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Sentenza

Sentenza del 04/03/2016 n. 4337 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha contestato la validità della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sostenendo che la motivazione fosse meramente apparente. La CTR si era limitata a confermare integralmente la decisione della CTP mediante un generico rinvio, senza esaminare specificamente le numerose censure dell'Ufficio relative all'indeducibilità di diversi costi, tra cui carburanti, manutenzioni, omaggi, spese di rappresentanza, interessi passivi, sopravvenienze passive e somme ricevute come caparre o acconti. La contribuente, con ricorso incidentale, aveva lamentato l'omessa pronuncia sulla propria eccezione di nullità degli avvisi di accertamento per la protrazione della verifica fiscale oltre il termine di trenta giorni previsto dalla legge.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo del ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo apparente la motivazione della CTR. Il semplice rinvio alla motivazione della sentenza di primo grado, senza indicare le ragioni della condivisione e senza confrontarsi con le specifiche doglianze dell'appellante, non consente di individuare la ratio decidendi e determina la nullità della sentenza per violazione dell'obbligo di motivazione. Il secondo motivo dell'Agenzia e l'intero ricorso incidentale della contribuente sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio ad altra sezione della CTR del Lazio, che dovrà riesaminare la controversia e decidere anche sulle spese del giudizio di cassazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 1, n. 4

    La sentenza deve contenere la concisa esposizione dei motivi in fatto e in diritto.

    La decisione tributaria deve esporre in modo comprensibile le ragioni della pronuncia; un rinvio generico ad altra decisione non è sufficiente quando non consente di ricostruire il percorso logico seguito dal giudice.

  • Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    La sentenza deve contenere la concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione.

    La mancanza sostanziale della motivazione, inclusa una motivazione soltanto apparente, comporta la nullità della sentenza.

  • Art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Nullità della sentenza o del procedimento.

    La nullità della sentenza per motivazione apparente può essere denunciata con ricorso per cassazione.

  • Art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa.

    Il giudice deve esaminare le domande e le specifiche censure devolute con l'impugnazione, senza omettere questioni rilevanti.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 5

    La permanenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare trenta giorni lavorativi.

    La contribuente aveva sostenuto che il superamento del termine di durata della verifica comportasse la nullità degli avvisi di accertamento; la Corte non ha deciso nel merito tale questione, perché il relativo motivo è rimasto assorbito dal rinvio.

  • Art. 115 c.p.c.

    Il giudice deve porre a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti.

    La contribuente aveva lamentato che la CTR non avesse considerato gli elementi probatori e argomentativi dedotti in appello; anche questa questione non è stata esaminata nel merito.

Massime di principio

  • Una sentenza d'appello non può limitarsi a confermare genericamente la decisione di primo grado: il rinvio per relationem è valido solo se il giudice indica, anche sinteticamente, le ragioni per cui condivide la decisione precedente e affronta le censure specificamente proposte.
  • La motivazione è apparente, e quindi la sentenza è nulla, quando non permette di comprendere l'iter logico e giuridico seguito dal giudice per arrivare alla decisione.
  • In sede di appello il giudice deve confrontarsi con tutti i motivi rilevanti dedotti dalle parti; l'omesso esame di questioni devolute può integrare violazione dell'art. 112 c.p.c.
  • Quando la Cassazione cassa la sentenza per motivazione apparente e rinvia, non decide necessariamente chi abbia ragione nel merito: la controversia deve essere riesaminata dal giudice di rinvio, che dovrà pronunciarsi sulle questioni rimaste assorbite.
  • La contestazione della durata eccessiva di una verifica fiscale deve essere esaminata specificamente, ma in questo caso la Corte non ha stabilito se il superamento dei trenta giorni comportasse effettivamente la nullità degli avvisi di accertamento.

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