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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-130/24

Sentenza della Corte (Decima Sezione) dell' 8 maggio 2025. — YC contro Stadt Wuppertal. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwaltungsgericht Düsseldorf. — Rinvio pregiudiziale – Cittadinanza dell’Unione – Articolo 20 TFUE – Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri – Diritto di soggiorno derivato di un cittadino di un paese terzo che abbia a carico un figlio minorenne cittadino dell’Unione – Rapporto di dipendenza – Natura del diritto di soggiorno derivato – Momento in cui sorge – Obbligo di ottenere a posteriori un visto in un paese terzo. — Causa C-130/24

Giurisprudenza europea62024CJ0130

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte, su rinvio del Verwaltungsgericht Düsseldorf, ha chiarito la disciplina del diritto di soggiorno derivato del genitore cittadino di un paese terzo che assiste un figlio minore cittadino dell’Unione. Ha affermato che, nelle situazioni di dipendenza familiare rilevanti ai sensi dell’articolo 20 TFUE, il diritto nasce direttamente dal diritto dell’Unione, dal momento in cui sorge il rapporto di dipendenza, e il permesso nazionale ha valore meramente dichiarativo. Inoltre, una normativa che imponga di ottenere ex post un visto in un paese terzo è incompatibile con l’articolo 20 TFUE perché può svuotare in pratica il diritto riconosciuto dal diritto dell’Unione.

Diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE del genitore di un minore cittadino dell’Unione: natura dichiarativa del titolo, momento di insorgenza del diritto e illegittimità della pretesa di ottenere ex post un visto in un paese terzo.

La questione giuridica

Se il diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE sorga direttamente dal diritto dell’Unione o debba essere attribuito costitutivamente dalle autorità nazionali; da quale momento esso sorga; e se uno Stato membro possa subordinare il suo riconoscimento alla condizione che il familiare cittadino di un paese terzo ottenga a posteriori un visto in un paese terzo.

Principio di diritto

Il diritto di soggiorno derivato che spetta, in base all’articolo 20 TFUE, al cittadino di un paese terzo familiare di un cittadino dell’Unione sorge direttamente dal diritto dell’Unione quando esiste un rapporto di dipendenza tale da costringere il cittadino dell’Unione a lasciare il territorio dell’Unione se il familiare fosse allontanato; il permesso rilasciato dall’autorità nazionale ha quindi solo funzione dichiarativa. Tale diritto nasce dal momento in cui insorge il rapporto di dipendenza, non dalla domanda, e l’articolo 20 TFUE osta a una disciplina nazionale che subordini il riconoscimento del diritto all’ottenimento a posteriori di un visto in un paese terzo, poiché una simile condizione formale può privare in concreto il diritto del suo effetto utile e compromettere il godimento effettivo del nucleo essenziale dei diritti del cittadino dell’Unione.

Norme richiamate

  • Articolo 20 TFUE
  • Articolo 267 TFUE
  • Aufenthaltsgesetz (AufenthG), articoli 5, 28 e 95

Diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE e obbligo di visto a posteriori

La sentenza riguarda un rinvio pregiudiziale del Verwaltungsgericht Düsseldorf in una controversia tra una cittadina di un paese terzo e la città di Wuppertal sul rilascio di un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare. La Corte era chiamata a precisare la natura del diritto di soggiorno derivato previsto dall’articolo 20 TFUE in favore del genitore di un minore cittadino dell’Unione e a verificare se uno Stato membro possa condizionarlo all’ottenimento a posteriori di un visto in un paese terzo.

Fatti e procedimento principale

YC, cittadina di un paese terzo, era entrata nell’area Schengen con un visto polacco per soggiorno di lunga durata per motivi di studio, poi si era trasferita in Germania. Successivamente ha dato alla luce un figlio cittadino tedesco, del quale ha l’affidamento esclusivo e con cui convive; il padre ha contatti limitati con il minore. Nel 2022 YC ha chiesto alla città di Wuppertal un permesso di soggiorno per esercitare la potestà genitoriale. Poiché l’amministrazione non si è pronunciata, ella ha adito il giudice del rinvio.

Il giudice nazionale ha rilevato che, per il periodo controverso, il diritto tedesco ostava al rilascio di un titolo di soggiorno a causa del soggiorno irregolare della ricorrente e dell’interesse all’espulsione ai sensi dell’AufenthG. Ha quindi ritenuto decisivo stabilire:

  • se un diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE fosse sorto nel periodo in questione;
  • se tale diritto sorgesse automaticamente in forza del diritto dell’Unione o dovesse essere "conferito" dalle autorità nazionali;
  • da quale momento decorresse;
  • se fosse legittimo pretendere, come condizione per il soggiorno, un visto ottenuto successivamente in un paese terzo.

Normativa rilevante

La Corte richiama anzitutto l’articolo 20 TFUE, che fonda la cittadinanza dell’Unione e il diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Nel diritto nazionale sono citati gli articoli 5, 28 e 95 dell’AufenthG, relativi alle condizioni generali per il rilascio del titolo di soggiorno, al ricongiungimento familiare con cittadini tedeschi minorenni e alle sanzioni per soggiorno senza titolo.

Questioni pregiudiziali

Il giudice del rinvio ha sottoposto quattro questioni, che la Corte ha esaminato nell’ordine logico seguente:

  • natura del diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE;
  • momento di insorgenza del diritto;
  • compatibilità con l’articolo 20 TFUE della condizione del visto a posteriori;
  • eventuale momento di rilascio retroattivo del titolo, questione che è poi rimasta assorbita.

Ragionamento della Corte: natura del diritto e ruolo del titolo nazionale

La Corte ricorda la propria giurisprudenza costante secondo cui, in situazioni molto particolari, il cittadino di un paese terzo familiare di un cittadino dell’Unione deve ottenere un diritto di soggiorno derivato quando il diniego priverebbe il cittadino dell’Unione del godimento effettivo del contenuto essenziale dei diritti connessi al suo status, costringendolo a lasciare il territorio dell’Unione nel suo insieme.

In tale ipotesi il diritto nasce direttamente dall’articolo 20 TFUE. Ne consegue che il permesso di soggiorno rilasciato dalle autorità nazionali non ha natura costitutiva, ma soltanto dichiarativa: esso attesta una situazione giuridica già prodotta dal diritto dell’Unione. La Corte precisa che il carattere condizionato del diritto non muta questa conclusione: se le condizioni sono soddisfatte, il diritto esiste; se non lo sono, il diritto non nasce, senza bisogno di una decisione negativa costitutiva.

Momento di insorgenza del diritto

Quanto al momento in cui sorge il diritto di soggiorno derivato, la Corte esclude che esso dipenda dalla presentazione della domanda. Il diritto nasce invece nel momento in cui si realizza il rapporto di dipendenza tra il cittadino di un paese terzo e il cittadino dell’Unione, rapporto che deve essere valutato dalle autorità o dai giudici nazionali caso per caso. Nel caso concreto, tale momento poteva coincidere con la nascita del figlio, ma la verifica resta affidata al giudice nazionale in base alle circostanze specifiche.

Incompatibilità della condizione del visto a posteriori

La Corte afferma poi che l’articolo 20 TFUE osta a una normativa nazionale che subordini il riconoscimento del diritto di soggiorno derivato all’obbligo per il familiare extracomunitario di ottenere a posteriori un visto in un paese terzo. Una simile condizione formale può obbligare il cittadino di un paese terzo e, per riflesso, il cittadino dell’Unione dipendente a lasciare il territorio dell’Unione, anche solo temporaneamente e senza garanzie di rientro, compromettendo così il godimento effettivo del nucleo essenziale dei diritti derivanti dalla cittadinanza dell’Unione.

La Corte respinge l’argomento secondo cui la breve durata della procedura consolare renderebbe la misura proporzionata: la necessità di entrare nel territorio dello Stato membro per esercitare il diritto di soggiorno rende la condizione idonea, in pratica, a svuotare il diritto stesso. La conclusione è rafforzata dal fatto che la normativa tedesca prevede già deroghe alla procedura di visto quando sussiste un diritto legale al titolo di soggiorno.

Dispositivo

La Corte ha dichiarato che:

  • il diritto di soggiorno derivato ex articolo 20 TFUE sorge direttamente dal diritto dell’Unione e il permesso nazionale è meramente dichiarativo;
  • il diritto nasce quando insorge il rapporto di dipendenza, non al momento della domanda;
  • l’articolo 20 TFUE osta a una disciplina che subordini il riconoscimento del diritto all’ottenimento a posteriori di un visto in un paese terzo.

La quarta questione, relativa all’eventuale efficacia retroattiva di un conferimento costitutivo nazionale, è rimasta assorbita.

Principi utili per la pratica

Per la prassi amministrativa e contenziosa, la pronuncia chiarisce che nei casi di genitore straniero di minore cittadino dell’Unione il focus non è sulla regolarità formale dell’ingresso o sulla previa domanda di visto, ma sull’esistenza concreta di un rapporto di dipendenza tale da imporre il riconoscimento del diritto derivato. Le autorità nazionali non possono introdurre condizioni procedurali che, pur formalmente neutre, rendano in concreto impossibile o eccessivamente gravoso l’esercizio del diritto garantito dall’articolo 20 TFUE.

Come è indicizzato

Materiecittadinanza dell’unionediritto di soggiorno dei familiariricongiungimento familiareimmigrazione e soggiornorapporti genitori-figli

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