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Ordinanza

Ordinanza n. 1104/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto prot. n. -OMISSIS- del 16/01/2026, notificato il 26 detti, recante divieto di detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente; nonché di ogni altro provvedimento preordinato, connesso e consequenziale comunque lesivo degli interessi del ricorrente, tra cui, per quanto ragione, la nota prot. n. 250951 del 04/08/2023, di preavviso di avvio del procedimento finalizzato all'emissione del provvedimento di divieto di detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente, notificato il 22/04/2024.

Giustizia amministrativa202602251

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto prefettizio recante divieto di detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente, nonché gli atti connessi, incluso il preavviso di avvio del procedimento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto prefettizio notificato il 26 gennaio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, insieme agli atti connessi e consequenziali. Dal testo non risultano specificamente articolati i motivi di legittimità dedotti nel ricorso. In sede cautelare, il giudice ha rilevato che il ricorrente non aveva contestato il fatto, riportato nel provvedimento impugnato, di essere stato protagonista di un episodio di aggressione. La remissione delle querele presentate dagli interessati è stata ritenuta, allo stato, non decisiva a escludere l'affidabilità negativa valutata dall'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti i presupposti dell'art. 55 c.p.a. A un primo sommario esame, l'episodio di aggressione non contestato dal ricorrente, anche a prescindere dalla remissione delle querele, appare idoneo a sorreggere il giudizio prefettizio di inaffidabilità nella detenzione delle armi. La decisione riguarda la sola fase cautelare e non definisce nel merito l'impugnazione del decreto. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    non sussistono i presupposti di cui all’art. 55 c.p.a. per l’accoglimento dell’invocata tutela cautelare

    La tutela cautelare è stata negata perché, allo stato degli atti e a un primo sommario esame, il provvedimento prefettizio risultava sorretto da elementi sufficienti a fondare il giudizio di inaffidabilità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    La disposizione è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudizio prefettizio di inaffidabilità nella detenzione delle armi può ritenersi prima facie sorretto da un episodio di aggressione non contestato dal destinatario del divieto, anche quando le querele presentate dagli interessati siano state successivamente rimesse.
  • La remissione delle querele relative a un episodio di aggressione non esclude, di per sé, che tale episodio possa essere valutato dall'autorità prefettizia nell'apprezzamento dell'affidabilità del soggetto nella detenzione di armi; la rilevanza dell'episodio può essere esaminata autonomamente rispetto agli esiti delle querele.

Come è indicizzato

MateriePericolosità sociale e valutazioni di sicurezzaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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