti sono soggette a decadenza.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato come strumento per ottenere una nuova valutazione del fatto o delle prove, perché il sindacato di legittimità è limitato ai vizi giuridici e alla tenuta logica della motivazione nei limiti consentiti.

Come è indicizzato

MaterieServitùProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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