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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00206/2024 del 04/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (committente pubblico)

La controversia

La controversia nasce da un appalto pubblico per la realizzazione di un centro di commercializzazione al dettaglio. L'appaltatrice ottenne un decreto ingiuntivo per un acconto sul corrispettivo dei lavori; il Comune propose opposizione deducendo, tra l'altro, irregolarità contributive dell'impresa, pignoramenti e crediti dei dipendenti, e soprattutto la rescissione del contratto per grave e reiterato inadempimento. Riunito il giudizio con la causa promossa dall'appaltatrice per far dichiarare illegittima la rescissione e ottenere il risarcimento dei danni, il Tribunale accolse l'opposizione e operò compensazioni. In appello, la società appaltatrice ottenne un risultato solo parzialmente favorevole, con riconoscimento di una somma a suo credito. In Cassazione la società ricorrente ha censurato la sentenza d'appello per violazione degli artt. 340 della legge n. 2248 del 1865, all. F, e degli artt. 1218, 1453 e 1455 c.c., lamentando che la Corte territoriale non avrebbe correttamente valutato la gravità e importanza dell'inadempimento in modo comparativo tra le condotte delle parti, trascurando che il ritardo nei lavori sarebbe dipeso da carenze progettuali, mancata approvazione di varianti e mancato pagamento degli acconti. Ha inoltre dedotto omesso esame di fatti decisivi, insistendo sulla contrarietà a buona fede del comportamento del Comune e sulla necessità di rinnovare la c.t.u. per accertare le cause del ritardo.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il controricorso del Comune perché tardivo, ma ha rigettato integralmente il ricorso della società appaltatrice. Ha ritenuto corretta la decisione d'appello perché la rescissione del contratto di appalto pubblico va verificata alla luce dei principi generali sulla risoluzione per inadempimento, con una valutazione unitaria e comparativa delle condotte di entrambe le parti. La Corte territoriale aveva effettivamente comparato il ritardo dell'appaltatrice e il mancato completamento dell'opera con il mancato pagamento del quarto stato di avanzamento, ritenuto non conforme a buona fede, ma aveva attribuito rilievo prevalente al ritardo dell'impresa e al suo rifiuto di proseguire i lavori. È stata inoltre ritenuta non censurabile la valutazione di genericità dei motivi di appello relativi alle carenze progettuali e alla mancata perizia di variante, perché tali doglianze erano formulate in modo non specifico; di conseguenza, era legittimo anche il rigetto della richiesta di rinnovazione della c.t.u., non potendo questa essere usata per sopperire a carenze allegatorie o per svolgere indagini esplorative. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata per l'irrituale costituzione dell'intimato.

Norme richiamate

  • art. 370 c.p.c.

    il controricorso notificato oltre il termine di venti giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso è inammissibile

  • art. 340 della legge n. 2248 del 1865, all. F

    nei lavori pubblici la rescissione del contratto va scrutinata dal giudice ordinario verificando i presupposti sostanziali della legittimità del provvedimento

  • art. 1218 c.c.

    la verifica dell'inadempimento e della legittimità della rescissione deve avvenire secondo i principi generali della responsabilità contrattuale

  • art. 1453 c.c.

    la rescissione/scioglimento per inadempimento richiede una valutazione complessiva dell'assetto sinallagmatico e delle condotte delle parti

  • art. 1455 c.c.

    l'inadempimento deve essere grave e di non scarsa importanza per giustificare lo scioglimento del rapporto

  • art. 46 della legge n. 109 del 1994

    l'azione di risoluzione dell'appaltatore è subordinata al presupposto del mancato pagamento di acconti pari almeno a un quarto dell'importo complessivo dell'appalto

  • art. 27 del r.d. 25 maggio 1895, n. 350

    la rescissione richiede la contestazione degli addebiti secondo la procedura prevista

  • art. 23 del r.d. 25 maggio 1895, n. 350

    è stata esclusa la sua violazione nel caso concreto

  • art. 340 della legge n. 2248 del 1865, all. F

    non comporta automaticamente il riconoscimento di un danno risarcibile, riferendosi al danno da nuova aggiudicazione o esecuzione d'ufficio

  • art. 360, primo comma, n. 4 c.p.c.

    l'eventuale difetto di specificità dei motivi di appello integra un vizio processuale

  • art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.

    non è configurabile quando la doglianza mira in realtà a contestare la valutazione di genericità delle allegazioni

  • art. 342 c.p.c.

    l'appello deve contenere una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato nel dispositivo in tema di contributo unificato

Massime di principio

  • Nei contratti di appalto pubblico, la legittimità della rescissione per inadempimento non si valuta in modo atomistico, ma mediante un apprezzamento complessivo e comparativo delle condotte di entrambe le parti lungo l'intero rapporto.
  • Il giudice ordinario può disapplicare il provvedimento amministrativo di rescissione quando, all'esito della verifica sostanziale, difettino i presupposti di gravità e importanza dell'inadempimento richiesti dalla disciplina applicabile.
  • Il ritardo dell'appaltatore può essere giustificato solo se risulta causalmente connesso e adeguatamente allegato rispetto agli inadempimenti del committente; allegazioni generiche su carenze progettuali o varianti non consentono di sovvertire l'accertamento di merito.
  • L'appello deve individuare in modo specifico i capi censurati e le ragioni della critica; la mera ricostruzione cronologica dei fatti o richiami indeterminati a criticità progettuali non soddisfano il requisito di specificità.
  • La consulenza tecnica d'ufficio non può essere utilizzata per colmare carenze di allegazione o di prova della parte, né per avviare indagini esplorative alla ricerca di fatti non adeguatamente dedotti.

Come è indicizzato

MaterieAppaltoImpugnazioniProve
RamiContrattiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiBuona fede e correttezzaOnere della provaRisoluzione del contrattoLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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