Sentenza n. 9333/2026 - Roma, Sezione 1T
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento interdittivo antimafia emesso dalla Prefettura di Roma
Esito
Favorevole al resistente (prefettura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha impugnato il provvedimento interdittivo antimafia adottato dalla Prefettura di Roma, insieme agli atti antecedenti e connessi. Il testo della sentenza non riporta i motivi di illegittimità dedotti, poiché la ricorrente, all’udienza pubblica, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha preso atto della dichiarazione di sopravvenuto difetto di interesse resa dalla ricorrente e ha dichiarato il ricorso improcedibile. Il giudice ha affermato che, in applicazione del principio dispositivo, la parte conserva la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla definizione del giudizio. In tale situazione il giudice deve conformarsi alla dichiarazione, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire. È stata esclusa la possibilità di proseguire il giudizio per un accertamento oggettivo dell’illegittimità dell’atto in assenza di uno specifico interesse di parte. Le spese di giudizio sono state compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della ricorrente.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.
Massime di principio
- Nel processo amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, il ricorrente può dichiarare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione.
- Quando il ricorrente dichiara validamente di non avere più interesse alla definizione del giudizio, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso e non può proseguire d’ufficio il processo per accertare l’illegittimità dell’atto impugnato.
- Il giudice amministrativo non può sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire, né può trasformare il giudizio in un accertamento oggettivo della legittimità dell’azione amministrativa in assenza di uno specifico interesse processuale.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 1129/2026 - Venezia, Sezione 2
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 1130/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 1141/2026 - Torino, Sezione 3
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 1143/2026 - Torino, Sezione 1
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 949/2026 - Salerno, Sezione 2
- Sentenza · 20 mag 2026Sentenza n. 950/2026 - Salerno, Sezione 2
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →