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Sentenza

Sentenza del 14/02/2020 n. 838 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Documentazione prodotta in copia - Valore probante.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Nel processo tributario era controversa la validità probatoria della documentazione prodotta in copia. Il ricorrente aveva formulato contestazioni di conformità all'originale in termini generici e sterili (es. "impugno e contesto" o "contesto tutta la documentazione perchè inammissibile ed irrilevante"). La questione riguardava se tali censure generiche fossero idonee a inficiare il valore probatorio delle copie prodotte.

La decisione

La Corte di Cassazione ha affermato che la documentazione prodotta in copia ha valore probatorio e che la contestazione della conformità all'originale non può essere svolta con formule di stile o generiche. È richiesta un'indicazione chiara e circostanziata: va specificato il documento contestato e gli aspetti concreti per i quali si sostiene la differenza rispetto all'originale. In mancanza di tali requisiti, la contestazione è priva di effetti e le copie conservano il loro valore probatorio, con conseguente accoglimento in sostanza della posizione della resistente.

Norme richiamate

  • art. 2719 c.c.

    L'art. 2719 c.c. attribuisce valore probatorio alla copia resa conforme all'originale ma implica che l'assenza di contestazioni specifiche sulla conformità rende inefficace la mera eccezione generica; la parte che contesta deve indicare elementi concreti per dimostrare la non conformità.

Massime di principio

  • La documentazione prodotta in copia è in principio efficace come mezzo di prova; chi ne contesta la conformità all'originale deve fornire contestazioni specifiche e circostanziate.
  • Formule generiche del tipo "impugno e contesto" o "contesto tutta la documentazione" non soddisfano il requisito di specificità e non inficiano il valore probatorio delle copie.
  • La parte resistente (spesso l'amministrazione pubblica) beneficia della conservazione del valore probatorio delle copie quando il ricorrente non individua puntualmente il documento e le concrete divergenze con l'originale.
  • In situazioni analoghe, chi intende disconoscere la copia deve: 1) identificare il documento preciso; 2) indicare le specifiche differenze con l'originale; 3) produrre, se possibile, mezzi probatori a supporto della non conformità.
  • Il rispetto di queste regole processuali è essenziale per evitare che contestazioni meramente formali siano dichiarate prive di effetti e determinino l'accoglimento delle prove prodotte dalla controparte.

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