Cassazione Penale, Sentenza n. 10010/2023 del 09/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso il decreto che confermava la confisca di prevenzione di un immobile a Partinico. Il ricorrente deduceva: 1) mancata terzietà del magistrato estensore per precedente composizione dello stesso collegio; 2) insufficiente motivazione e violazione della nozione di "appartenenza" (art.4 d.lgs. n.159/2011), alla luce di precedenti assoluzioni penali, per l'accertata pericolosità sociale qualificata nel periodo di costruzione (1994-1997); 3) illegittimità della confisca dell'intero cespite (anziché della quota del 25%) e addebito integrale dei costi di costruzione; 4) illegittimità della confisca del terreno perché l'abitazione sarebbe abusiva e priva di valore commerciale e soggetta a demolizione; 5) violazione del diritto di difesa e della ragionevole durata del processo per la richiesta di confisca avanzata venti anni dopo i fatti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutti i motivi. Ha ritenuto inammissibile il rilievo sulla terzietà perché la ricusazione non era stata proposta nei termini; ha confermato la valutazione di "vicinanza funzionale" al sodalizio mafioso (sufficiente a fondare la pericolosità qualificata anche indipendentemente dalle assoluzioni penali), richiamando precedenti decisioni di questa Corte (tra cui la sentenza n.27855/19); ha ritenuto corretta l'attribuzione della disponibilità di fatto e, per gli effetti successori e di divisione, la possibilità di assoggettare l'intero immobile a confisca; ha statuido che la confisca di prevenzione è possibile anche se l'immobile è abusivo o soggetto a demolizione e che l'azione di prevenzione non è perimentata dal tempo trascorso. In definitiva, la confisca dell'intero cespite è stata confermata e il ricorso è stato respinto.
Norme richiamate
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia), art. 4, comma 1, lett. a)
art. 4, comma 1, lett. a)
La nozione di "appartenenza" per le misure di prevenzione può comprendere condotte, anche isolate, funzionali agli scopi associativi ("vicinanza funzionale"); non rientrano nella nozione le mere forme di contiguità non funzionali al sodalizio
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia), artt. 20 e 24
Consentono il sequestro e la confisca dei beni dei quali la persona proposta risulta poter disporre, direttamente o indirettamente; la confisca può riguardare l'intero cespite se il bene è nella effettiva disponibilità o è insuscettibile di utilizzazione separata
Costituzione, art. 24
Diritto di difesa: la mancata tempestiva impugnazione/ricusazione delle cause di incompatibilità comporta la perdita del rimedio e la legittimità della partecipazione del magistrato
Costituzione, art. 111
Garantisce il giusto processo; la Corte ha ritenuto compatibile il procedimento di prevenzione con i parametri di ragionevole durata e motivazione se è rispettato l'iter di legge
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6
Tutela del giusto processo; la Corte ha ritenuto che il ritardo temporale non abbia in sé compromesso la possibilità di difesa tale da violare l'art.6
Protocollo n.1 CEDU, art. 1
Tutela della proprietà: la confisca di prevenzione è compatibile con la protezione della proprietà quando sia fondata sui presupposti legislativi e motivazionali richiesti
Codice penale, art. 416-bis
Distinzione tra accertamento penale di partecipazione e accertamento di pericolosità per misure di prevenzione; assoluzioni penali non escludono automaticamente la valutazione di pericolosità basata su "vicinanza funzionale"
Codice civile, art. 934
Principio dell'accessione: la Corte ricorda che può operare una confisca «per accessione invertita" quando il valore dell'edificio sia superiore a quello del terreno e il bene sia inscindibile
Massime di principio
- La mancata tempestiva istanza di ricusazione del magistrato rende inammissibile il motivo di pregiudizio: chi contesta l'imparzialità deve proporre la ricusazione nei termini di legge, altrimenti perde il rimedio
- Per le misure di prevenzione patrimoniali la nozione di "appartenenza" può comprendere forme di "vicinanza funzionale" al sodalizio mafioso; pertanto, anche in presenza di assoluzioni penali, può sussistere pericolosità qualificata quando vi siano comportamenti di supporto funzionale al gruppo
- La confisca di prevenzione può colpire l'intero cespite quando la disponibilità effettiva è unitaria o la parte suscettibile di confisca è insuscettibile di utilizzazione separata; la titolarità formale può essere integrata da effetti successori o rinunce
- La regolarità urbanistica o un ordine di demolizione non escludono la confisca di prevenzione: l'assenza di valore commerciale dell'immobile non impedisce l'applicazione della misura se ricorrono gli altri presupposti
- L'azione di prevenzione patrimoniale non è soggetta a perenzione basata sul tempo trascorso; occorre comunque verificare la pericolosità del proposto al momento dell'acquisizione del bene
- Nella ripartizione di entrate e spese relative a beni in comproprietà, il giudice può imputare pro-quota i proventi e, se l'immobile è destinato all'uso esclusivo di uno dei comproprietari, addebitare a lui i relativi costi di costruzione
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