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Sentenza

Sentenza n. 3366/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento del provvedimento, prot. n. m_pi.AOODPIT.REGISTRO DECRETI DIPARTIMENTALI. R.0002101 del 17-01-2025, comunicato in pari data alla ricorrente, di rigetto sull’istanza di riconoscimento del titolo abilitativo professionale conseguito all’estero, Domanda n. 30227 prot. n. 26613 del 09/08/2023. A060 – TECNOLOGIA NELLA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO; A050 – SCIENZE NATURALI, CHIMICHE E BIOLOGICHE NELLA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO; del preavviso di rigetto; nonché di ogni altro atto e/o provvedimento diverso/i da quello/i sopra citato/i e/o comunque presupposto/i, successivo/i, conseguente/i e, comunque, connesso/i a quelli impugnati.

Giustizia amministrativa202503884

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di riconoscimento di un titolo abilitativo professionale conseguito all'estero per le classi di concorso A060 e A050, nonché il relativo preavviso di rigetto

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento ministeriale di rigetto dell'istanza di riconoscimento del titolo abilitativo professionale conseguito all'estero per l'insegnamento nelle classi di concorso A060 – Tecnologia nella scuola secondaria di primo grado e A050 – Scienze naturali, chimiche e biologiche nella scuola secondaria di secondo grado. Il testo non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio, dopo l'accoglimento della domanda cautelare e la sospensione dell'efficacia del diniego, il Ministero ha adottato autonomamente un nuovo decreto all'esito del riesame, riconoscendo il titolo abilitativo per una delle classi di concorso richieste, subordinatamente al superamento di misure compensative. La ricorrente ha sostenuto che l'amministrazione disponesse già della documentazione necessaria e ha insistito per la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. L'adozione del successivo provvedimento ministeriale di riconoscimento, intervenuto all'esito del riesame e sostitutivo dell'atto originariamente impugnato, ha reso inutile la prosecuzione del giudizio e la decisione nel merito del diniego. Il Collegio non ha esaminato i motivi di illegittimità dell'atto originario. Le spese di lite sono state compensate tra le parti, in ragione della natura della controversia e della definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, per effetto dell'adozione di un nuovo provvedimento sostitutivo dell'atto impugnato, è sopravvenuta la carenza di interesse alla decisione.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha sottoposto alle parti la possibile causa di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse prima di definire il giudizio.

Massime di principio

  • L'adozione, nel corso del giudizio, di un nuovo provvedimento amministrativo che sostituisce l'atto impugnato e definisce nuovamente la posizione dell'interessato può determinare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sul ricorso originario, con conseguente improcedibilità ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
  • Quando il nuovo provvedimento amministrativo sostitutivo rende inutile la prosecuzione del giudizio sull'atto originario, il giudice non procede all'esame nel merito dei motivi di ricorso, salva la possibilità di impugnare autonomamente il nuovo atto secondo le regole applicabili.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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