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Ordinanza

Ordinanza n. 113/2026 - Latina, Sezione 2

per l'annullamento -dell'Ordinanza di demolizione del Comune di Cassino, ai sensi dell'art. 31 D.P.R. n. 380/2001 e ss.mm.ii. e dell'art. 15 della L.R. n. 15/2008, del 29.4.2025; - degli ulteriori atti richiamati nell'Ordinanza di demolizione impugnata, ossia: - la relazione di abuso edilizio accertato in data 25.7.2024, prot. n. 63998 del 18.10.2024; - la Comunicazione di avvio del procedimento di cui alla Legge 241/1990, prot. 66104 del 29.10.2024; - la Relazione del R.d.P. prot. 26884 del 29.4.2025, .- di ogni altro atto, anche non noto, presupposto, conseguente e/o comunque connesso a quello impugnato

Giustizia amministrativa202500580

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di opere edilizie ritenute abusive e realizzate in assenza o difformità dai titoli edilizi e dalle autorizzazioni relative ai vincoli insistenti sull'area

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione del 29 aprile 2025 e gli atti presupposti, contestando gli accertamenti comunali e sostenendo di avere acquisito le necessarie autorizzazioni, nonché che le opere fossero assistite da idonei titoli edificatori. Le opere ricadono in zona VA - Vincolo Assoluto, disciplinata dall'art. 32 delle NTA del PRG, e sono interessate da vincolo storico-artistico, vincolo idrogeologico, vincolo paesaggistico relativo ai territori boscati, vincolo derivante dall'inserimento in area percorsa dal fuoco e disciplina sismica. Il Comune ha contestato l'assenza del permesso di costruire, ovvero la realizzazione in totale difformità o con variazioni essenziali, nonché l'assenza o difformità delle autorizzazioni idrogeologica, sismica e paesaggistica e la violazione della disciplina sugli incendi boschivi. Il testo non espone in modo analitico i singoli motivi di censura formulati dal ricorrente.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito del ricorso e ha disposto un adempimento istruttorio a carico del ricorrente, rinviando la trattazione all'udienza pubblica del 22 settembre 2026. Considerata la pluralità e l'entità degli abusi contestati, da valutare unitariamente, nonché la contrapposizione tra gli accertamenti dell'amministrazione e le deduzioni del ricorrente, il Collegio ha ritenuto indispensabile acquisire un prospetto riassuntivo sintetico. Per ciascun abuso il ricorrente dovrà indicare gli estremi dell'autorizzazione richiesta e conseguita dall'autorità competente per il vincolo, oppure spiegare perché essa non sia stata acquisita, e gli estremi del titolo edificatorio richiesto e conseguito, oppure le ragioni della mancata acquisizione. Il provvedimento richiama il dovere di collaborazione delle parti con il giudice previsto dall'art. 3 c.p.a. e richiede alle parti una relazione conclusiva sintetica. Nessuna statuizione definitiva è adottata sull'illegittimità dell'ordinanza di demolizione o sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    In assenza di permesso di costruire, in totale difformità o con variazioni essenziali

    È richiamato quale fondamento dell'ordinanza di demolizione e quale parametro della contestazione relativa alla realizzazione delle opere senza titolo o in difformità essenziale.

  • artt. 93 e 94 d.P.R. 380/2001

    Sono richiamati in relazione alla necessità dell'autorizzazione sismica e alle contestate difformità delle opere sotto il profilo della prevenzione del rischio sismico.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    È richiamato in relazione all'obbligo di acquisire l'autorizzazione paesaggistica per gli interventi ricadenti in area vincolata.

  • art. 10, l. 353/2000

    È richiamato quale disciplina dei divieti e delle prescrizioni applicabili alle aree percorse dal fuoco.

  • art. 10, comma 3, lett. d), d.lgs. 42/2004

    È indicato quale base del vincolo di interesse storico-artistico gravante sull'area.

  • art. 142, comma 1, lett. g), d.lgs. 42/2004

    territori coperti da foreste e da boschi

    È richiamato quale fondamento del vincolo paesaggistico relativo alle aree boscate.

  • R.D.L. 3267/1923

    È richiamato in relazione al vincolo idrogeologico e alla necessità del relativo nulla osta.

  • art. 3 c.p.a.

    dovere di collaborazione tra le parti con il Giudice

    È richiamato per giustificare la richiesta alle parti di una relazione conclusiva sintetica e, in particolare, al ricorrente di un prospetto riepilogativo degli abusi, dei titoli edilizi e delle autorizzazioni di vincolo.

Massime di principio

  • Quando il giudizio di annullamento contro un'ordinanza di demolizione riguarda una pluralità di abusi edilizi e di vincoli incidenti sull'area, il giudice può richiedere una ricostruzione unitaria e sintetica delle opere contestate, dei titoli edilizi e delle autorizzazioni di settore, rinviando la decisione nel merito all'esito dell'adempimento istruttorio.
  • In presenza di contestazioni contrapposte circa l'esistenza dei titoli edificatori e delle autorizzazioni relative ai vincoli, il ricorrente può essere onerato di indicare, per ciascun abuso, gli estremi dei provvedimenti autorizzatori conseguiti oppure le ragioni della loro mancata acquisizione.
  • Il dovere di collaborazione delle parti con il giudice, richiamato dall'art. 3 c.p.a., può fondare la richiesta di relazioni conclusive sintetiche funzionali alla delimitazione e alla verifica dei fatti rilevanti ai fini della decisione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniVincolo culturaleAutorizzazione paesaggisticaIstruttoria processuale
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

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