Cassazione Penale, Sentenza n. 45278/2024 del 10/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma di euro 2.107,50 trovata nella disponibilità dell'imputato; il ricorrente ha dedotto violazione di legge per motivazione assente o apparente e ha contestato il nesso di pertinenzialità tra il denaro ed il reato contestato, rilevando che la somma non era stata rinvenuta nell'immediatezza durante la perquisizione personale e domiciliare eseguita al momento dell'arresto (29/03/2024), ma soltanto alcune ore più tardi, nel pomeriggio del giorno successivo, all'atto dell'ingresso in carcere (30/03/2024), sostenendo quindi l'assenza di prova che il denaro costituisse provento dell'attività di spaccio.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il tribunale ha ritenuto che, posto il riconoscimento dell'assenza di redditi leciti idonei a giustificare la somma e il coinvolgimento dell'indagato in un'attività di spaccio continuativa e lucrosa con vasta clientela, sussistono elementi sufficienti per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ai sensi dell'art. 85-bis del d.P.R. n.309/1990 e dell'art. 240-bis c.p. Il mancato rinvenimento immediato del denaro non è stato ritenuto decisivo, mancando l'allegazione di fatti intervenuti dopo l'arresto che possano spiegare la comparsa della somma; inoltre il sequestro poteva essere disposto anche in quanto profitto del reato ex art. 240 c.p. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 85-bis
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca può essere disposto quando i beni sono nella disponibilità dell'interessato e risultano sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o all'attività svolta; non è necessaria la concomitanza temporale immediata con l'atto di polizia giudiziaria che ha portato all'arresto.
codice penale, art. 240-bis
Collegamento normativo usato per argomentare l'applicabilità della confisca per sproporzione tra beni e redditi; la norma presuppone la disponibilità dei beni e la loro sproporzione rispetto al reddito o all'attività economica.
T.U. stupefacenti (d.P.R. n.309/1990), art. 73, comma 1
Norma penale incriminatrice relativa al traffico di stupefacenti; la sussistenza del fumus del reato ai fini del sequestro è desunta dal coinvolgimento dell'indagato in un'attività di spaccio continuativa.
codice penale, art. 240
Riferimento alla confisca del profitto del reato; il denaro può essere sequestrato come profitto quando è ritenuto collegato all'attività criminosa.
codice di procedura penale, art. 616
Prevede la condanna del ricorrente alle spese del procedimento e la possibilità di irrogare una somma a titolo di ammenda in caso di inammissibilità del ricorso; applicata nella quantificazione e condanna a euro 3.000.
Massime di principio
- Per disporre il sequestro preventivo finalizzato alla confisca di somme di denaro non è necessario che il denaro sia stato rinvenuto contestualmente all'arresto: è sufficiente che i beni siano nella disponibilità dell'indagato e risultino sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o all'attività lecita svolta.
- La prova della pertinenzialità del denaro può essere desunta da elementi indiziari collegati all'attività criminosa (es. coinvolgimento in spaccio continuativo, vasta clientela, assenza di redditi leciti), e non richiede sempre un collegamento materiale immediato al momento della cessione contestata.
- La contestazione basata solo sul mancato rinvenimento immediato del denaro e sull'intervallo temporale rispetto all'arresto ha scarso rilievo se non sono allegati fatti successivi che spieghino la comparsa della somma o dimostrino una diversa provenienza lecita.
- Chi intende ottenere la restituzione o impedire il sequestro deve allegare e, se possibile, provare la provenienza lecita del denaro o fatti concreti intervenuti tra arresto e rinvenimento che possano giustificare l'assenza iniziale.
- In presenza di elementi indiziari gravi e di sproporzione tra patrimonio e redditi, l'Autorità può legittimamente adottare misure conservative in vista della confisca; il rimedio principale del ricorrente è dimostrare il nesso di lecita provenienza mediante documentazione o fatti pertinenti.
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