Sentenza n. 856/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica del docente per l’anno scolastico 2023/2024
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 ss. c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza passata in giudicato del Tribunale ordinario di Brescia, che aveva riconosciuto il suo diritto alla carta elettronica del docente prevista dall’art. 1, comma 121, l. 107/2015, per l’importo di 500 euro, condannando il Ministero a metterla a disposizione. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato che Sogei s.p.a. aveva accreditato l’importo nel borsellino elettronico della ricorrente. La ricorrente ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la rifusione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, evidenziando il tardivo adempimento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché l’amministrazione ha adempiuto alla sentenza durante il giudizio, accreditando l’importo dovuto nel borsellino elettronico della ricorrente. Nonostante l’adempimento sopravvenuto, il giudice ha posto le spese a carico del Ministero in applicazione della soccombenza virtuale: il tardivo adempimento confermava infatti la fondatezza della pretesa azionata. Nella liquidazione, pari a 400 euro oltre rimborso forfettario, CPA e IVA se dovuta, il TAR ha valorizzato sia il comportamento collaborativo del Ministero, sia la serialità dei ricorsi analoghi patrocinati dal medesimo difensore e la conseguente standardizzazione dell’attività professionale, ritenendo giustificata una riduzione proporzionale del compenso. È stata disposta la distrazione delle spese in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
artt. 112 ss. c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza promosso per ottenere l’esecuzione di una sentenza passata in giudicato.
art. 34, comma 5, c.p.a.
Consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione soddisfa integralmente la pretesa azionata.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
Costituisce il fondamento del diritto alla carta elettronica del docente, riconosciuto nella sentenza oggetto di ottemperanza.
art. 4, comma 2, d.m. 55/2014
“Quando in una causa l’avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento, fino a un massimo di dieci soggetti, e del 10 per cento per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a un massimo di trenta”.
Il TAR richiama la disposizione, pur riferita all’assistenza di più soggetti nella stessa causa, come criterio analogico per giustificare la riduzione del compenso quando la serialità di controversie identiche consente modalità difensive standardizzate e una ripartizione dell’impegno professionale.
Massime di principio
- L’adempimento dell’amministrazione intervenuto nel corso del giudizio di ottemperanza determina la cessazione della materia del contendere quando la pretesa risultante dal giudicato sia stata integralmente soddisfatta.
- L’adempimento tardivo dell’amministrazione non esclude la condanna alle spese del giudizio di ottemperanza: il giudice può applicare il criterio della soccombenza virtuale valutando la fondatezza della pretesa al momento della proposizione del ricorso.
- Nella liquidazione delle spese, la serialità di ricorsi analoghi patrocinati dal medesimo difensore e la conseguente standardizzazione dell’attività professionale possono giustificare una riduzione proporzionale del compenso, ferma la valutazione del comportamento collaborativo dell’amministrazione.
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