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Sentenza

Sentenza n. 9333/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202403959

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento interdittivo antimafia emesso dalla Prefettura di Roma

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato il provvedimento interdittivo antimafia adottato dalla Prefettura di Roma, insieme agli atti antecedenti e connessi. Il testo della sentenza non riporta i motivi di illegittimità dedotti, poiché la ricorrente, all’udienza pubblica, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse resa dalla ricorrente e ha dichiarato il ricorso improcedibile. Il giudice ha affermato che, in applicazione del principio dispositivo, la parte conserva la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In tale situazione il giudice deve conformarsi alla dichiarazione, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire. È stata esclusa la possibilità di proseguire il giudizio per un accertamento oggettivo dell’illegittimità dell’atto in assenza di uno specifico interesse di parte. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, il ricorrente può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione.
  • Quando il ricorrente dichiara validamente di non avere più interesse alla definizione del giudizio, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso e non può proseguire d’ufficio il processo per accertare l’illegittimità dell’atto impugnato.
  • Il giudice amministrativo non può sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire, né può trasformare il giudizio in un accertamento oggettivo della legittimità dell’azione amministrativa in assenza di uno specifico interesse processuale.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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