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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37158/2022 del 30/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro che aveva rigettato l'appello del Procuratore avverso la decisione del GIP del Tribunale di Castrovillari di non applicare gli arresti domiciliari. L'accusa era relativa a false attestazioni di presenza in servizio (art. 640 c.p. e art. 55-quinquies D.Lgs. 165/2001) con conseguente danno patrimoniale e d'immagine per la pubblica amministrazione. Il Procuratore denunciava altresì inosservanza degli artt. 479 c.p. e 125 c.p.p. e vizi di motivazione dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e manifestamente infondato. Ha confermato che il Tribunale del riesame e il GIP avevano correttamente ritenuto carente la prova di esigenze cautelari attuali e concrete (periculum libertatis). La decisione ha valorizzato la limitata consistenza numerica delle false attestazioni, l'esiguità del danno patrimoniale rilevato (circa 23,37 euro), l'epoca dei fatti risalente a oltre un anno prima della valutazione cautelare e l'assenza, nell'atto di appello, di elementi concreti idonei a prospettare una possibile prosecuzione delle condotte illecite. Le censure del Procuratore sono state ritenute prevalentemente assertive o generiche e insufficienti a invalidare la motivazione del provvedimento impugnato.

Norme richiamate

  • art. 640 cod. pen.

    La norma è stata richiamata quale quadro di riferimento per la contestazione di false attestazioni finalizzate a conseguire un ingiusto profitto; la Corte ha però ritenuto che, pur sussistendo elementi di indizio, tali elementi non bastavano a giustificare misure cautelari restrittive in assenza di pericolo attuale di reiterazione.

  • art. 55-quinquies D.Lgs. 165/2001

    Richiamato per la rilevanza disciplinare e amministrativa della condotta del dipendente pubblico; la decisione sottolinea che il rilievo pubblico della posizione non è di per sé sufficiente a fondare la misura cautelare senza ulteriori elementi concreti sul pericolo di reiterazione.

  • art. 479 cod. pen.

    Citato nella doglianza del ricorrente in tema di inosservanza normativa; la Corte ha ritenuto le censure relative agli artt. 479 c.p. e 125 c.p.p. in gran parte assertive o generiche e non idonee a dimostrare vizi tali da annullare l'ordinanza impugnata.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai criteri per l'applicazione delle misure cautelari; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la carenza di esigenze cautelari attuali e concrete, quindi la presunta violazione di tale norma non è stata accertata.

Massime di principio

  • Per disporre misure cautelari restrittive (es. arresti domiciliari) è necessario non solo il grave indizio di colpevolezza, ma anche la prova di esigenze cautelari concrete e attuali, in particolare il rischio di reiterazione o di inquinamento probatorio.
  • La mera rilevanza pubblica della qualità di dipendente e l'esistenza di un danno patrimoniale o d'immagine non sono, di per sé, sufficienti a giustificare una misura cautelare; occorrono elementi concreti che indichino la probabilità di prosecuzione della condotta illecita.
  • La consistenza numerica e la entità economica del danno contestato (anche se non irrilevante sotto profili disciplinari) incidono sulla valutazione del periculum libertatis: episodi isolati, di modesta entità e risalenti nel tempo scoraggiano l'adozione di misure restrittive.
  • In sede di impugnazione bisogna proporre censure specifiche e dettagliate: argomentazioni generiche o assertive sulla gravità del fatto o sulla funzione pubblica non sono sufficienti a ribaltare un giudizio motivato sul deficit probatorio delle esigenze cautelari.
  • La tempestività e la documentazione di episodi ripetuti o di fattori che rendano verosimile la reiterazione della condotta sono elementi decisivi per sostenere la necessità di misure cautelari in casi simili.

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