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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15664/2022 del 22/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conversione della pena detentiva prevista nel patteggiamento. Il GIP aveva applicato ai ricorrenti la pena concordata di 2 mesi e 20 giorni di reclusione, convertita in multa di euro 6.000,00 ciascuno (basata su un criterio di conversione di euro 75,00 al giorno). Il Procuratore Generale ha denunciato la illegittimità della conversione perché, per i fatti commessi dopo l'entrata in vigore della legge 15 luglio 2009, n. 94, la conversione della pena detentiva deve essere effettuata al tasso di euro 250,00 per ogni giorno di detenzione (ciò avrebbe comportato una determinazione della pena pecuniaria pari a euro 20.000,00 per ciascun imputato). È stato quindi chiesto l'annullamento della sentenza limitatamente alla conversione della pena.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato integralmente la sentenza impugnata senza rinvio per illegittimità della pena, ritenendo che la conversione era stata effettuata con un criterio errato (euro 75/giorno invece di euro 250/giorno) in contrasto con la legge n. 94/2009. Tuttavia la Corte non ha determinato direttamente la nuova misura della pena pecuniaria, perché i ricorrenti, nella richiesta di applicazione della pena, avevano indicato un criterio di ragguaglio non corretto e una diversa determinazione da parte della Suprema Corte avrebbe violato il principio sinallagmatico sottostante al patteggiamento. Conseguentemente la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Foggia per il proseguimento.

Norme richiamate

  • art. 135 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla illegittimità della pena; la Corte ha ritenuto che la pena così determinata fosse illegale ai sensi della normativa penale vigente.

  • Legge 15 luglio 2009, n. 94

    conversione della pena detentiva in pena pecuniaria con criterio di euro 250,00 per ogni giorno di detenzione

    La Corte ha applicato la regola introdotta da tale legge secondo cui, per i fatti successivi alla sua entrata in vigore, la conversione della pena deve essere calcolata a euro 250,00 al giorno; l'applicazione di un diverso coefficiente ha reso la pena illegale.

  • art. 110 cod. pen. e art. 1131 cod. nav.

    Norme sostanziali relative al reato contestato (concorso e norma del codice della navigazione richiamata): indicano il titolo di reato per cui è stato patteggiato e convertita la pena.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato in ordine all'ammissibilità del ricorso in cassazione entro i limiti strettamente necessari per la motivazione; il ricorso era stato proposto nei limiti consentiti da questa disposizione.

Massime di principio

  • La conversione della pena detentiva in pena pecuniaria va effettuata rispettando il criterio temporale e il tasso stabilito dalla legge vigente al momento del fatto; verificare sempre la data del reato rispetto all'entrata in vigore di eventuali modifiche normative.
  • Se la conversione operata dal giudice di merito usa un criterio diverso da quello previsto dalla legge, la pena può essere dichiarata illegale e la sentenza annullata in cassazione.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio quando la pena è illegale, ma non sempre può rideterminare la nuova pena pecuniaria: ciò potrebbe violare il principio sinallagmatico del patteggiamento se la determinazione diversa non corrisponde alla volontà negoziale delle parti.
  • Quando l'imputato ha scelto nel patteggiamento un criterio di calcolo errato, il giudice di legittimità evita di sostituirsi alle parti cambiando le condizioni concrete del patteggiamento; in tal caso gli atti sono rimessi al giudice di merito per nuovo corso.
  • In contestazioni analoghe il pubblico ministero può limitare il ricorso alla sola illegittimità della conversione al fine di ottenere l'annullamento parziale o totale della sentenza di patteggiamento.
  • In sede di patteggiamento è fondamentale indicare correttamente i criteri di conversione e i calcoli relativi alle pene pecuniarie per evitare che errori procedurali comportino successivi annullamenti e rinvii.

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