Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13405/2026 del 13/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere applicata ad Antonino Mascali per plurimi reati (tra cui rapina aggravata e reati connessi a contesti di criminalità organizzata). Il ricorrente deduceva: 1) errata qualificazione giuridica della condotta, sostenendo che si trattasse di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 393 c.p.) e non di rapina (art. 628 c.p.); 2) insufficienza e travisamento delle prove e assenza di gravità indiziaria rispetto al capo 3 (rapina aggravata), con specifico riferimento a intercettazioni e rapporti tra le parti; 3) insufficiente motivazione sulle esigenze cautelari e mancata considerazione di misure meno afflittive.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato la qualificazione della condotta come rapina (art. 628 c.p.) perché non era emersa una pretesa ragionevolmente azionabile giudizialmente che giustificasse l'uso di violenza o minaccia come esercizio arbitrario di un diritto (art. 393 c.p.). Ha inoltre confermato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza rispetto al capo 3, ritenendo adeguata e ben motivata la valutazione del Tribunale di riesame sulle risultanze intercettive, sulla scansione temporale degli eventi e sul ruolo di Mascali nel far convergere la vittima nel luogo della rapina. Infine ha respinto le censure sulle esigenze cautelari, sottolineando la pericolosità dell'indagato sulla base di precedenti penali, modalità esecutive dell'azione (uso di arma, professionale complicità) e la gravità del quadro indiziario; ha condannato il ricorrente alle spese e disposto gli adempimenti previsti dall'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 628 cod. pen.

    La Corte ha interpretato il delitto di rapina come applicabile quando l'agente tende all'ottenimento di un profitto mediante violenza o minaccia senza rappresentarsi la legittimità della pretesa; nella fattispecie la condotta è stata ritenuta diretta al profitto illecito e non giustificata da un diritto azionabile.

  • art. 393 cod. pen.

    Il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni rileva solo se l'agente, in buona fede e con ragionevole convinzione, ritiene di poter ottenere il diritto anche rivolgendosi al giudice; la Corte ha ritenuto che tale convincimento manchi nel caso concreto.

  • art. 416-bis1 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione a connotazioni di collegamento con contesti di criminalità organizzata; la presenza di precedenti e modalità intimidatorie ha contribuito alla valutazione della pericolosità e del contesto delittuoso.

  • art. 4 legge n. 895 del 1967

    Richiamata tra le norme contestate nel capo 2; interpretazione nel senso di collegamento alle fattispecie disciplinate dalla legge speciale citata nel capo di imputazione.

  • art. 7 legge n. 895 del 1967

    Ulteriore richiamo normativo inerente la fattispecie contestata nel capo 2; la Corte non ha ritenuto che tali profili attenuassero la gravità indiziaria complessiva.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sul giudizio di determinazione della prova nel merito; la Corte ha ricordato che il parametro per i gravi indizi cautelari è diverso e meno stringente rispetto alle esigenze probatorie del giudizio di merito.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione al procedimento per misure cautelari; la Corte ha valutato la correttezza della motivazione del giudice del riesame nel delineare i gravi indizi.

  • art. 274, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    Disposizione sui motivi di custodia cautelare (pericolo di fuga o di reiterazione). La Corte ha confermato che l'attualità del pericolo richiede valutazione prognostica e può fondarsi su precedenti, personalità dell'indagato e modalità del fatto.

  • art. 94, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale per gli adempimenti in caso di permanenza in carcere dopo la decisione di rigetto del ricorso; la Corte ha disposto gli obblighi di comunicazione previsti.

Massime di principio

  • La distinzione tra art. 393 c.p. e art. 628 c.p. si fonda sulla presenza o meno di una pretesa ragionevolmente azionabile: se l'agente non plausibilmente ritiene di avere un diritto tutelabile giudizialmente, l'uso di violenza è rapina.
  • Nel giudizio sulla custodia cautelare il requisito dei "gravi indizi" è meno rigoroso delle esigenze probatorie del merito; la Cassazione verifica la congruenza e la logica della motivazione del giudice del riesame senza ri-valutare i fatti come giudice di merito.
  • Per giustificare la custodia in carcere il tribunale può considerare la personalità dell'indagato, precedenti penali, modalità esecutive del reato (uso di arma, professionalità dei complici), e la tempestistica degli eventi per inferire pianificazione e pericolosità.
  • Offerte risarcitorie o ammissioni parziali non escludono automaticamente la custodia cautelare; la loro incidenza va valutata in relazione alla gravità del quadro indiziario e alla concreta prova raccolta (es. filmati, intercettazioni).
  • In fase cautelare è decisivo documentare elementi convergenti (tempi, contatti, presenza sui luoghi, postazioni informative) che colleghino il sospetto all'azione delittuosa; omissioni o spiegazioni alternative devono risultare logicamente persuasive per superare l'assetto motivazionale del giudice.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.