Sentenza n. 1274/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione di opere abusive e successivo avviso di sgombero finalizzato all'esecuzione d'ufficio della demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione n. 21 del 14 marzo 2012 e, ove occorrente, l'avviso di sgombero del 29 aprile 2026, deducendo di essere proprietaria dal 2017 del suolo identificato con la particella n. 52 del foglio 325, sul quale, a suo dire, insistevano opere interessate dall'intervento demolitorio. Ha lamentato la mancata notificazione degli atti e la conseguente impossibilità di partecipare al procedimento o di attivare strumenti di regolarizzazione o sanatoria; l'erronea individuazione della titolarità dell'area; il travisamento dei presupposti di fatto e il difetto di istruttoria; la violazione dei principi di correttezza, imparzialità e buona amministrazione; il difetto di motivazione quanto alla descrizione e localizzazione delle opere; nonché la violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza e l'eccesso di potere per sproporzione, illogicità e difetto di motivazione. Ha inoltre dedotto l'illegittimità derivata dell'avviso di sgombero. Il Comune ha eccepito il difetto di legittimazione e di interesse, evidenziando che l'avviso riguardava immobili abusivi occupati da altri soggetti e insistenti esclusivamente su suolo comunale, identificato dalle particelle 20 e 59 del foglio 52, e che l'ordinanza del 2012 era stata notificata ai responsabili dell'abuso ed era ormai definitiva.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a., per difetto originario di legittimazione e di interesse a ricorrere. La ricorrente non era mai stata proprietaria della porzione di fabbricato interessata dall'ordinanza, avendo acquistato soltanto il sedime nel 2017, dopo l'acquisizione ope legis dell'abuso al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione. L'ordinanza del 2012, notificata ai responsabili dell'abuso, era pertanto inoppugnabile e non produceva effetti diretti nei confronti della ricorrente. Neppure l'avviso di sgombero le era stato notificato, poiché riguardava gli immobili abusivi occupati dagli Avino e ricadenti su area comunale. Mancando un effetto diretto, immediato e concreto sulla posizione della ricorrente, difettavano sia la legittimazione sia l'interesse a impugnare entrambi gli atti. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione integrale delle spese.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.
Consente di dichiarare l'inammissibilità del ricorso per difetto originario di legittimazione o di interesse a ricorrere.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata all'esito della camera di consiglio cautelare, previo avviso alle parti.
art. 35 T.U.E.
È richiamato dal Comune in relazione all'esecuzione d'ufficio dell'ordine di demolizione in caso di inottemperanza; il giudice menziona inoltre l'acquisizione ope legis dell'abuso al patrimonio comunale decorso inutilmente il termine di 90 giorni.
Massime di principio
- È inammissibile per difetto originario di legittimazione e interesse il ricorso proposto da chi non è destinatario dell'atto impugnato e non dimostra che esso produca nei suoi confronti effetti diretti, immediati e concreti.
- L'acquisto del solo sedime interessato da opere abusive, intervenuto dopo l'acquisizione dell'abuso al patrimonio comunale per mancata ottemperanza all'ordine di demolizione, non attribuisce al successivo acquirente un interesse immediato e concreto a impugnare l'originaria ordinanza di demolizione notificata ai responsabili dell'abuso.
- Un atto meramente esecutivo, quale l'avviso di sgombero finalizzato alla demolizione d'ufficio, può essere impugnato soltanto da chi sia direttamente inciso dai suoi effetti; la mera prospettazione di un pregiudizio indiretto o riflesso non integra l'interesse a ricorrere.
Come è indicizzato
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