Sentenza n. 2328/2026 - Napoli, Sezione 7
per l'accertamento a) del diritto, con conseguente condanna, alla restituzione del suolo in loro proprietà sito nel Comune di Giugliano in Campania e distinto in catasto al Foglio 88, p.lla 29; Foglio 88, p.lla 166; Foglio 88, p.lla 167; Foglio 88, p.lla 123; Foglio 88, p.lla 126; Foglio 88, p.lla 81; Foglio 88, p.lla 14; Foglio 88, p.lla 67; Foglio 89, p.lla 117; Foglio 89, p.lla 118; Foglio 89, p.lla 272; Foglio 89, p.lla 273; Foglio 89, p.lla 372; Foglio 89, p.lla 373; Foglio 89, p.lla 374, della complessiva estensione di mq 10.938; b) in subordine, al risarcimento del danno in misura pari al valore venale del suolo nel caso di mancata restituzione; c) comunque ed in ogni caso al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata utilizzazione del bene per tutta la durata dell'occupazione abusiva e fino alla materiale restituzione o al pagamento del suo controvalore.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Occupazione d’urgenza e protrazione dell’occupazione di terreni senza tempestiva adozione del decreto di esproprio
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno agito in riassunzione per ottenere la restituzione di numerosi fondi siti nel Comune di Giugliano in Campania, occupati nell’ambito dell’intervento di risanamento del bacino lacustre del Lago Patria e di allontanamento dei reflui. L’occupazione, originariamente legittima in forza della dichiarazione di pubblica utilità e del provvedimento di occupazione d’urgenza, è divenuta sine titulo per la mancata adozione del decreto di esproprio entro il termine di cinque anni dalla dichiarazione di pubblica utilità. In assenza di un atto negoziale di acquisizione o di un provvedimento ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, i ricorrenti hanno chiesto la restituzione dei terreni, previo ripristino dello stato dei luoghi; in subordine, il risarcimento del danno pari al valore venale dei suoli in caso di mancata restituzione; e, comunque, il risarcimento per la mancata utilizzazione dei beni durante l’occupazione abusiva. Le amministrazioni intimate hanno eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva. Il Comune di Giugliano ha sostenuto di non essere subentrato nel procedimento, mentre la Regione ha assunto, dal 2012, la titolarità del procedimento e dei rapporti attivi e passivi relativi all’intervento.
La decisione
Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso, condannando la Regione Campania a restituire ai ricorrenti i suoli illegittimamente occupati, previo ripristino dell’originario stato dei luoghi, salva la facoltà dell’amministrazione di adottare un provvedimento di acquisizione sanante ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001. La Regione è stata individuata quale autorità attualmente competente perché subentrata al Commissariato di Governo e titolare della disponibilità e gestione dell’intervento. Il Comune è stato considerato estraneo al potere di amministrazione attiva e la sua partecipazione al giudizio è stata qualificata come mera denuntiatio litis. Il giudice ha respinto, allo stato, la domanda di condanna al pagamento dell’indennizzo o del risarcimento per l’occupazione illegittima, ritenendo che tali pretese patrimoniali possano essere esaminate solo dopo che l’amministrazione abbia scelto tra restituzione e acquisizione ex art. 42-bis e sia stato chiarito il titolo giuridico della pretesa. Le ulteriori censure sono state assorbite. Le spese sono state poste a carico della Regione e degli organi commissariali, per complessivi euro 3.000,00, mentre sono state compensate nei confronti del Comune.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Tale autorità è univocamente individuata in quella che “utilizza il bene immobile”
L’autorità competente ad adottare il provvedimento di acquisizione sanante e tenuta al pagamento dell’indennità è l’ente che dispone del bene, lo amministra e lo gestisce. In caso di occupazione sine titulo, l’amministrazione deve scegliere tra restituzione del bene, previo ripristino, e acquisizione sanante, con salvezza delle conseguenze patrimoniali.
art. 49 c.p.a.
La disposizione è stata applicata per disporre l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune di Giugliano in Campania.
artt. 71 e seguenti l. 2359/1865
Le disposizioni sono richiamate quale base normativa del provvedimento di occupazione d’urgenza adottato nel procedimento originario.
l. 865/1971
La legge è richiamata quale ulteriore base normativa del provvedimento di occupazione d’urgenza.
Massime di principio
- Quando un’occupazione originariamente legittima diviene sine titulo per la mancata adozione del decreto di esproprio entro il termine previsto, l’amministrazione non acquista la proprietà del bene per effetto della sola trasformazione o utilizzazione del fondo e deve sanare l’illecito mediante restituzione, previo ripristino dei luoghi, oppure mediante l’adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001.
- Ai sensi dell’art. 42-bis del d.P.R. n. 327/2001, l’autorità competente a decidere sull’acquisizione sanante è l’ente che utilizza il bene, ossia quello che ne ha la disponibilità e che è tenuto ad amministrarlo e gestirlo, anche quando sia subentrato a un precedente organo commissariale.
- In presenza di un’occupazione senza titolo, il giudice amministrativo può ordinare all’amministrazione la restituzione del bene, previo ripristino dello stato dei luoghi, facendo salva la successiva valutazione discrezionale dell’amministrazione sull’eventuale acquisizione sanante ex art. 42-bis.
- Le pretese patrimoniali derivanti dall’occupazione sine titulo, comprese quelle relative all’indennizzo o al risarcimento, possono essere definite solo dopo che sia stata individuata la scelta amministrativa tra restituzione e acquisizione sanante e sia stato chiarito il titolo giuridico della pretesa economica.
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