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Ordinanza

Ordinanza n. 515/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del 14.11.25 del nulla osta all’ingresso per motivi di lavoro rilasciato in favore del ricorrente in data 24/05/2024.

Giustizia amministrativa202600304

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento di revoca del nulla osta all’ingresso per motivi di lavoro rilasciato il 24 maggio 2024

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del nulla osta all’ingresso per lavoro, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. In sede cautelare ha contestato il giudizio dell’Amministrazione sull’inattendibilità del rapporto di lavoro allegato a fondamento del nulla osta. Il TAR ha rilevato che il ricorrente non ha allegato né fornito un principio di prova circa elementi idonei a orientare diversamente la decisione amministrativa. Non è stata inoltre allegata o comprovata l’effettività del rapporto lavorativo, che, secondo il giudice, risulta anzi posta in dubbio dalle stesse dichiarazioni del ricorrente circa la propria ignoranza, definita incolpevole, delle ragioni dell’assenza del datore di lavoro. È stata altresì prospettata la possibilità del permesso per attesa occupazione, ma il giudice ha ritenuto che tale istituto presupponga circostanze successive, non imputabili colposamente allo straniero, che abbiano determinato l’interruzione o cessazione di un rapporto di lavoro effettivamente esistente, mentre nella fattispecie emergerebbe l’inesistenza originaria del rapporto e quindi la mancanza ab origine dei requisiti richiesti.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare di sospensione della revoca. All’esito della sommaria cognizione propria della fase cautelare, non ha ravvisato prima facie i presupposti per concedere la tutela, ritenendo non dimostrata l’effettività del rapporto di lavoro e non adeguatamente scalfito il giudizio amministrativo di inattendibilità del rapporto. Ha inoltre escluso, allo stato, che il ricorrente possa invocare il permesso per attesa occupazione, poiché non risultano provate circostanze sopravvenute che abbiano interrotto o cessato un rapporto lavorativo esistente, ma piuttosto l’originaria inesistenza del rapporto. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha negato la sospensione in assenza di presupposti prima facie favorevoli.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un provvedimento amministrativo non può essere concessa quando il ricorrente non alleghi elementi e non offra almeno un principio di prova idoneo a mettere in discussione il fondamento della decisione amministrativa.
  • Il permesso per attesa occupazione presuppone la sopravvenuta interruzione o cessazione di un rapporto di lavoro effettivamente esistente per circostanze non imputabili colposamente allo straniero; non è applicabile quando risulti, già all’origine, l’inesistenza del rapporto di lavoro posto a base del nulla osta.
  • La mancata prova dell’effettività del rapporto lavorativo, unita ad allegazioni del ricorrente incompatibili con la sua concreta instaurazione, può confermare in sede cautelare il giudizio dell’Amministrazione sull’inattendibilità del rapporto e giustificare il rigetto della sospensione dell’atto di revoca.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

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