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Sentenza

Sentenza n. 3659/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) per le Marche, Sez. I, n. 681 del 20 luglio 2024 (non notificata), con la quale è stato respinto il ricorso per la condanna di ANAS s.p.a. alla restituzione di terreni illegittimamente occupati e al risarcimento dei danni conseguenti.

Giustizia amministrativa202501546

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Marche che aveva respinto la domanda di restituzione dei terreni e di risarcimento dei danni derivanti dalla dedotta occupazione illegittima

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente espropriante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti contestavano la sentenza del TAR, sostenendo che il decreto di esproprio adottato il 24 marzo 1995 fosse inefficace o comunque inidoneo a trasferire la proprietà, perché tardivo rispetto ai termini di efficacia delle dichiarazioni di pubblica utilità e riferibile, almeno in parte, a lavori eseguiti in variante prima dell'approvazione della relativa perizia progettuale. Deducevano quindi che l'occupazione avesse natura usurpativa e che persistesse il loro diritto dominicale, con conseguente diritto alla restituzione dei terreni e al risarcimento. Censuravano inoltre l'affermazione del TAR secondo cui il riferimento alla variante del 1986 sarebbe stato un refuso, lamentavano il mancato esame delle doglianze relative alla tardività del decreto e sostenevano che quest'ultimo fosse inefficace per omessa notificazione ai sensi dell'art. 23 d.P.R. 327/2001. In subordine chiedevano il risarcimento, quantificato in almeno 100.000 euro.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato integralmente la sentenza del TAR. Ha rilevato che il decreto di esproprio del 24 marzo 1995, conosciuto dagli interessati nel corso del giudizio civile sulle indennità e mai impugnato, costituisce il titolo di acquisto della proprietà dei terreni da parte del patrimonio pubblico. I vizi della procedura espropriativa, compresa l'eventuale tardività del decreto, avrebbero dovuto essere dedotti mediante tempestiva azione di annullamento del decreto; non possono essere fatti valere incidentalmente nell'ambito di un'azione restitutoria o risarcitoria, poiché ciò eluderebbe i termini decadenziali degli artt. 29 e 41, comma 2, c.p.a. Il giudice amministrativo non può disapplicare incidentalmente il provvedimento amministrativo autoritativo; la disapplicazione provvedimentale spetta al giudice ordinario nei limiti previsti dagli artt. 4 e 5 dell'allegato E alla l. 2248/1865. L'omessa notificazione non impediva la decorrenza del termine per impugnare, poiché gli appellanti avevano avuto piena conoscenza del decreto nel processo civile. Il decreto espropriativo emanato oltre i termini non è nullo o inefficace, ma annullabile, e si consolida se non viene tempestivamente impugnato. La qualificazione dell'occupazione come usurpativa non muta tale conclusione: un'occupazione sine titulo può configurarsi, ai fini restitutori, solo in assenza di un provvedimento espropriativo, mentre il decreto, legittimo o illegittimo, produce l'effetto acquisitivo finché non venga annullato. Poiché le domande restitutoria e risarcitoria erano fondate sulla persistente proprietà privata e sull'occupazione senza titolo, entrambe sono state respinte. Le spese del grado sono state poste a carico degli appellanti e liquidate in 5.000 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • artt. 29 e 41, comma 2, c.p.a.

    I vizi del decreto di esproprio devono essere fatti valere mediante tempestiva azione di annullamento; non possono essere dedotti incidentalmente in un'azione restitutoria o risarcitoria, eludendo i termini decadenziali.

  • artt. 4 e 5 dell'allegato E alla l. 2248/1865

    La disapplicazione incidentale dei provvedimenti amministrativi è attribuita al giudice ordinario nei giudizi a tutela di diritti soggettivi; il giudice amministrativo tutela contro gli atti autoritativi illegittimi mediante l'annullamento.

  • art. 51 l. 2359/1865

    Applicabile ratione temporis alla notificazione del decreto di esproprio; l'omessa notificazione non impedisce la decorrenza del termine per impugnare quando il destinatario abbia comunque acquisito conoscenza del provvedimento.

  • art. 23 d.P.R. 327/2001

    Norma invocata dagli appellanti sulla notificazione del decreto, ma ritenuta non applicabile ratione temporis; l'eventuale omissione della notificazione non giustifica la tardiva impugnazione dopo la conoscenza effettiva dell'atto.

Massime di principio

  • Il decreto di esproprio, anche se affetto da vizi di legittimità, produce l'effetto acquisitivo della proprietà finché non venga tempestivamente annullato; la sua mancata impugnazione ne determina il consolidamento e impedisce di sostenere, in un successivo giudizio restitutorio, la persistente titolarità del bene.
  • La tardività del decreto di esproprio rispetto ai termini di efficacia della dichiarazione di pubblica utilità determina, secondo la decisione, un vizio di annullabilità e non una nullità o inefficacia automatica; il vizio deve essere dedotto con azione impugnatoria entro il termine decadenziale.
  • I vizi della procedura espropriativa e del decreto conclusivo non possono essere fatti valere incidentalmente nell'ambito di un'azione di restituzione o di risarcimento per occupazione sine titulo, poiché ciò eluderebbe l'onere di tempestiva impugnazione dell'atto autoritativo.
  • L'omessa notificazione del decreto di esproprio non impedisce la decorrenza del termine per impugnarlo quando il proprietario abbia acquisito aliunde piena conoscenza del provvedimento; gli adempimenti successivi al perfezionamento dell'atto non incidono sulla decorrenza del termine decadenziale.
  • La distinzione tra occupazione usurpativa e occupazione acquisitiva non consente di configurare un'occupazione sine titulo quando sia stato adottato un decreto di esproprio non annullato: ai fini della restituzione, la persistente occupazione senza titolo presuppone l'assenza di un provvedimento espropriativo efficace.
  • Il giudice amministrativo non può disapplicare incidentalmente un provvedimento amministrativo autoritativo nell'ambito di una domanda restitutoria o risarcitoria; la tutela contro tale provvedimento deve essere chiesta mediante l'azione di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàNullità del provvedimentoRiparto di giurisdizioneLegittimazione e interesse a ricorrere

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