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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9790/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Monza che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo (27/06/2024) di sette unità immobiliari intestate alla società PAGIVER SP. Z.O.O., disposte dal G.I.P. in relazione al reato di cui all'art. 11 del d.lgs. n. 74/2000 (alienazione di immobili per sottrarsi al pagamento dell'IRPEF). Il ricorrente ha dedotto di avere interesse al riesame perché: 1) risiede con la famiglia in uno degli immobili dal 2014; 2) è socio (98%) e legale rappresentante della PAGIVER; 3) gli immobili sarebbero stati conferiti in aumento di capitale (non realmente alienati); 4) disponeva di consistenti disponibilità liquide; 5) gli atti di indagine utili sarebbero stati compiuti oltre il termine delle indagini preliminari e quindi inutilizzabili.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse all'impugnazione. Ha ritenuto che, pur essendo l'imputato astrattamente legittimato a proporre il riesame, l'interesse concreto e attuale richiesto dall'art. 568 cod. proc. pen. e dalla giurisprudenza riguarda il risultato della restituzione del bene sequestrato. I beni risultavano di proprietà della PAGIVER; il ricorrente aveva proposto il riesame in proprio e non in qualità di legale rappresentante della società, pertanto non ha dimostrato un titolo che legittimasse la restituzione a suo favore. Le eccezioni sulla inutilizzabilità degli atti o sul fumus del reato sono state ritenute insufficienti a creare l'interesse necessario. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 11 d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma penale tributaria contestata: la Corte riporta che il sequestro è stato disposto come finalizzato alla confisca diretta del profitto del reato per alienazioni atte a sottrarsi al pagamento dell'IRPEF

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Individua i soggetti astrattamente legittimati a proporre il riesame (imputato, la persona alla quale le cose sono state sequestrate, quella che avrebbe diritto alla restituzione). La Corte precisa che tale legittimazione non basta: è necessaria la prova dell'interesse concreto alla restituzione

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Rif. alle disposizioni procedurali sul riesame e sulle impugnazioni cautelari; utilizzato nel quadro delle contestazioni difensive sull'ammissibilità del riesame

  • art. 568, comma 4, cod. proc. pen.

    Stabilisce il requisito dell'interesse all'impugnazione; la Corte lo applica affermando che nelle impugnazioni reali è necessario un interesse concreto ed attuale finalizzato alla restituzione del bene

  • art. 591, comma 1, lett. a) cod. proc. pen.

    Norma sulle impugnazioni che contribuisce al principio secondo cui l'ammissibilità richiede interesse concreto, richiamata dalla Corte nel corredo normativo che limita l'astratta legittimazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze in caso di inammissibilità del ricorso; applicata per irrogare la sanzione pecuniaria e le spese al ricorrente

  • artt. 405, 406, 407 e ss. cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla contestazione difensiva sull'inutilizzabilità di atti compiuti oltre il termine delle indagini preliminari; la Corte considera la questione assorbita dall'esito sull'ammissibilità ma riconosce la rilevanza della questione processuale

Massime di principio

  • La legittimazione astratta a proporre il riesame del sequestro non equivale all'ammissibilità: è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale all'impugnazione, funzionale al risultato della restituzione del bene sequestrato
  • Il ricorrente che non è proprietario del bene deve provare un titolo concreto (diritto reale o obbligatorio) che giustifichi la richiesta di restituzione; la mera residenza o detenzione materiale non è sufficiente se non supportata da un titolo
  • Se gli immobili sono formalmente intestati a una società, l'interesse alla restituzione spetta alla società: l'indagato può proporre il riesame solo se agisce in qualità e con prova del potere di rappresentare quel soggetto (es. legale rappresentante agendo per la società)
  • L'impugnazione cautelare non è il luogo per ottenere una pronuncia anticipata sull'insussistenza del fumus del reato: contestare il fumus non crea di per sé l'interesse necessario all'impugnazione reale, che resta ancorato alla restituzione del bene
  • Le eccezioni sull'inutilizzabilità di atti svolti dopo il termine delle indagini sono questioni processuali rilevanti, ma non sopperiscono all'onere di provare l'interesse concreto alla restituzione richiesto per l'ammissibilità del riesame
  • In casi simili, per evitare inammissibilità, il soggetto deve: 1) agire nel corretto interesse/qualità (es. come rappresentante della società proprietaria), 2) documentare il titolo che legittima la detenzione/restituzione del singolo immobile contestato, e 3) collegare l'impugnazione all'effetto restitutorio perseguito

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