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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14724/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda un ricorso per cassazione proposto avverso l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato la richiesta di affidamento in prova al servizio sociale. Il ricorrente lamentava, in sostanza, che il diniego fosse ingiustificato e che non fosse stata adeguatamente valorizzata la sua situazione attuale, comprese le condizioni lavorative e la dedotta insussistenza di un concreto pericolo di recidiva. La Corte ricostruisce però il quadro fattuale posto a base del rigetto: condanna per fatti recenti di cessione di cocaina, precedente specifico del 2012, precedente misura alternativa già scontata e giudicata sostanzialmente fallita, modalità dei fatti tali da mostrare una ricaduta nella devianza e assenza di un avanzato processo di rieducazione. Il ricorso viene ritenuto meramente rivalutativo, in quanto non individua vizi logici della motivazione dell'ordinanza, ma si limita a contrapporre una lettura alternativa degli elementi già esaminati dal giudice di merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale; per effetto di ciò ha dichiarato inammissibili anche i motivi aggiunti. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità. La Corte ha ritenuto legittimo il diniego dell'affidamento in prova, fondato su una valutazione prognostica negativa circa la risocializzazione e il rischio di recidiva.

Norme richiamate

  • art. 47 l. 26 luglio 1975, n. 354

    L'affidamento in prova al servizio sociale è una misura alternativa alla detenzione, concedibile solo se, sulla base dell'osservazione della personalità e della condotta del condannato, risulti una prognosi favorevole di risocializzazione e prevenzione della recidiva.

  • art. 616 c.p.p.

    L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e, in assenza di cause esimenti della colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio sull'affidamento in prova al servizio sociale il giudice deve compiere una valutazione prognostica complessiva della personalità del condannato, tenendo conto non solo del reato e dei precedenti, ma anche della condotta successiva, della situazione attuale e degli elementi positivi idonei a sostenere la risocializzazione.
  • La gravità del reato, i precedenti penali e la mancata ammissione di colpevolezza non possono, da soli, determinare in senso negativo l'esito della richiesta; occorre verificare se dagli elementi acquisiti emerga almeno l'avvio di un processo critico e di emenda.
  • Ai fini dell'ammissione a una misura alternativa non è necessaria la prova di una completa revisione critica del passato, essendo sufficiente che il percorso di consapevolezza appaia avviato e compatibile con una prognosi favorevole.
  • La valutazione sull'idoneità della misura alternativa e sulla scelta tra diverse misure rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretta da motivazione non illogica e adeguata.
  • Il ricorso per cassazione che si limiti a proporre una diversa lettura degli elementi già esaminati dal giudice di sorveglianza, senza individuare vizi logici della motivazione, è inammissibile.
  • L'inammissibilità del ricorso si estende ai motivi aggiunti depositati successivamente.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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