Sentenza n. 4/2026 - Catanzaro, Sezione 2
per la declaratoria di illegittimità del provvedimento di rigetto dell’istanza di accesso emesso dal Comune di Martirano Lombardo con nora prot. n. 167 del 21 gennaio 2025; e per l’accertamento del diritto all’accesso agli atti richiesti con istanza del 19 gennaio 2023, prot. n. 151;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accesso ai documenti relativi ai titoli autorizzativi di un muro di sostegno confinante con l’abitazione del ricorrente
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente, proprietario dell’unica abitazione familiare confinante con un muro di sostegno in cemento, alto circa cinque metri e lungo circa trentacinque metri, aveva chiesto al Comune l’accesso agli eventuali atti autorizzativi relativi al manufatto. L’istanza era motivata dal fatto che il muro appariva leggermente spiombato, con possibile rischio di crollo e conseguente pericolo per la stabilità dell’abitazione e per l’incolumità degli occupanti. Il ricorrente aveva inoltre dichiarato l’intenzione di promuovere un’azione di denuncia di danno temuto ai sensi dell’art. 1172 c.c., sicché la documentazione gli sarebbe servita per verificare la regolarità del muro, identificare la situazione di fatto e individuare i soggetti eventualmente responsabili. Dopo un precedente preavviso di rigetto e il deposito di osservazioni, il Comune ha definitivamente respinto l’istanza ritenendola generica, immotivata e priva di un interesse diretto, concreto e attuale. Il ricorrente ha dedotto la violazione della disciplina sull’accesso difensivo e il difetto di motivazione del diniego, sostenendo che l’istanza individuava sufficientemente il manufatto, esponeva una situazione di pericolo concreta e attuale e indicava il collegamento strumentale tra i documenti richiesti e l’azione giudiziaria prospettata.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Richiamando i principi dell’Adunanza Plenaria sull’accesso difensivo, ha ritenuto sussistenti la necessità della conoscenza dei documenti, la corrispondenza dell’interesse a una situazione giuridicamente tutelata e il collegamento diretto e univoco tra tale situazione e la documentazione richiesta. L’istanza non era generica, poiché riguardava gli eventuali atti autorizzativi di uno specifico muro, che il Comune aveva dimostrato di sapere esattamente quale fosse. La vicinitas del manufatto rispetto all’abitazione radicava la legittimazione del richiedente; il rischio prospettato di spiombatura e crollo fondava un interesse concreto, immediato e attuale; l’intenzione di proporre un’azione di danno temuto qualificava l’interesse come difensivo. Il Comune aveva invece motivato il diniego in modo apodittico, senza spiegare perché gli elementi indicati nell’istanza e nelle osservazioni fossero insufficienti a individuare i documenti o a dimostrare l’interesse all’accesso. Non era possibile negare l’accesso sulla base della pretesa insufficienza del solo esame visivo del muro o della sua asserita regolarità tecnica, trattandosi di questioni attinenti all’eventuale giudizio di merito e, quanto alla regolarità, verificabili proprio mediante l’esame dei titoli non ostesi. Il Comune è stato condannato a rilasciare, entro trenta giorni dalla comunicazione della sentenza, il o i titoli autorizzativi relativi alla costruzione del muro. Le spese sono state poste a suo carico e liquidate in euro 2.000, oltre oneri e spese di legge.
Norme richiamate
art. 24, comma 7, l. 241/1990
Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici.
L’accesso difensivo richiede la dimostrazione della necessità della documentazione, della corrispondenza con una situazione giuridicamente tutelata e del collegamento diretto e univoco tra tale situazione e i documenti richiesti.
art. 22, comma 1, lett. d), l. 241/1990
L’interesse all’accesso deve essere immediato, concreto e attuale.
art. 116 c.p.a.
Disciplina il giudizio in materia di accesso ai documenti amministrativi.
art. 1172 c.c.
L’azione di denuncia di danno temuto costituisce, nel caso concreto, la situazione giuridica finale cui l’accesso è strumentalmente preordinato.
Massime di principio
- L’accesso difensivo è legittimo quando il richiedente dimostra, con un giudizio prognostico ex ante, la necessità dei documenti per acquisire elementi utili alla tutela di una situazione giuridica finale concretamente e obiettivamente incerta o controversa.
- L’istanza di accesso difensivo deve individuare i documenti richiesti e illustrare il nesso di strumentalità con la situazione giuridica da tutelare; non è sufficiente un generico richiamo a esigenze probatorie o difensive, ma non è necessario dimostrare in anticipo l’ammissibilità, l’influenza o la decisività della documentazione nell’eventuale giudizio di merito.
- La vicinitas rispetto al bene o al manufatto cui si riferiscono i documenti può fondare la legittimazione all’accesso quando sia accompagnata da una situazione concreta di possibile lesione e da un interesse attuale alla verifica dei fatti.
- L’amministrazione deve motivare specificamente il diniego di accesso, spiegando perché i documenti non siano sufficientemente individuati o perché gli elementi rappresentati non dimostrino l’interesse e il collegamento strumentale; formule apodittiche e meramente assertive non sono sufficienti.
- Non è legittimo negare l’accesso sulla base di valutazioni appartenenti al merito dell’eventuale controversia futura, come l’effettiva sussistenza del pericolo o la regolarità tecnica del manufatto, quando tali circostanze siano verificabili proprio mediante l’esame dei documenti richiesti.
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