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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34783/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Caputo: deduce l'omessa informazione, da parte della Polizia Giudiziaria, della possibilità di farsi assistere da un difensore all'atto dell'acquisizione urgente delle immagini video, invocando nullità/inutilizzabilità e vizio di motivazione della sentenza di merito. Mancini: tre censure: 1) contestazione dell'aggravante della violenza sulle cose (art. 614, comma 4 c.p.), sostenendo che si trattò solo di scalfitture e non di manomissione che richiedesse ripristino; 2) contestazione della qualificazione dell'androne e delle scale come "luogo di privata dimora" ai sensi dell'art. 614 c.p.; 3) vizio di motivazione in ordine al mantenimento della recidiva/precedenti e alla relativa valutazione.

La decisione

Entrambi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per Caputo la Corte di Cassazione ha ritenuto manifestamente infondato il motivo relativo all'omessa informazione: il video era stato analizzato e poi estrapolato dal tecnico nominato dall'amministratore e consegnato alla Polizia; la nullità dedotta doveva essere eccepita tempestivamente (artt. 180 e 182, comma 2 c.p.p.) e non può essere sollevata tardivamente in Cassazione. Per Mancini la Corte ha confermato la qualificazione contestata: le scalfitture sul portone integrano l'aggravante di violenza sulle cose (alterazione dell'aspetto/uso della res); le scale e l'androne sono pertinenze della privata dimora e rientrano nella tutela dell'art. 614 c.p.; la valutazione dei precedenti e della pericolosità sociale era adeguatamente motivata. Ai ricorrenti sono state condannate le spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    Richiamato come norma incriminatrice nella imputazione concorrente; la sentenza non modifica la portata dell'articolo, lo usa per indicare concorso di persone nel reato

  • art. 614 c.p. (comma primo e quarto)

    La Corte interpreta la nozione di "privata dimora" in senso esteso includendo le pertinenze (androne, scale) quando siano utilizzate in maniera apprezzabile e non accessibili senza consenso; inoltre la alterazione dell'aspetto della cosa (scalfitture) integra l'aggravante della violenza sulle cose

  • art. 707 c.p.

    Rilevato nella imputazione a Caputo; la Corte d'Appello aveva dichiarato estinto per prescrizione il capo relativo a tale norma

  • artt. 354, 356 c.p.p.; 114 disp. att. c.p.p.

    Richiamati dal ricorrente Caputo quale base delle censure sulle garanzie procedurali; la Corte di Cassazione ha rimarcato che l'eventuale nullità derivante dall'omessa informazione durante atti urgenti della PG è 'intermedia' e va eccepita tempestivamente ai sensi degli artt. 180 e 182 c.p.p., altrimenti si considera sanata

  • art. 606 c.p.p. (lett. b), c), e))

    Richiamati in relazione ai vizi di motivazione e di violazione di legge dedotti nei motivi di ricorso; la Corte ha ritenuto le censure insufficienti o tardive

  • artt. 180 e 182, comma 2, c.p.p.

    La Corte ha richiamato questi articoli come termini/processuale per dedurre nullità derivanti dall'omessa informazione all'indagato circa l'assistenza del difensore nella esecuzione di atti urgenti: tali nullità devono essere eccepite tempestivamente, pena la loro sanatoria

  • art. 615-bis c.p. (richiamata in giurisprudenza)

    Usata in dottrina/giurisprudenza richiamata per definire il perimetro della nozione di privata dimora e delle pertinenze, confermando la sovrapponibilità della nozione usata per art. 614 e 615-bis

  • Sez. U. sent. "D'Amico" (n. 31345/2017) e pronunce della Corte costituzionale (sent. n. 135/2002) e pronunce di legittimità (Prisco)

    Giurisprudenza citata per chiarire la nozione di privata dimora e limiti all'utilizzo probatorio di videoregistrazioni; la Corte utilizza questi precedenti per sostenere che le pertinenze possono rientrare nella nozione di privata dimora se presentano stabilità e riservatezza

  • art. 616 c.p.p.

    Norma invocata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla somma alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • Le nullità derivate dall'omessa informazione all'indagato del diritto all'assistenza del difensore durante atti urgenti della polizia giudiziaria sono di natura "intermedia" e devono essere eccepite tempestivamente (entro i termini processuali indicati dagli artt. 180 e 182 c.p.p.), altrimenti si considerano sanate e non saranno ammesse in Cassazione
  • L'acquisizione di materiale probatorio da parte di un tecnico nominato dall'amministratore e la successiva consegna alla Polizia Giudiziaria riducono le prospettive di successo di censure basate sull'omessa informazione/ad assistenza difensiva al momento della visione iniziale
  • Le "pertinenze" di una abitazione (es. androne, scale, pianerottolo) possono rientrare nella nozione di privata dimora quando siano utilizzate in modo non occasionale, non accessibili senza consenso e caratterizzate da una stabile relazione funzionale con l'abitazione principale, con conseguente applicazione delle tutele dell'art. 614 c.p.
  • Per integrare l'aggravante della violenza sulle cose occorre un'azione esercitata sulla res che determini forzatura, rottura, danneggiamento o alterazione dell'aspetto o della funzione: anche scalfitture che alterino l'aspetto possono essere considerate idonee
  • Le censure sulla recidiva o sui precedenti richiedono una valutazione puntuale e motivata: la Corte valuta la gravità e la specificità dei precedenti e la direzionalità della condotta verso ulteriori delitti del patrimonio per confermare l'aumento della pericolosità sociale
  • In sede di impugnazione in Cassazione è fondamentale rispettare i limiti di tempestività e di specificità delle eccezioni processuali; omissioni procedurali vanno contestate nei termini pertinenti per non perdere la possibilità di ottenere l'annullamento o l'inutilizzabilità delle prove

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