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Parere

Parere n. 1491/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario, con istanza sospensiva e con deposito diretto presso questo Consiglio di stato, ai sensi dell’art. 11, comma 2, del d.P.R. n. 1199 del 1971, proposto dalla Ethika s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, e da Raza David, contro l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale e nei confronti del Comune di Brindisi, avverso la nota prot. n. 45721/2025 del 22 dicembre 2025, con cui l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale ha reso parere di non compatibilità con la disciplina del PAI ai sensi dell'art. 32 della L. n. 47/1985, nell'ambito della pratica di condono edilizio n. 48550, e la nota prot. n. 0034910 del 10 marzo 2026, con cui il Comune di Brindisi ha comunicato il preavviso di diniego ex art. 10-bis della L. 7 agosto 1990, n. 241, sulla medesima istanza di condono.

Giustizia amministrativa202600403

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del parere di non compatibilità con la disciplina del PAI e del preavviso comunale di diniego nell’ambito di una pratica di condono edilizio.

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, la nota dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale del 22 dicembre 2025, recante parere di non compatibilità dell’immobile con la disciplina del PAI ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47/1985, e la nota del Comune di Brindisi del 10 marzo 2026, recante preavviso di diniego ai sensi dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990. Il ricorso deduceva: a) difetto di motivazione e di istruttoria, nonché violazione dell’art. 32 della legge n. 47/1985 e dell’art. 8 delle NTA del PAI; b) violazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990 per omesso preavviso di rigetto da parte dell’Autorità di Bacino; c) illegittimità derivata del preavviso comunale. La questione preliminare esaminata dalla Sezione concerneva l’ammissibilità del ricorso straordinario, in relazione alla natura definitiva o meramente endoprocedimentale degli atti impugnati. L’immobile era oggetto di una pratica di condono edilizio ancora pendente e, al momento della decisione, il Comune non aveva adottato il provvedimento finale di accoglimento o diniego.

Il parere

Il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso straordinario inammissibile, senza esaminare i motivi di merito né l’istanza cautelare. Ai sensi dell’art. 8, comma 1, del d.P.R. n. 1199/1971, il ricorso straordinario è ammesso soltanto contro atti amministrativi definitivi, ossia espressione compiuta e conclusiva della volontà dell’amministrazione. Il parere dell’Autorità di Bacino, pur essendo vincolante all’interno del procedimento di condono ai sensi dell’art. 32, commi 1 e 4, della legge n. 47/1985, costituisce un segmento istruttorio e non un autonomo provvedimento lesivo. Il preavviso di diniego comunale, previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990, è anch’esso necessariamente endoprocedimentale, in quanto mira a instaurare il contraddittorio prima dell’adozione del provvedimento finale. Poiché non risultava adottato il diniego definitivo del condono, non si era ancora concretizzata la lesione del bene della vita e mancava un interesse attuale e concreto all’impugnazione. La possibilità di presentare osservazioni nel termine assegnato neutralizzava inoltre l’effetto lesivo del preavviso. I precedenti richiamati dai ricorrenti sono stati ritenuti non pertinenti, poiché riguardavano fattispecie nelle quali era stato impugnato anche il provvedimento comunale conclusivo di diniego.

Osservazioni

Parere dell’Autorità di Bacino del 22 dicembre 2025

Il parere di non compatibilità con il PAI, reso ai sensi dell’art. 32 della legge n. 47/1985, è un atto endoprocedimentale: si inserisce nel procedimento comunale di condono come segmento istruttorio e, pur potendo precludere il rilascio del titolo in sanatoria in caso di dissenso motivato, non ha autonoma natura provvedimentale né autonoma lesività.

Preavviso di diniego comunale del 10 marzo 2026

La comunicazione ex art. 10-bis della legge n. 241/1990 è, per espressa funzione normativa, un atto endoprocedimentale diretto a sollecitare il contraddittorio prima della decisione finale. La possibilità di presentare osservazioni esclude, allo stato, un interesse attuale e concreto all’impugnazione.

Mancanza del provvedimento finale di diniego

Poiché il Comune non aveva ancora adottato un provvedimento conclusivo sulla domanda di condono, il mancato ottenimento del titolo edilizio non si era ancora concretizzato in una lesione attuale del bene della vita. L’eventuale diniego finale potrà costituire l’atto da impugnare con gli ordinari rimedi.

Norme richiamate

  • art. 8, comma 1, d.P.R. n. 1199/1971

    atti amministrativi definitivi

    Il ricorso straordinario è ammesso esclusivamente contro atti che esprimano in modo compiuto e conclusivo la volontà dell’amministrazione, non contro atti prodromici o endoprocedimentali privi di autonoma lesività.

  • art. 13 d.P.R. n. 1199/1971

    La non definitività dell’atto impugnato comporta la declaratoria di inammissibilità del ricorso straordinario.

  • art. 32, commi 1 e 4, legge n. 47/1985

    il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso; il motivato dissenso ... preclude il rilascio del titolo abilitativo edilizio in sanatoria

    Il parere dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo è vincolante nell’ambito del procedimento di condono, ma resta un atto istruttorio privo di autonoma natura provvedimentale.

  • art. 35 legge n. 47/1985

    Il procedimento di condono edilizio è attribuito alla competenza comunale; il parere dell’autorità preposta al vincolo si inserisce nella relativa sequenza procedimentale.

  • art. 10-bis legge n. 241/1990

    Il preavviso di diniego comunica i motivi ostativi e assegna un termine per le osservazioni, senza concludere il procedimento e senza produrre autonoma lesività.

  • art. 3, comma 1, lettera e), d.P.R. n. 380/2001

    La qualificazione delle opere come interventi equiparabili a nuova costruzione è stata utilizzata dal Comune ai fini della richiesta del parere di compatibilità con il PAI; tale profilo non è stato esaminato nel merito per l’inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica è ammissibile soltanto contro atti amministrativi definitivi, espressivi della volontà conclusiva dell’amministrazione, e non contro atti preparatori o endoprocedimentali privi di autonoma lesività.
  • Il parere vincolante reso dall’amministrazione preposta alla tutela di un vincolo nell’ambito di un procedimento di condono edilizio non è, per ciò solo, autonomamente impugnabile con ricorso straordinario: la lesione si concretizza, di regola, con il provvedimento finale dell’autorità competente a definire il procedimento.
  • Il preavviso di diniego previsto dall’art. 10-bis della legge n. 241/1990 non è un provvedimento definitivo, poiché mira a instaurare il contraddittorio e precede la decisione finale; la possibilità di presentare osservazioni esclude, in tale fase, l’interesse attuale e concreto all’impugnazione.
  • L’interesse a ricorrere deve sussistere sia al momento della proposizione del rimedio sia al momento della decisione e, nei procedimenti di condono, si collega al provvedimento finale sul rilascio o sul diniego del titolo in sanatoria.

Impugnazione di atti endoprocedimentali nel procedimento di condono edilizio

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da una società proprietaria di un immobile e dal promittente acquirente contro l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e nei confronti del Comune di Brindisi. Sono stati impugnati il parere di non compatibilità dell’immobile con la disciplina del PAI e il successivo preavviso comunale di diniego della domanda di condono edilizio.

Premesse e procedimento amministrativo

L’immobile, realizzato anteriormente all’approvazione del PAI, era oggetto di una domanda di condono presentata ai sensi della legge n. 47/1985. Il Comune aveva trasmesso la documentazione all’Autorità di Bacino, qualificando le opere come assimilabili a interventi di nuova costruzione. L’Autorità aveva espresso parere negativo, rilevando la collocazione dell’immobile in area a media pericolosità idraulica e il divieto di interventi di nuova costruzione previsto dall’art. 8 delle NTA del PAI.

Il Comune aveva quindi comunicato il preavviso di diniego ai sensi dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, assegnando il termine per la presentazione di osservazioni. Al momento della decisione del Consiglio di Stato non risultava adottato alcun provvedimento finale di diniego o di accoglimento della domanda di condono.

Motivi dedotti dai ricorrenti

I ricorrenti avevano dedotto il difetto di motivazione e di istruttoria del parere dell’Autorità di Bacino, la violazione dell’art. 32 della legge n. 47/1985 e dell’art. 8 delle NTA del PAI, l’omesso preavviso di rigetto da parte dell’Autorità di Bacino e l’illegittimità derivata del preavviso comunale.

Requisito della definitività dell’atto

La Sezione ha richiamato l’art. 8, comma 1, del d.P.R. n. 1199/1971, secondo cui il ricorso straordinario è ammesso esclusivamente contro atti amministrativi definitivi. La definitività richiede che l’atto esprima la volontà conclusiva dell’amministrazione e non costituisca un passaggio interno alla sequenza procedimentale.

La mancanza di tale requisito comporta l’inammissibilità ai sensi dell’art. 13 del medesimo decreto.

Natura del parere dell’Autorità di Bacino

Il parere dell’Autorità di Bacino è stato qualificato come atto endoprocedimentale. L’art. 32, comma 1, della legge n. 47/1985 subordina il rilascio del titolo in sanatoria relativo a immobili sottoposti a vincolo al parere favorevole dell’amministrazione preposta alla tutela del vincolo. Il comma 4 stabilisce inoltre che il dissenso motivato dell’amministrazione preposta alla tutela ambientale o territoriale preclude il rilascio del titolo.

Secondo la Sezione, il carattere vincolante del parere opera all’interno del procedimento comunale di condono, ma non trasforma il parere in un autonomo provvedimento conclusivo. La lesione effettiva della posizione del richiedente si verifica soltanto con il provvedimento finale del Comune, competente a definire la domanda di condono.

La Sezione ha richiamato, in fattispecie analoga, Cons. Stato, Sez. VII, n. 604 del 2026, secondo cui l’autonoma impugnazione del parere rischierebbe di attribuire di fatto all’autorità preposta al vincolo il potere di definire un procedimento spettante a un diverso organo. È comunque possibile attivare i rimedi contro l’inerzia dell’amministrazione qualora il parere negativo determini un arresto procedimentale.

Natura del preavviso di diniego

Anche la nota comunale è stata ritenuta priva di autonoma lesività. L’art. 10-bis della legge n. 241/1990 configura il preavviso come uno strumento di partecipazione procedimentale, volto a comunicare i motivi ostativi e a consentire la presentazione di osservazioni prima dell’adozione del provvedimento finale.

La possibilità di interloquire con l’amministrazione neutralizza l’effetto lesivo del preavviso e impedisce di ravvisare un interesse attuale e concreto all’impugnazione. La Sezione ha richiamato il proprio parere 14 dicembre 2020, n. 2037, secondo cui l’interesse deve permanere sia al momento della proposizione del rimedio sia al momento della decisione.

Esito

Il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso straordinario inammissibile per l’impugnazione di atti non definitivi. I motivi relativi alla motivazione, all’istruttoria, alla compatibilità con il PAI e all’omesso preavviso da parte dell’Autorità di Bacino sono rimasti assorbiti. È stata altresì assorbita la valutazione dell’istanza cautelare.

I precedenti invocati dai ricorrenti sono stati ritenuti non pertinenti, poiché riguardavano casi nei quali era stato impugnato anche il provvedimento comunale finale di diniego del condono.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioRifiutiRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiEdiliziaAmbienteProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrerePartecipazione procedimentaleDecadenza e tardività

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