Sentenza n. 2624/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'accertamento - dell’illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall’Amministrazione intimata in ordine alle istanze di rilascio di permesso di costruire in sanatoria in relazione a due immobili di proprietà della ricorrente siti in Melito (NA) alla Via Papa Giovanni XXIII, civico 75, e civico 73, presentate in data 11/ 11 / 2014 e di cui alla diffida del 27/05/2025;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento del Comune sulle istanze di permesso di costruire in sanatoria relative a due immobili
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria e istante)
Prevale il privato
La controversia
La società ricorrente ha dedotto l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune sulle due istanze di rilascio di permesso di costruire in sanatoria presentate l’11 novembre 2014 e successivamente sollecitate con diffida del 27 maggio 2025. Dopo una richiesta comunale di documentazione integrativa del 3 dicembre 2025, la società aveva fornito quanto richiesto, ma l’Amministrazione non aveva comunque concluso il procedimento né adottato un provvedimento espresso. È stata quindi chiesta la condanna del Comune a provvedere.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo violato l’obbligo dell’Amministrazione di concludere il procedimento mediante provvedimento espresso, previsto dall’art. 2 l. 241/1990. Il dovere di provvedere permaneva nonostante il tempo trascorso, le reiterate sollecitazioni e l’avvenuta integrazione documentale. Il Comune è stato ordinato di definire il procedimento con un provvedimento espresso entro trenta giorni dalla comunicazione amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. In caso di ulteriore inerzia, la ricorrente potrà chiedere la nomina di un commissario ad acta. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500, oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 2 l. 241/1990
obbligo di concludere il procedimento con provvedimento espresso
L’Amministrazione è tenuta a definire il procedimento entro il termine previsto, adottando un provvedimento espresso anche quando siano state presentate sollecitazioni e sia stata fornita la documentazione integrativa richiesta.
art. 20, comma 8, d.P.R. 380/2001
attestazione relativa all’intervenuto decorso dei termini procedimentali
Il decorso dei termini per il procedimento edilizio non esonera l’Amministrazione dal chiarire se il titolo abilitativo per silentium si sia perfezionato o se sussistano ragioni ostative; in ogni caso, ove necessario, deve definire il procedimento con un provvedimento espresso.
Massime di principio
- Quando un’Amministrazione riceve un’istanza volta al rilascio di un permesso di costruire in sanatoria, ha l’obbligo di concludere il procedimento con un provvedimento espresso entro il termine previsto dalla legge, salvo il perfezionamento del titolo per silentium nei casi consentiti.
- Il decorso dei termini procedimentali e l’eventuale formazione del silenzio-assenso non legittimano l’Amministrazione a mantenere un comportamento meramente omissivo: essa deve chiarire se il titolo si sia perfezionato oppure se sussistano cause ostative, adottando comunque gli atti necessari alla definizione del procedimento.
- La persistente inerzia dell’Amministrazione, nonostante le sollecitazioni dell’interessato e l’integrazione della documentazione richiesta, integra silenzio-inadempimento e legittima l’azione avverso il silenzio.
- In caso di accoglimento dell’azione avverso il silenzio, il giudice può ordinare all’Amministrazione di provvedere entro un termine determinato, prevedendo, in caso di ulteriore inerzia, la possibilità di nominare un commissario ad acta.
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