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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7916/2023 del 23/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del giudice dell'esecuzione che ha riconosciuto la continuazione tra più sentenze di condanna ma, nel rideterminare la pena, non ha applicato la riduzione prevista per i reati giudicati con il rito abbreviato (le sentenze sub 2) e 3) erano state pronunciate con rito abbreviato). Il motivo deduce che gli aumenti di pena correlati a quei reati avrebbero dovuto essere ridotti ai sensi dell'art. 442 c.p.p.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso. Ha accertato che le sentenze sub 2) e 3) erano effettivamente pronunciate con rito abbreviato e che l'ordinanza impugnata non mostra di avere applicato la riduzione prevista. Richiamata la giurisprudenza consolidata, la Corte ha ritenuto che, in sede di riconoscimento della continuazione 'in executivis', gli aumenti di pena relativi ai reati giudicati con rito abbreviato sono soggetti alla riduzione di un terzo e che il giudice dell'esecuzione deve indicare nella motivazione di aver tenuto conto di tale riduzione. Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza e ha rinviato al Tribunale di Torino per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 442, comma 2, codice di procedura penale

    Prevede la riduzione di un terzo della pena per il rito abbreviato; la Corte interpreta che, quando si applica la continuazione tra reati giudicati con rito abbreviato e reati giudicati con rito ordinario, la riduzione va applicata ai reati giudicati con rito abbreviato anche se posti in continuazione con reati ordinari

  • art. 81 codice penale

    Disciplina l'aumento della pena per la continuazione; la Corte richiama che l'aumento applicato per la continuazione relativo a reati celebrati con rito abbreviato deve essere assoggettato alla riduzione premiale prevista dall'art. 442 c.p.p.

  • Sez. U, Sentenza n. 35852 del 22/02/2018 (Cesarano)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata che afferma che l'applicazione della continuazione tra reati giudicati con rito ordinario e reati giudicati con rito abbreviato comporta l'applicazione della riduzione del terzo soltanto nei confronti dei reati giudicati con rito abbreviato

  • Sez. 1, Sentenza n. 26269 del 08/04/2021 (De Rita)

    Giurisprudenza richiamata che precisa che, in sede di riconoscimento della continuazione in executivis, se il reato satellite è stato giudicato con rito abbreviato l'aumento va ridotto e il giudice deve esplicitare in motivazione di avere tenuto conto di tale riduzione, che è aritmeticamente predeterminata

Massime di principio

  • Quando si ridefinisce la pena in esecuzione considerando la continuazione, per i reati già giudicati con rito abbreviato va applicata la riduzione di un terzo prevista dall'art. 442 c.p.p., anche se vengono posti in continuazione con reati giudicati con rito ordinario
  • L'aumento di pena per continuazione (art. 81 c.p.) relativo a reati celebrati con rito abbreviato deve essere calcolato tenendo conto della riduzione: il giudice dell'esecuzione deve riportare nei calcoli e nella motivazione l'avvenuta applicazione della riduzione
  • Se nei calcoli della pena non risulta l'applicazione della riduzione per il rito abbreviato, il provvedimento del giudice dell'esecuzione è annullabile e va disposta la rimessione per un nuovo giudizio
  • La riduzione per il rito abbreviato ha carattere aritmetico e predeterminato: il giudice non deve fornire una motivazione sul 'quantum' della riduzione, ma deve esplicitare di averla applicata

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