Sentenza n. 13728/2026 - Roma, Sezione 2Q
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione per l’occupazione permanente di suolo pubblico
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento dirigenziale con cui Roma Capitale aveva respinto l’istanza di occupazione permanente di suolo pubblico presentata nel marzo 2022, chiedendone l’annullamento e, in via cautelare, la sospensione. In sede cautelare il Tribunale aveva ritenuto non sufficienti le ragioni dedotte dalla ricorrente, rilevando che l’area era gravata da una servitù di pubblico passaggio e che sulla stessa area la società usufruiva di una concessione temporanea di occupazione di suolo pubblico di tipo emergenziale, cosiddetta OSP Covid-19. Prima della decisione di merito, la società ha riferito che Roma Capitale aveva rilasciato i provvedimenti di concessione di suolo pubblico oggetto della controversia e ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, chiedendo la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il rilascio, da parte dell’amministrazione, dei provvedimenti concessori richiesti ha eliminato l’interesse concreto e attuale della ricorrente alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego. Il Collegio ha qualificato l’esito come improcedibilità, anziché cessazione della materia del contendere, richiamando il principio dispositivo, secondo cui spetta alla parte scegliere se chiedere o meno la tutela giurisdizionale della situazione sostanziale. Le spese di lite sono state compensate per la peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza di smaltimento da remoto; il testo non espone una specifica interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- Il rilascio, nelle more del giudizio, del provvedimento amministrativo richiesto dal ricorrente fa venir meno l’interesse concreto e attuale alla decisione sull’impugnazione del precedente diniego e comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
- Nel processo amministrativo il principio dispositivo rimette alla parte la scelta di chiedere o meno la tutela giurisdizionale della situazione giuridica sostanziale; il giudice non può procedere alla decisione quando l’interesse alla pronuncia sia venuto meno.
- La compensazione delle spese può essere disposta quando la peculiarità della vicenda, inclusa la sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, integri un giusto motivo.
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