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Ordinanza

Ordinanza n. 341/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202600931

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: nota comunale di dichiarazione di inefficacia e archiviazione di una SCIA in sanatoria, nonché ordinanza di demolizione connessa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la nota dell’Ufficio Abusivismo del Comune di Alcamo che ha dichiarato inefficace e archiviato una SCIA in sanatoria, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. È stata inoltre impugnata l’ordinanza di demolizione adottata ai sensi dell’art. 31, comma 2, del d.P.R. n. 380/2001, nella parte in cui presuppone l’illegittimità delle medesime opere oggetto della SCIA. Dal testo dell’ordinanza cautelare non risultano specificamente riportati i singoli motivi di legittimità dedotti nel ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistente il fumus boni iuris. A un primo esame, e con riserva di ogni ulteriore approfondimento in rito e nel merito, il ricorso appare inammissibile per carenza di interesse: secondo quanto affermato nel provvedimento comunale impugnato, la SCIA in sanatoria riguarderebbe soltanto interventi di minore rilevanza rispetto a un edificio realizzato in totale difformità dal titolo autorizzativo. La tutela cautelare è stata quindi negata. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha valutato il fumus boni iuris e ha respinto la richiesta di sospensione.

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    Costituisce la base normativa dell’ordinanza di demolizione impugnata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia dell’atto impugnato può essere negata quando, a un primo esame, non risulti il fumus boni iuris della domanda, anche in ragione della sua apparente inammissibilità per carenza di interesse.
  • Non sussiste un interesse concreto e attuale a ottenere la sanatoria di interventi edilizi di minore rilevanza quando l’abuso contestato riguarda un edificio realizzato in totale difformità dal titolo autorizzativo e la SCIA non è idonea a regolarizzare tale complessiva difformità.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniSCIA e liberalizzazioni
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareLegittimazione e interesse a ricorrereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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