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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19489/2025 del 26/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Bari che li aveva condannati per plurimi furti o tentativi di furto aggravati. I motivi principali contestano: 1) la qualificazione del garage (e di altri locali) come "pertinenza" della privata dimora ai fini dell'art. 624-bis c.p.; 2) la configurabilità dell'aggravante per uso di violenza sulle cose (manomissione della saracinesca) e la valutazione probatoria su tale punto; 3) il mancato riconoscimento dell'attenuante dell'art. 62, n.4 c.p. (lucro di speciale tenuità) in relazione al valore dei beni sottratti; 4) la mancata esclusione della recidiva (art. 99 c.p.) e la sua motivazione; 5) la qualificazione del reato come commesso in tempo di notte e la sussistenza della circostanza aggravante (art. 61 n.5 c.p.); 6) errori nella determinazione del reato più grave e nella quantificazione degli aumenti per continuazione. Le doglianze, in buona parte, sollecitano una rivalutazione del materiale probatorio o censurano la motivazione dei giudici del merito.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Il Collegio ha ritenuto corretta la qualificazione del garage (e di locali parrocchiali/depositi) quale pertinenza della privata dimora o della parrocchia, in linea con la giurisprudenza consolidata che privilegia il collegamento funzionale/servente e non richiede necessariamente la stessa titolarità o contiguità fisica stretta. Ha inoltre ritenuto legittima la valutazione, operata dai giudici di merito, sulla manomissione della saracinesca come violenza sulle cose e sulle circostanze aggravanti (notte, tecniche di effrazione), rigettando le censure che chiedevano una mera riconsiderazione del merito probatorio. Sono stati altresì respinti i rilievi circa l'attenuante di cui all'art. 62 n.4 e circa l'omessa esclusione della recidiva, nonché le doglianze formali sulla determinazione della pena (refuso sugli aumenti) che non hanno pregiudicato la posizione dei ricorrenti.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Il furto commesso in luogo destinato a privata dimora o nelle sue pertinenze sussiste anche quando il luogo da cui si sottraggono i beni (es. garage, deposito) sia funzionalmente asservito all'abitazione o fornisca utilità economica all'immobile principale; non è necessario che vi sia identica titolarità o stretta contiguità fisica, purché sussista un collegamento funzionale durevole.

  • art. 625 n. 2 cod. pen.

    Richiamata come normativa relativa all'aggravante per uso di violenza sulle cose; la Corte ha ritenuto che la manomissione della saracinesca sia idonea a integrare la violenza sulle cose ai fini aggravanti, purché la valutazione sia sostenuta da adeguata motivazione dei giudici del merito.

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    L'attenuante per lucro di speciale tenuità richiede una valutazione del valore del bene e del pregiudizio complessivo; la Corte ha ritenuto che i giudici del merito abbiano correttamente valutato l'incisività della condotta e che la richiesta non fosse meritevole in base al compendio probatorio.

  • art. 99 cod. pen.

    La recidiva contestata deve essere adeguatamente motivata; nella fattispecie la Corte ha ritenuto sufficiente la motivazione dei giudici di merito circa la personalità e la pericolosità sociale degli imputati e la correlazione criminologica con i precedenti.

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    La commissione del reato in tempo di notte può integrare la circostanza aggravante della minorata difesa ma richiede che la pubblica o privata difesa siano rimaste in concreto ostacolate; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito abbia spiegato adeguatamente l'effetto aggravante in relazione alle modalità operative.

  • art. 817 cod. civ.

    Richiamato per il concetto civilistico di pertinenza (cose destinate in modo durevole a servizio o ad ornamento), utile a chiarire il parametro interpretativo della pertinenza anche in campo penale: conta la destinazione funzionale durevole, non solo la contiguità spaziale o titolarità.

Massime di principio

  • Per l'integrazione dell'art. 624-bis c.p. non è necessario che la pertinenza sia nella stessa titolarità o adiacente fisicamente all'abitazione: conta il collegamento funzionale e il servizio durevole al domicilio (es. garage, depositi parrocchiali).
  • La configurabilità dell'aggravante per violenza sulle cose può sussistere anche in assenza di rottura visibile: la manomissione (es. forzatura o alterazione del sistema di chiusura) è valutabile come violenza, purché i giudici del merito diano motivazione adeguata e non manifestamente illogica.
  • La qualificazione del fatto come commesso "in tempo di notte" può integrare la circostanza aggravante della minorata difesa se è dimostrato che la difesa pubblica o privata è stata concretamente ostacolata; la presenza di videosorveglianza non esclude in automatico l'aggravante se le modalità facilitano l'azione criminosa.
  • Le questioni attinenti alla valutazione dei fatti e del valore dei beni (per l'attenuante di speciale tenuità) sono essenzialmente di merito: la Cassazione interviene solo per carenze gravi e manifeste nella motivazione, non per rivalutazioni probatorie ordinarie.
  • La contestazione della recidiva richiede una motivazione puntuale; tuttavia, ove la motivazione del merito ricostruisca la personalità e la pericolosità dell'imputato e la correlazione criminologica con precedenti, la Cassazione può ritenere la motivazione sufficiente.
  • Errori formali nei calcoli degli aumenti di pena (refusi) non determinano automaticamente la cassazione se l'errore non lede la posizione del condannato e il risultato finale è favorevole o non peggiorativo.

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