Sentenza n. 1318/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione di una pluralità di opere edilizie e, ove occorra, diniego di conformità relativo a modeste opere
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale n. 13 del 16 aprile 2026, con cui il Responsabile dell'Area Tecnica-Edilizia del Comune di Positano aveva ingiunto la demolizione di una pluralità di opere realizzate presso un complesso immobiliare, ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. È stato altresì impugnato, ove occorrente, il diniego di conformità del 19 marzo 2026 relativo a modeste opere riguardanti i locali interessati. Nel corso dell'udienza camerale la ricorrente ha dichiarato di avere presentato una nuova SCIA in sanatoria e ha chiesto che fosse dichiarata l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione resa dalla ricorrente circa la presentazione di una nuova SCIA in sanatoria è stata valutata, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., quale univoco argomento di prova della perdita dell'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione. Il giudizio è stato quindi definito senza esame dei vizi dedotti contro l'ordinanza di demolizione e il diniego di conformità. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della natura della controversia.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
Richiamato quale base normativa dell'ordinanza comunale di demolizione impugnata; la sentenza non ne esamina nel merito i presupposti applicativi.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.
art. 84, comma 4, c.p.a.
La dichiarazione della ricorrente relativa alla presentazione di una nuova SCIA in sanatoria è stata valutata come univoco argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Applicato per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca della parte ricorrente, dalla quale risulti il venir meno dell'interesse attuale alla decisione, può essere valutata come argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse e condurre alla declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- La presentazione di una nuova SCIA in sanatoria, quando sia univocamente dedotta dalla parte come ragione del venir meno dell'interesse alla decisione, può determinare l'improcedibilità dell'impugnazione dell'ordinanza edilizia e degli atti connessi, senza necessità di esaminarne i vizi di legittimità.
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