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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40344/2025 del 16/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, ritenendo il reato estinto per prescrizione. Si è rilevato che, nonostante le sospensioni per legittimo impedimento e per la sospensione COVID, il computo complessivo ha portato all'estinzione del reato; conseguentemente la sentenza è stata cancellata senza rinvio. Decisione resa il 4 novembre 2025.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso impugnava la sentenza d'appello per questioni di responsabilità del ricorrente e per omissioni motivazionali relative alla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. e al beneficio della non menzione. Il primo motivo (contestazione della responsabilità) è stato ritenuto inammissibile in Cassazione perché costituito da doglianze di merito/fatto. Gli ulteriori motivi, consistenti in presunte carenze motivazionali circa l'applicazione del beneficio di cui all'art. 131-bis e della non menzione, non sono stati dichiarati manifestamente infondati o inammissibili; in ragione di ciò la Corte ha esaminato la durata dei termini processuali e delle sospensioni (per legittimo impedimento e per la sospensione COVID) e ha ritenuto intervenuta l'estinzione del reato per prescrizione, nonostante le sospensioni, in quanto il periodo complessivo di sospensione supera i 200 giorni.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La Corte ha valutato che vi erano rilievi sulle omissioni motivazionali riguardo alla applicazione del beneficio previsto dall'art. 131-bis (effetti sul trattamento della pena e sulla non menzione), tali da non essere manifestamente infondati; la correttezza della motivazione su questo punto è stata pertanto esaminata nel merito.

  • prescrizione del reato

    La Corte ha ritenuto che il reato si sia estinto per prescrizione. Pur essendo state riconosciute sospensioni (legittimo impedimento e sospensione COVID), il periodo complessivo di sospensione è stato valutato superiore a 200 giorni e ciò non ha impedito l'estinzione del reato; di conseguenza la sentenza è stata annullata senza rinvio.

  • sospensioni procedurali (legittimo impedimento e sospensione COVID)

    Le sospensioni imputabili a legittimo impedimento e alla sospensione legata alla emergenza COVID sono state conteggiate nel calcolo dei termini. La Corte ha verificato che, anche considerando tali sospensioni, è intervenuta l'estinzione per prescrizione.

Massime di principio

  • La Cassazione non è luogo idoneo per rinnovare contestazioni di merito/fatto: i motivi che sono mera critica dei fatti sono inammissibili per cassazione.
  • Omissioni o carenze motivazionali riguardo alla concessione di benefici (es. art. 131-bis e non menzione) possono costituire motivo valido di ricorso in Cassazione se non manifestamente infondati.
  • La prescrizione, se dichiarata intervenuta, determina l'annullamento della sentenza senza rinvio quando il reato è estinto; il giudice di legittimità può esaminare il corretto computo dei termini e delle sospensioni procedurali.
  • Nel calcolo dei termini di prescrizione vanno considerate le sospensioni (es. per legittimo impedimento, sospensioni COVID): è fondamentale verificare la corretta quantificazione di tali periodi perché possono determinare l'estinzione del reato.
  • Per evitare l'annullamento per prescrizione, la motivazione della sentenza impugnata deve chiarire compiutamente il calcolo dei termini e delle eventuali sospensioni nonché le ragioni di esclusione o concessione di benefici come l'art. 131-bis.

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