Cassazione Penale, Sentenza n. 44677/2022 del 24/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso articolato in tre motivi: 1) violazione di legge per presunta impossibilità materiale della condotta rispetto alla configurazione del tentativo (artt. 56, 624, 625 c.p.), sostenendo che l'imputato non avrebbe potuto sollevare e asportare 50 kg di rame dalla stazione; 2) doglianza sulla utilizzabilità e sufficienza della videoregistrazione di sorveglianza come unico elemento probatorio utile all'identificazione, con richiamo alle nullità e norme processuali (art. 192 c.p.p., art. 606 c.p.p.); 3) censura sull'applicabilità dell'aggravante prevista dall'art. 625 n.7 c.p., per essere la sottrazione avvenuta in locali della stazione sottoposti a costante monitoraggio, e quindi non integrativa dell'aggravante dell'esposizione a pubblica fede.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto la critica meramente fattuale e ha richiamato la motivazione del giudice di merito che rilevava come i cavi fossero già accatastati al momento dell'arrivo della Polizia Ferroviaria, con la concreta possibilità di usare mezzi reperiti sul posto; sul secondo motivo la Corte ha ritenuto le immagini di videosorveglianza sufficientemente chiare, essendo visibile Napoli con una cesoia nell'area interessata e il complice mentre sfilava il rame, e ha considerato le obiezioni difensive ipotetiche; sul terzo motivo la Corte ha ritenuto che la sorveglianza fosse saltuaria e non continuativa: la circostanza aggravante relativa ai beni del traffico ferroviario è stata quindi mantenuta perché la vigilanza non era costante e specificamente efficace a impedire la sottrazione. Conseguentemente il ricorso è respinto; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Riferimento alla azione concorrente: la condotta è stata valutata in relazione alla partecipazione e concorso di persone nell'evento criminoso
art. 56 cod. pen.
Norma sull'intento/reato tentato: la Corte ha ritenuto configurabile il tentativo poiché i cavi erano già accatastati e gli autori potevano completare l'asportazione avvalendosi di mezzi o momenti di assenza dei controlli
art. 624 cod. pen.
Furto: la condotta contestata è stata qualificata come furto (e tentativo di furto) di rame dalle canaline ferroviarie
art. 625 n. 7 cod. pen.
Aggravante per il furto su beni destinati al servizio pubblico/beni dello scalo ferroviario: interpretata nel senso che l'aggravante opera salvo sorveglianza continuativa; la sorveglianza saltuaria non esclude l'aggravante
art. 7-bis cod. pen.
Richiamata come parte del quadro normativo applicato alla fattispecie relativa al furto di materiale ferroviario (integrata con le altre norme citate)
art. 173, comma 1, disp. att. c.p.p.
Limite alla esposizione e enunciazione dei motivi di ricorso: la Corte ha indicato che i motivi sono stati dedotti nei limiti richiesti dalla norma
art. 606 lett. b) e c) c.p.p.
Norme che individuano le ragioni di impugnazione per violazione di legge e per error in procedendo: la Corte ha valutato tali censure e le ha ritenute infondate o meramente fattuali
art. 192 c.p.p.
Norma sulle nullità e utilizzabilità delle prove: invocata dalla difesa per contestare la videoregistrazione; la Corte ha ritenuto le immagini utilizzabili e sufficienti per l'identificazione
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in caso di inammissibilità del ricorso: applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e della somma destinata alla Cassa delle Ammende
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 (conv. l. n. 176/2020) e art. 16 d.l. 228/2021
Richiami procedurali contestuali all'intervento del Pubblico Ministero; il PM ha chiesto il rigetto del ricorso facendo valere tali riferimenti normativi procedurali
Massime di principio
- La mera difficoltà materiale di asportare un bene (es. peso) non esclude la configurazione del tentativo se, al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, il bene è già stato reso pronto per l'asportazione (es. accatastato) o vi sono elementi concreti che rendono possibile il completamento dell'azione (mezzi reperibili, assenza temporanea di controllo).
- Le videoregistrazioni di sorveglianza possono costituire prova idonea, anche unica, per l'identificazione se le immagini consentono di apprezzare chiaramente attività, strumenti in mano e ruoli dei soggetti ripresi; le obiezioni difensive devono svolgersi su elementi concreti e non su mere ipotesi di illeggibilità.
- L'aggravante relativa a beni pubblici o destinati a servizio pubblico (es. infrastrutture ferroviarie) è esclusa solo se è dimostrabile una sorveglianza continua, costante e specificamente efficace a impedire la sottrazione; una vigilanza saltuaria non basta a escludere l'aggravante e può essere considerata strumento solo per la successiva individuazione degli autori.
- Le censure di natura principalmente fattuale (ricostruzione dei fatti, valutazione delle prove, deduzioni sulle modalità esecutive) sono difficilmente ammissibili in sede di legittimità quando si tratta di sindacare la motivazione del giudice di merito, salvo errori logici o di diritto evidenti.
- In appello e ricorso per cassazione è cruciale distinguere tra profili di diritto (es. vizio di motivazione formale, violazione di norme processuali) e valutazioni di merito: i primi sono sindacabili, le seconde trovano limite nella correttezza logico-argomentativa della motivazione di merito.
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