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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19873/2023 del 10/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto quattro censure: 1) nullità degli atti processuali per aver notificato gli atti a un difensore d'ufficio (Avv. Luca Garbugli) invece che al difensore di fiducia (Avv. Francesco Coli), con contestazione della validità della nomina fiduciaria; 2) nullità assoluta per partecipazione di un giudice onorario al collegio di Tribunale (violazione del d.lgs. 116/2017 e norme sulle nullità degli artt. 178 e 179 c.p.p.); 3) violazione del diritto di difesa e del principio di tipicità dell'imputazione per mancata specificazione, nel capo d'imputazione ex art. 216, comma 1, n.1 L.F., di quale delle condotte alternative (distrazione, occultamento, ecc.) fosse contestata; 4) vizio di motivazione e contrasto con le prove in ordine al valore attribuito a tre beni alienati (dato che il ricorrente ritiene che il valore contestato sia inferiore a quello ritenuto in sentenza e che i prezzi siano meramente contabili o gonfiati).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato la valutazione della Corte territoriale che: a) la nomina del difensore di fiducia rilevata nel procedimento precedente non si estendeva automaticamente al nuovo procedimento (occorre nomina specifica per ogni procedimento); b) la partecipazione di un giudice onorario al collegio non ha determinato la nullità assoluta del procedimento; c) non vi è violazione del principio di correlazione tra capo di imputazione e accertamento quando l'imputazione indicava la distrazione di beni e la sentenza ha accertato la alienazione a prezzo notevolmente inferiore (condotta distrattiva) sulla base di elementi forniti dal curatore e da perizia; d) la valutazione dei valori dei beni effettuata dalla Corte territoriale, supportata dalla perizia e dagli elementi del curatore, non è illogica. Di conseguenza resta confermata la rideterminazione della pena operata dalla Corte d'Appello (condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione ex art. 216, comma 1, n.1 L.F. a anni due di reclusione e pene accessorie fallimentari di anni due), nonché l'esclusione dell'aggravante di cui all'art. 219 co.2 L.F.; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 1, n.1 L.F.

    La norma punisce varie condotte alternative (distrazione, occultamento, dissimulazione, distruzione, dissipazione). La Corte ha ritenuto integrata la 'distrazione' quando l'operazione ha sottratto beni al patrimonio sociale senza corrispettivo congruo, a danno dei creditori.

  • art. 219, comma 2 L.F.

    Aggravante contestata in primo grado e poi esclusa dalla Corte d'Appello; la Cassazione non ha rilevato errori nella esclusione operata dalla Corte territoriale.

  • art. 96 c.p.p.

    La nomina del difensore deve riferirsi a un procedimento specifico: una nomina fatta in un procedimento diverso non si estende automaticamente al nuovo procedimento e pertanto non determina la nullità per omessa notifica al difensore diverso.

  • art. 178 c.p.p.

    Norma sulle nullità: la Corte ha ritenuto che la partecipazione di giudice onorario, in mancanza di incidenza sulle condizioni di capacità del giudice, non sia causa di nullità assoluta ai sensi dell'art. 178.

  • art. 179 c.p.p.

    Norma sulle nullità: la partecipazione di giudice onorario non è stata ritenuta lesiva delle garanzie costituzionali tali da determinare nullità assoluta ex art. 179.

  • d.lgs. 13 luglio 2017, n. 116 (art. 11 comma 6 e art. 12)

    Le disposizioni sull'assegnazione dei giudici onorari sono di carattere organizzativo; la Corte ha ritenuto che, anche considerando il d.lgs., la composizione con giudice onorario non abbia determinato nullità assoluta nel caso di specie.

  • art. 521 c.p.p.

    Principio di correlazione tra accusa e accertamento: la Corte ha applicato il principio secondo cui non è necessaria la corrispondenza letterale se dal capo di imputazione risultano gli elementi fondamentali che permettono la difesa; la sentenza ha ritenuto che l'imputazione fosse sufficientemente specifica rispetto alla condotta poi accertata.

Massime di principio

  • La nomina del difensore di fiducia è valida solo per il procedimento specifico per il quale è stata effettuata; per un nuovo procedimento è necessaria nuova nomina o regolare designazione.
  • La partecipazione di un giudice onorario alla composizione di un collegio non determina automaticamente nullità assoluta: la nullità richiede che siano violate le condizioni di capacità del giudice o garanzie costituzionali insostituibili.
  • L'art. 216 L.F. contiene condotte alternative; l'imputazione può restare valida se descrive gli elementi essenziali (es. alienazione di beni a prezzo anomalo con effetto depauperativo) idonei a consentire la difesa, anche se non enumera in termini tecnici quale tra le condotte alternative sia stata posta in essere.
  • La valutazione del valore dei beni alienati può fondarsi su elementi della curatela e su perizia di stima; la mera circostanza che i valori derivino da scritture contabili non è sufficiente a smentire la valutazione se esistono elementi che attestano la sproporzione e modalità di pagamento anomale.
  • La violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza sussiste solo se il fatto accertato è eterogeneo o incompatibile rispetto a quanto contestato e arreca un effettivo pregiudizio alla difesa; differenze di dettaglio o valutazioni probatorie non implicano automaticamente nullità.

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