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Sentenza

Sentenza n. 843/2026 - Napoli, Sezione 1

per l'ottemperanza - del giudicato formatosi sulla della Sentenza Tribunale di Napoli Nord n. 4444/2024 pubbl. il 09/10/2024 RG n. 5285/2024.

Giustizia amministrativa202504579

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord n. 4444/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli Nord - Sezione Lavoro n. 4444/2024, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto, quale docente a tempo determinato, alla Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, dell'importo nominale di euro 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024, per complessivi euro 2.000,00. La sentenza era stata notificata al Ministero il 30 gennaio 2025 ai fini dell'esecuzione; era inoltre decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996. Poiché il Ministero non aveva dato esecuzione al giudicato, la ricorrente ha chiesto l'ordine di ottemperanza e la nomina di un commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che la sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato e regolarmente notificata, possiede immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'Amministrazione, la quale deve far conseguire concretamente alla parte l'utilità riconosciuta dal giudice civile. Essendo decorso il termine previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996 e non risultando alcuna esecuzione spontanea, il Ministero è stato ordinato a dare esecuzione al giudicato entro sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza o dalla sua notificazione, se anteriore. Per il caso di ulteriore inerzia, è stato nominato commissario ad acta il Direttore della direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Ministero, con facoltà di delega, da attivarsi su istanza della ricorrente e incaricato di assicurare l'esecuzione nei successivi sessanta giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con restituzione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, mediante il quale il giudice amministrativo assicura l'esecuzione del giudicato, anche formatosi su una sentenza del giudice ordinario.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione delle pronunce giudiziali nei confronti delle amministrazioni è condizione rilevante per la proponibilità dell'azione esecutiva; nel caso concreto il termine di 120 giorni era decorso.

Massime di principio

  • Il giudizio amministrativo di ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l'obbligo gravante sull'amministrazione non sia stato adempiuto.
  • Una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, ove riconosca al privato una specifica utilità o un bene della vita, ha immediato valore conformativo-ordinatorio nei confronti dell'amministrazione, che deve adottare gli atti necessari a far conseguire concretamente tale utilità.
  • La mancata esecuzione del giudicato da parte dell'amministrazione, dopo la notificazione della sentenza e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge, legittima il giudice dell'ottemperanza a fissare un termine per l'adempimento e a nominare preventivamente un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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