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Sentenza

Sentenza n. 365/2026 - Torino, Sezione 1

per l'annullamento del provvedimento della Questura di Torino n. -OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202201161

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia nel 2008 e titolare di permesso di soggiorno rinnovato fino al 2020, ha impugnato il diniego di rinnovo fondato su precedenti condanne penali, tra cui una per estorsione e altre relative alla falsificazione o all'uso indebito di certificati e documenti. Ha dedotto che la Questura avrebbe applicato un automatismo sanzionatorio, senza considerare la sua situazione sociale e lavorativa, la durata del soggiorno in Italia e le gravi conseguenze del diniego. Ha inoltre contestato la mancata valutazione concreta della propria pericolosità sociale e degli elementi favorevoli al mantenimento del titolo.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha applicato gli artt. 4, comma 3, e 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998, rilevando che le condanne riportate dal ricorrente per reati ostativi precludono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. In presenza di reati direttamente ostativi, la risalenza delle condanne, la disponibilità di un'occupazione regolare e la durata del soggiorno non superano di per sé la preclusione, poiché la valutazione di pericolosità è stata compiuta a monte dal legislatore. L'automatismo può essere derogato in presenza di vincoli familiari qualificati, tali da imporre un bilanciamento tra sicurezza pubblica e tutela della famiglia; nel caso concreto non risultavano vincoli di tale natura né seri motivi umanitari o derivanti da obblighi costituzionali o internazionali. Il TAR ha comunque rilevato che la Questura aveva svolto anche una valutazione concreta della pericolosità sociale, valorizzando la natura e le modalità dei reati, ritenuti indicative di una personalità violenta e incline alla reiterazione di condotte illecite. La valutazione amministrativa è stata ritenuta immune da vizi logici. Il ricorrente è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati e, se il permesso di soggiorno è stato rilasciato, esso è revocato, quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato

    La disposizione consente il diniego o la revoca del permesso quando vengono meno i requisiti per il soggiorno e impone, nei casi previsti, la considerazione dei vincoli familiari, dei legami con il Paese d'origine e della durata del soggiorno in Italia.

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Non è ammesso in Italia lo straniero [...] che risulti condannato [...] per reati previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale

    La norma individua reati ostativi all'ingresso e, in combinazione con l'art. 5, comma 5, fonda la preclusione al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno per le condanne rientranti nelle categorie previste.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale base dello svolgimento da remoto dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Il diniego o il mancato rinnovo del permesso di soggiorno può fondarsi sulla condanna per reati direttamente ostativi individuati dalla normativa sull'immigrazione, senza che la risalenza della condanna, la disponibilità di un'occupazione regolare o la durata del soggiorno in Italia siano, da sole, sufficienti a superare la preclusione legislativa.
  • Quando la condanna riguarda reati direttamente ostativi, la valutazione di pericolosità sociale è compiuta in via generale dal legislatore; l'amministrazione non è quindi tenuta a neutralizzare la preclusione sulla base dei soli elementi di integrazione sociale o lavorativa dello straniero.
  • L'automatismo ostativo al rinnovo del permesso di soggiorno può essere derogato quando sussistono vincoli familiari qualificati che impongono una valutazione comparativa tra l'interesse alla pubblica sicurezza e la tutela dei rapporti familiari, nonché nei casi in cui ricorrano seri motivi umanitari o obblighi costituzionali o internazionali.
  • Anche in presenza di una preclusione legislativa, l'amministrazione può motivare il provvedimento valorizzando concretamente la natura e le modalità dei reati, ai fini della valutazione della pericolosità sociale e della verifica dell'assenza di elementi ostativi di carattere familiare o umanitario.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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