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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36579/2023 del 04/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune ha impugnato l'ordinanza del 17/01/2023 che aveva rigettato l'istanza di revoca, previa sospensione, dell'ordine di demolizione di un immobile. Il ricorso alla Cassazione lamenta: 1) eccesso di potere del giudice dell'esecuzione e illegittima "invasione di campo" nell'esaminare delibere e regolamenti comunali (sostiene che si sia oltrepassata l'area di discrezionalità amministrativa), richiamando anche la sentenza della Corte Costituzionale n. 7/2023; 2) inosservanza o erronea applicazione dell'art. 192 c.p.p. per mancato esame del bando di concorso per l'assegnazione di alloggi di housing sociale, presentato dal Comune; 3) carenza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione della Corte di appello, che avrebbe omesso di valutare documenti rilevanti (il bando) e non avrebbe considerato le conseguenze economiche e sociali della demolizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: il giudice dell'esecuzione non ha "invaso" competenze amministrative ma ha valutato la sussistenza di un interesse pubblico attuale e specifico, ritenendo la delibera comunale generica e meramente programmatica (assenza di concreta e puntuale valutazione del singolo manufatto). Quanto al bando prodotto, la Corte ha rilevato l'assenza di data e firma e la mancanza di elementi relativi alle domande e all'esito, per cui il documento non poteva comprovare una destinazione effettiva dell'immobile incompatibile con la demolizione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il Comune è stato condannato alle spese processuali e a versare alla Cassa delle ammende la somma di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • I.r. Campania n. 5 del 2013, art. 1, comma 65

    Per favorire il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 7 della legge regionale 28 dicembre 2009, n. 19 (...), gli immobili acquisiti al patrimonio dei comuni possono essere destinati prioritariamente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, di edilizia residenziale sociale (...), nonché dei programmi di valorizzazione immobiliare anche con l'assegnazione in locazione degli immobili destinati ad uso diverso da quello abitativo, o a programmi di dismissione immobiliare

    La norma regionale consente l'acquisizione e la destinazione di immobili a housing sociale; tuttavia, nel contesto dell'esecuzione penale, tale destinazione deve essere concreta, attuale e riferita al singolo manufatto per impedire l'esecuzione della demolizione

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 31, comma 5

    L'art. 31 comma 5 disciplina ipotesi in cui l'opera abusiva può essere acquisita al patrimonio comunale e sottratta alla demolizione; il giudice dell'esecuzione può sindacare la delibera comunale nella misura in cui verifichi la concretezza e la specificità dei presupposti che giustificano la mancata esecuzione

  • Codice di procedura penale, art. 192

    Richiama il dovere del giudice di considerare gli atti e i documenti riferiti all'incidente di esecuzione; la Corte ha ritenuto che il bando prodotto non fosse idoneo a provare la destinazione concreta dell'immobile per mancanze formali e sostanziali

  • Codice di procedura penale, art. 611, comma 1-bis

    L'art. 611, comma 1-bis cod. proc. pen. ammette l'udienza camerale partecipata soltanto: a) sui ricorsi per i quali la legge prevede la trattazione con l'osservanza delle forme previste dall'articolo 127; b) sui ricorsi avverso sentenze pronunciate all'esito di udienza in camera di consiglio senza la partecipazione delle parti, a norma dell'articolo 598-bis, salvo specifiche eccezioni

    Il ricorso incidentale in esecuzione non rientrava nelle ipotesi che consentono l'udienza camerale partecipata; pertanto è stato trattato con rito camerale non partecipato

  • Codice di procedura penale, art. 616

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, ai sensi dell'art. 616 c.p.p. il ricorrente è tenuto alle spese processuali e può essere condannato al versamento di una somma alla Cassa delle ammende

  • Legge 22 ottobre 1971, n. 865

    Norma richiamata come quadro normativo in materia di edilizia residenziale sociale, utile a inquadrare la destinazione proposta dall'Amministrazione comunale

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Principio richiamato sul regime delle spese in caso di inammissibilità; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per escludere colpa nella proposizione del ricorso, ma ha comunque disposto l'onere delle spese e il versamento alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione può sindacare un atto amministrativo che pretende di sottrarre un'opera abusiva alla demolizione ma solo nei limiti in cui verifichi la reale e attuale esistenza di un interesse pubblico che giustifichi l'acquisizione al patrimonio comunale; non è consentito un sindacato sul merito politico-amministrativo astratto.
  • Una delibera comunale che mira a impedire la demolizione deve essere specifica e riferita al singolo manufatto: indicare chiaramente i presupposti, la destinazione, gli approfondimenti tecnici e la mancanza di contrasto con interessi urbanistici o ambientali.
  • Le valutazioni economiche (costi di demolizione) non sono di per sé idonee a giustificare la conservazione di un'opera abusiva se non sono inquadrate in un concreto interesse pubblico che rispetti i vincoli normativi.
  • Documenti allegati a sostegno di un'istanza (es. bandi, piani di assegnazione, atti tecnici) devono essere completi, datati, firmati e dimostrare l'esistenza di atti amministrativi posti in essere (esiti di procedure, domande ammesse, graduatorie) che concretamente impediscano l'esecuzione della demolizione.
  • La mera dichiarazione d'intenti o l'indicazione generica di una destinazione a fini sociali non basta: occorrono atti successivi e verificabili che traducano l'indirizzo politico in scelta amministrativa attuale e concreta.
  • In fase di impugnazione in sede di esecuzione penale il ricorrente deve curare la completezza formale e sostanziale della documentazione; l'omissione di elementi essenziali può rendere inefficace la sua difesa.
  • Se si intende sospendere un ordine di demolizione per finalità pubbliche, è opportuno produrre pareri o certificazioni sulle incompatibilità urbanistiche/ambientali, relazioni tecniche dettagliate e delibere che dimostrino la disponibilità di strumenti gestionali concreti (es. piano di utilizzo, fondi, atti esecutivi).
  • Sul piano procedurale, le eccezioni relative al rito (es. richiesta di udienza camerale partecipata) devono fondarsi su disposizioni specifiche; l'eventuale violazione di tali regole processuali può determinare il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.

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