Ordinanza n. 524/2026 - Napoli, Sezione 4
per l’annullamento, previa sospensione, - della Disposizione Dirigenziale n. 107/A 2025 – Contenzioso Amministrativo n. 312/2023, notificato il 04.08.2025; - nonché di tutti gli atti pregressi, connessi e consequenziali, dei verbali di accertamento richiamati nel provvedimento”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale di acquisizione delle opere abusive e dell'area di sedime, adottato dopo il riscontro negativo del sopralluogo di ottemperanza all'ordinanza di demolizione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, la disposizione dirigenziale con cui il Comune di Napoli ha disposto l'acquisizione delle opere abusive realizzate su un terreno del quale era comproprietaria insieme ai germani, unitamente alla relativa area di sedime. L'acquisizione è intervenuta dopo il sopralluogo di ottemperanza del 30 gennaio 2025, risultato negativo, e traeva origine da un'ordinanza di demolizione notificata il 14 maggio 2024 e già impugnata in un separato giudizio. La ricorrente ha dedotto l'avvenuta demolizione delle opere e ha prospettato, quale pregiudizio cautelare, la compromissione di una compravendita.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora. Quanto al fumus, ha ritenuto che la demolizione documentata fosse intervenuta dopo la scadenza del termine di 90 giorni previsto dall'ordinanza di demolizione e dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001; alla scadenza del termine, la perdita della proprietà delle opere e dell'area di sedime si era già verificata ope legis, sicché il successivo intervento demolitorio non impediva l'acquisizione già prodottasi. Quanto al periculum, la compromissione della prospettata compravendita è stata qualificata come pregiudizio meramente patrimoniale, non grave e irreparabile ai fini cautelari. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001
La mancata demolizione entro il termine di 90 giorni comporta l'acquisizione gratuita di diritto dell'opera abusiva e dell'area di sedime, con effetto ope legis già alla scadenza del termine.
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; la sospensione è stata negata per mancanza del fumus boni iuris e del periculum in mora.
Massime di principio
- La demolizione spontanea delle opere abusive eseguita dopo la scadenza del termine assegnato dall'ordinanza di demolizione non impedisce l'acquisizione gratuita già verificatasi ope legis, ove l'acquisizione sia maturata alla scadenza del termine previsto dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001.
- Ai fini della tutela cautelare, la compromissione di una compravendita o altro pregiudizio esclusivamente patrimoniale non integra, di per sé, un danno grave e irreparabile idoneo a fondare il periculum in mora.
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