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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10683/2025 del 17/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Milano deducendo violazioni di legge e vizi motivazionali in relazione alla mancata sostituzione della pena detentiva breve con una sanzione sostitutiva. In particolare contestava il diniego del beneficio, sostenendo implicitamente che non fossero state correttamente valutate le condizioni per applicare una pena sostitutiva. È stata inoltre presentata personalmente dalla parte un'istanza intitolata correzione di errore materiale, nella quale erano però veicolati veri e propri motivi di ricorso; la Corte ha rilevato che tale atto non era stato proposto per il tramite del difensore e, quindi, era inammissibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le doglianze sulla mancata sostituzione della pena detentiva breve non fossero specifiche e comunque non fossero proponibili in sede di legittimità, trattandosi di un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito se adeguatamente motivato. Ha osservato che i giudici di merito avevano motivato in modo congruo il diniego richiamando elementi negativi ex art. 133 c.p., tra cui la gravità del fatto, la capacità a delinquere dell'imputata e l'assenza di concreti segni di volontà di reinserimento. È stata inoltre dichiarata inammissibile l'istanza personale del 12/02/2025, perché conteneva motivi di ricorso ed era stata presentata dalla parte personalmente e non dal difensore. Conseguentemente, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Le modifiche introdotte dalla riforma non hanno eliminato la natura fattuale dell'accertamento sulla concedibilità delle sanzioni sostitutive della pena detentiva breve, che resta insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata.

  • art. 133 c.p.

    È norma di riferimento per la valutazione dei criteri rilevanti ai fini della determinazione della pena e, nel caso concreto, per la valutazione dei presupposti per la mancata sostituzione della pena detentiva breve; non è necessario che il giudice esamini tutti i parametri della disposizione.

Massime di principio

  • In tema di sanzioni sostitutive della pena detentiva breve, la verifica dei presupposti applicativi costituisce un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non è censurabile in cassazione quando sia sorretto da motivazione adeguata.
  • La valutazione sulla sostituibilità della pena può essere compiuta mediante richiamo agli elementi negativi rilevanti ai sensi dell'art. 133 c.p., senza che sia necessario un esame analitico di tutti i parametri legali.
  • In sede di legittimità sono inammissibili doglianze prive di specificità che mirino, in sostanza, a una rivalutazione del merito sulla concessione della sanzione sostitutiva.
  • Un atto personale della parte che, pur formalmente qualificato come istanza di correzione di errore materiale, contenga motivi di ricorso è inammissibile se il ricorso non è stato proposto dal difensore nei casi in cui ciò è richiesto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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