Cassazione Penale, Sentenza n. 4909/2022 del 10/02/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del 25/26 marzo 2021 del Tribunale di Catanzaro che, in sede di riesame, aveva annullato parzialmente l'ordinanza del GIP che aveva applicato la custodia cautelare in carcere a Pasquale Forastefano per plurimi reati (tra cui associazione di tipo mafioso, estorsioni, trasferimento fraudolento di valori, illecita concorrenza con minaccia/violenza, violenza privata, truffa). Il difensore ha proposto sedici motivi (più motivi nuovi) denunciando violazioni di legge e contraddittorietà della motivazione su più capi di imputazione, con censure principali relative a: 1) insufficiente e contraddittoria motivazione circa l'elemento soggettivo e oggettivo del reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis); 2) omessa o carente valutazione di elementi di prova decisivi e di incongruenze sulle dichiarazioni dei testi (art. 629, art. 610, art. 513-bis); 3) travisamento e difetto di prova sulla partecipazione e ruolo nel reato associativo (art. 416-bis); 4) questioni procedurali sulle intercettazioni e utilizzabilità di fonti confidenziali; 5) proposta irregolare di documenti in udienza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato e, limitatamente ai reati indicati ai capi 18, 19 e 29-bis (reati di estorsione/estorsione ambientale e trasferimento fraudolento di valori relativi ad alcune imprese), ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Catanzaro per nuovo esame conforme alle osservazioni svolte. Per il resto (la maggior parte dei motivi) il ricorso è stato dichiarato inammissibile o manifestamente infondato: la Corte ha confermato la correttezza della valutazione di gravità indiziaria su numerosi capi (tra cui associazione mafiosa, altri episodi di estorsione, reati connessi) e ha rigettato le censure relative alla valutazione dell'attendibilità dei testi, alla ricostruzione fattuale delle captazioni e ad altre doglianze di merito. Sono state inoltre rigettate le produzioni documentali tardive offerte in udienza e dichiarati inammissibili alcuni motivi nuovi; è stata altresì chiarita la regola sull'utilizzabilità delle informazioni da fonte confidenziale (possono servire per individuare soggetti da intercettare ma non a fondare l'idoneità delle intercettazioni). Infine la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di rito.
Norme richiamate
art. 512-bis cod. pen.
Fattispecie ampia che sanziona l'attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di beni al fine di perseguire finalità illecite; non richiede che i beni siano già di provenienza illecita e l'affitto o il subentro apparente possono integrare l'attribuzione fittizia. La Corte ha rilevato che la motivazione deve esplicitare l'elemento soggettivo (finalità) e può annullare la valutazione se vi sono contraddizioni sulla finalità ricostruita.
art. 629 cod. pen.
Estorsione (anche nella forma 'ambientale'): la Corte sottolinea la distinzione tra la prova della condotta prodromica/formatrice della minaccia e l'effetto prodotto; per l'estorsione ambientale è necessario che modalità e contesto siano idonei a incutere timore anche se la minaccia è criptica.
art. 610 cod. pen.
Violenza privata: la Corte conferma che la prospettazione dell'esercizio di un diritto può costituire minaccia contra ius se usata per coartare la volontà altrui; la valutazione concreta delle modalità è questione di merito.
art. 513-bis cod. pen.
Il reato tutela la libertà di concorrenza; integrano il reato comportamenti di concorrenza violenti o minatori idonei a procurare un vantaggio illecito sul concorrente. La Corte ha ritenuto che la qualificazione richiede valutazione delle modalità e dell'idoneità a ledere la libertà concorrenziale.
art. 416-bis cod. pen.
Associazione mafiosa: la Corte ha ritenuto la motivazione sul vincolo associativo e sul ruolo apicale del ricorrente congrua rispetto al compendio indiziario residuo, nonostante l'annullamento parziale per alcuni reati.
art. 606 cod. proc. pen.
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha applicato i limiti della valutazione in sede di legittimità (controllo di legalità e di logicità interna del provvedimento impugnato, non rinnovazione del giudizio di merito).
art. 311 cod. proc. pen.
Regole sulle produzioni e sui motivi nuovi in processi cautelari: la Corte ha richiamato che documenti non depositati nei termini non possono essere acquisiti tardivamente in udienza.
art. 185 cod. proc. pen.
Riferita nella giurisprudenza citata: principio sulla nullità e sue conseguenze; la Corte ha spiegato che l'inutilizzabilità delle informazioni riservate non si estende automaticamente al contenuto delle successive captazioni legittimamente acquisite.
Massime di principio
- Il controllo della Cassazione sui provvedimenti cautelari è limitato alla verifica di violazioni di legge e di manifeste illogicità o contraddizioni nella motivazione; non sostituisce il giudizio di merito sulla valutazione delle prove o sull'attendibilità dei testi.
- Per il reato di trasferimento fraudolento di valori (art. 512-bis) non è necessario che i beni intestati fittiziamente provengano già da attività illecite; è invece essenziale che vi sia la finalità illecita (es. investimento di capitali illeciti o elusione della normativa di prevenzione), e la motivazione deve esplicitarla chiaramente.
- L'estorsione 'ambientale' può sussistere anche senza minacce esplicite se la richiesta è formulata in un contesto territoriale dominato da gruppi criminali e le modalità sono idonee a incutere timore; tuttavia la motivazione deve descrivere le modalità e il soggetto che ha veicolato la pressione (fase prodromica).
- Le informazioni provenienti da fonti confidenziali possono legittimamente essere usate per individuare i soggetti da intercettare ma non sono utilizzabili, da sole, per fondare la sussistenza dei gravi indizi che giustificano l'intercettazione; le captazioni successive possono rimanere utilizzabili se ottenute correttamente.
- Documenti e prove offerti in udienza tardivamente sono, di regola, irricevibili: il deposito in cancelleria nei termini stabiliti è essenziale per la loro acquisizione in sede di legittimità.
- Le contraddizioni tra valutazioni effettuate in provvedimenti diversi (es. GIP vs Tribunale del riesame) non incidono automaticamente sulla legittimità: la Cassazione richiede che l'atto impugnato contenga vizi interni chiari e non semplici divergenze di apprezzamento.
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