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Sentenza

Sentenza n. 243/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento della determinazione n.1305 del 17/12/2019 emessa dal Dirigente dell’Area Funzionale 4: Sviluppo, pianificazione del territorio e paesaggio – ambiente – servizi ecologici – demanio, con la quale è stata comminata la sanzione pecuniaria pari a €.1.449,52, quale “indennità per il danno arrecato al paesaggio pari al profitto conseguito e connesso alla realizzazione” di un immobile abusivo, sito in località Mondonuovo alla Via Marchesana, in zona soggetta alla disciplina di cui all’art.167 d.lgs42/04, nonché di ogni altro atto connesso consequenziale.

Giustizia amministrativa202000317

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione comunale che ha irrogato una sanzione pecuniaria di 1.449,52 euro quale indennità risarcitoria per danno paesaggistico ai sensi dell'art. 167 d.lgs. 42/2004

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sanzione paesaggistica irrogata dal Comune in relazione a un immobile abusivo realizzato negli anni Settanta e successivamente interessato da domanda di condono edilizio. Hanno dedotto, in primo luogo, la prescrizione quinquennale del potere sanzionatorio e l'errata applicazione della disciplina del titolo edilizio in sanatoria, sostenendo che il condono si era perfezionato per effetto del decorso del termine previsto dall'art. 35 l. 47/1985, una volta acquisiti i pareri paesaggistici richiesti dall'art. 32 della medesima legge. Hanno inoltre dedotto l'incompetenza dell'organo e dell'ente nell'esercizio del potere sanzionatorio. Il Comune non si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la determinazione impugnata. Ha ritenuto fondato il motivo relativo alla prescrizione quinquennale, richiamando il principio secondo cui, per un illecito amministrativo permanente connesso a opere abusive, il termine di prescrizione decorre dalla cessazione della situazione illecita. Nel caso concreto, il rilascio del titolo edilizio in sanatoria, intervenuto il 20 novembre 2014, avrebbe comunque fatto cessare l'antigiuridicità della condotta e costituito il dies a quo della prescrizione prevista dall'art. 28 l. 689/1981; la sanzione adottata il 17 dicembre 2019 risultava quindi prescritta, non essendo intervenuti atti interruttivi. Il TAR ha tuttavia rilevato che, trattandosi di domanda soggetta all'art. 32 l. 47/1985, il termine biennale previsto dall'art. 35 decorreva dall'emissione dei pareri paesaggistici, resi nel 2006. Il titolo in sanatoria si sarebbe pertanto perfezionato già nel 2008 per decorso del termine di ventiquattro mesi, con cessazione dell'antigiuridicità già da tale data e conseguente ancor più evidente maturazione della prescrizione. Le ulteriori censure sono state assorbite. Le spese sono state dichiarate irripetibili.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    indennità per il danno arrecato al paesaggio pari al profitto conseguito e connesso alla realizzazione

    Prevede la sanzione pecuniaria o indennità risarcitoria per la violazione paesaggistica, la cui irrogazione nel caso concreto è stata ritenuta prescritta.

  • art. 28 l. 689/1981

    prescrizione quinquennale

    Il termine quinquennale per l'irrogazione della sanzione decorre, nel caso di illecito amministrativo permanente, dalla cessazione della permanenza, senza che rilevi il mero decorso del tempo anteriore a tale momento.

  • art. 32 l. 47/1985

    parere previsto dal primo comma dello stesso art. 32

    Per le domande di sanatoria rientranti nella disposizione, il termine per il perfezionamento del silenzio-assenso decorre dall'emissione del parere previsto dall'articolo.

  • art. 35 l. 47/1985

    decorso il termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della domanda, quest'ultima si intende accolta

    Il titolo in sanatoria si perfeziona per silenzio-assenso entro ventiquattro mesi; per le domande soggette all'art. 32, il termine decorre dall'emissione del relativo parere.

Massime di principio

  • Per l'illecito amministrativo permanente derivante dalla realizzazione di opere abusive, la prescrizione quinquennale prevista dall'art. 28 l. 689/1981 decorre dalla cessazione della permanenza, che si verifica con la demolizione dell'opera o con il conseguimento delle autorizzazioni e dei titoli necessari.
  • Il condono edilizio non elimina in astratto il distinto potere sanzionatorio relativo alla violazione paesaggistica; tuttavia, il perfezionamento del titolo edilizio in sanatoria può determinare la cessazione dell'antigiuridicità dell'intera condotta e far decorrere da tale momento la prescrizione della sanzione paesaggistica.
  • Per le domande di sanatoria soggette all'art. 32 l. 47/1985, il termine di ventiquattro mesi previsto dall'art. 35 della stessa legge decorre dall'emissione del parere paesaggistico richiesto e, decorso inutilmente tale termine, il titolo si perfeziona per silenzio-assenso.
  • Quando la sanzione paesaggistica viene adottata oltre cinque anni dopo il perfezionamento del titolo in sanatoria, in assenza di atti interruttivi, il provvedimento è illegittimo per prescrizione del potere sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaSanatoria e condono edilizio
RamiBeni culturali e paesaggioEdilizia
IstitutiTermini del procedimentoSilenzio della pubblica amministrazione

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