Cassazione Penale, Sentenza n. 23289/2024 del 10/06/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente proponeva ricorso per cassazione lamentando la violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della disciplina della continuazione tra i reati contestati nel presente procedimento e quelli oggetto di una precedente sentenza di condanna emessa dal giudice per le indagini preliminari (giudizio abbreviato), già passata in giudicato. In pratica si contestava che i reati, pur suddivisi in due gruppi temporali e processuali, facessero parte di un unico disegno criminoso e pertanto la continuazione avrebbe dovuto essere applicata
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha ritenuto la motivazione della corte territoriale carente e apparente laddove, pur riconoscendo una pluralità di indici sintomatici (omogeneità di modalità, contiguità spazio-temporale, parziale coincidenza dei concorrenti, uso di autovetture rubate, occultamento e rivendita della refurtiva), ha comunque escluso la sussistenza di un "unico disegno criminoso" limitandosi ad affermare l'esistenza di un "stile di vita incline al reato". La Cassazione ha ricordato e richiamato i principi di diritto consolidati in materia di continuazione (bisogno di elementi che dimostrino la progettazione "ah origine" di una serie di illeciti nelle loro linee essenziali) e ha ritenuto che la corte d'appello non abbia adeguatamente motivato perché i medesimi indici non fossero sufficienti a provare la continuazione. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Torino per integrare la motivazione e uniformarsi ai principi richiamati. Inoltre nella fase di merito la corte territoriale aveva dichiarato l'improcedibilità per difetto di querela di 33 capi in seguito alle modifiche del d.lgs. 150/2022; tale valutazione non è invece oggetto di annullamento in questa decisione, che si concentra sul vizio motivazionale relativo alla continuazione
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
La norma ha introdotto modifiche che hanno inciso sulla condizione di procedibilità per taluni reati, determinando la declaratoria d'ufficio di non procedibilità per 33 capi d'imputazione nella sentenza di merito; la Corte ha richiamato tale fatto come elemento che ha comportato la rideterminazione del trattamento sanzionatorio
Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. U., n. 28659 del 18/05/2017 (Rv. 270074)
Principio richiamato che per il riconoscimento della continuazione occorre prova di una progettazione iniziale ("ah origine") delle successive condotte almeno nelle linee essenziali; devono essere valutati indicatori concreti quali omogeneità delle violazioni, contiguità spazio-temporale, modalità di condotta, sistematicità e pianificazione
Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 1, n. 15955 del 08/01/2016 (Rv. 266615)
Distinzione tra "programma di vita delinquenziale" e "unico disegno criminoso": la mera propensione a delinquere o la ripetizione di reati dello stesso tipo non sono sufficienti per riconoscere la continuazione senza elementi che dimostrino una progettazione originaria degli illeciti
Massime di principio
- La continuazione richiede la dimostrazione che i reati siano stati ideati sin dall'inizio come parti di un unico progetto criminoso; la somiglianza di modalità o la mera ripetizione non bastano
- Il giudice deve motivare in maniera concreta e puntuale perché gli indicatori fattuali (omogeneità, contiguità spazio-temporale, modalità, ruoli, pianificazione) supportino o escludano l'unicità del disegno criminoso; motivazioni generiche o apodittiche sono viziate
- La qualificazione di "stile di vita delinquenziale" non sostituisce l'accertamento della continuazione: è una categoria distinta che indica una propensione reiterata, ma non prova la programmazione originaria degli illeciti
- Modifiche normative che incidono sulla procedibilità (es. d.lgs. 150/2022) possono determinare l'improcedibilità di singoli capi e influire sulla determinazione della pena, ma non esonerano il giudice dall'adeguata valutazione e motivazione sulla continuazione
- In fase di difesa, per ottenere il riconoscimento della continuazione conviene documentare elementi fattuali concreti di pianificazione comune: accordi, ruoli ricorrenti, mezzi preordinati, tempistica coordinata, e qualsiasi prova che evidenzi la progettazione "ah origine"
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