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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1763/2025 del 15/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato il sequestro probatorio di numerose fatture disposto dal P.M.: censurava la violazione dei principi di proporzionalità e pertinenzialità, lamentando l'apprensione indiscriminata di tutte le fatture emesse ed annotate da E&C (comprese quelle verso clienti non indicate nelle imputazioni provvisorie) mentre la Guardia di Finanza aveva richiesto il sequestro solo delle fatture intercorrenti tra E&C e le società consorziate. Denunciava l'assenza di una motivazione effettiva nel decreto del P.M. (ridotta alla formula "ritenuto che sia fondamentale acquisire l'originale...") e il fatto che il Tribunale non poteva integrare ex novo la motivazione omessa dal P.M.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato in parte: ha confermato la legittimità del sequestro delle fatture emesse dalle società consorziate e annotate dalla E&C, in quanto adeguatamente connesse ai capi di imputazione, ma ha annullato l'ordinanza limitatamente al sequestro della documentazione non riconducibile alle imputazioni provvisorie (ossia l'apprensione indistinta di tutte le fatture emesse/annotate da E&C e altre fatture non indicate nelle imputazioni), rilevando la carenza motivazionale del decreto del P.M. e l'impossibilità per il Tribunale di sopperire a tale carenza. Ha rinviato il procedimento al Tribunale di Roma per nuovo esame ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.; per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Norme richiamate

  • art. 355 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla richiesta di riesame proposta dalla società; disciplina il riesame del provvedimento di sequestro

  • art. 324 cod. proc. pen.

    comma 5 dell'art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la competenza a cui rinviare il giudizio dopo l'annullamento parziale dell'ordinanza (rinvio al Tribunale di Roma per nuovo esame)

  • d.lgs. n. 74 del 2000

    artt. 2, 5, 8 e 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000

    Normativa penale tributaria che ha costituito il fondamento delle imputazioni provvisorie (emissione di fatture per operazioni inesistenti, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta)

Massime di principio

  • Il Pubblico Ministero, nel disporre un sequestro probatorio, deve motivare in modo concreto e specifico la pertinenza e la proporzionalità dei documenti rispetto alle ipotesi di reato; formule generiche come "ritenuto che sia fondamentale acquisire" sono insufficienti e rendono il provvedimento annullabile.
  • Il tribunale del riesame non può supplire, nel contraddittorio camerale, alla carenza motivazionale del decreto di sequestro effettuando integrazioni di motivazione di propria iniziativa: l'onere di spiegare le esigenze probatorie spetta al P.M.
  • Il sequestro di documentazione collegata ai capi di imputazione (es. fatture emesse dalle consorziate e annotate) è legittimo se ben motivato; il sequestro indiscriminato di tutta la documentazione aziendale può essere ritenuto non pertinente e sproporzionato.
  • L'assenza di dati sensibili o la minore gravosità dell'onere pratico di copia non giustificano, di per sè, l'estensione di un sequestro oltre ciò che risulta correlato ai fatti contestati: la proporzionalità va valutata sulla base della rilevanza probatoria e della pertinenza.
  • In situazioni analoghe, la difesa può ottenere l'annullamento (con rinvio) della parte di sequestro non adeguatamente motivata; se il P.M. ritiene necessari ulteriori atti/sequestri, deve esplicitare le ragioni nel decreto iniziale o intervenire nel riesame.

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