Cassazione Penale, Sentenza n. 22170/2026 del 16/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Spinella impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame di Reggio Calabria che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per il reato di rapina (in concorso con Giovanni Tornatola) ai danni di Hilmi Yussef. Secondo l'accusa i due, avvicinando la vittima con la scusa di una sigaretta, lo avrebbero bloccato, spinto contro un muro, frugato nelle tasche e sottratto una banconota da 50 euro; la P.G. era intervenuta dopo la chiamata della persona offesa e al momento dell'intervento si era verificato il rinvenimento della banconota caduta dal Tornatola. Spinella deduce: (i) carenza e illogicità della motivazione circa la sussistenza di gravi indizi di rapina, con contestuale inattendibilità della dichiarazione della persona offesa (assenza di riscontri video, incongruenza sul fatto che gli autori si siano trattenuti sul luogo), mancanza di riscontro sul ritrovamento del profitto sulla sua persona e mera congettura circa un accordo tra i coindagati; (ii) illegittimità della misura cautelare per difetto delle esigenze cautelari e possibilità di misure meno afflittive, contestando l'enfasi sui precedenti e l'asserita pericolosità del ricorrente.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi prospettati attengono al merito e non rispettano i limiti di cui all'art. 606 c.p.p., non denunciando la violazione di norme di legge specifiche né la manifesta illogicità della motivazione. In ogni caso il provvedimento del Tribunale del riesame è stato ritenuto adeguatamente motivato: la dichiarazione della persona offesa è risultata credibile e ha trovato riscontro materiale nel rinvenimento della banconota da 50 euro caduta dal Tornatola; la permanenza degli indagati sul luogo è plausibilmente spiegata con l'assunzione di bevande alcoliche; la scelta della custodia cautelare è stata motivata con i gravi e plurimi precedenti di Spinella, la violenza usata, le lesioni cagionate alla vittima e agli agenti e il concreto pericolo di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende di euro 3.000.
Norme richiamate
Codice penale - art. 110
Richiamato quale norma sulla concorso di persone nel reato: la fattispecie contestata è stata valutata come commessa in concorso tra Spinella e Tornatola
Codice penale - art. 99 comma 4
Richiamato nell'imputazione (probabilmente per circostanze aggravanti o qualificazioni del fatto), considerato nel quadro complessivo del capo d'accusa
Codice penale - art. 628 commi 1 e 3 n. 1
art. 628, commi 1 e 3, n. 1 c.p.
Norma che configura la rapina e le relative aggravanti; è il reato contestato e su cui si fondano le esigenze cautelari
Codice di procedura penale - art. 606
Stabilisce i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ha richiamato il requisito che il ricorso contenga la denunciata violazione di norme di legge o la manifestità di illogicità della motivazione, altrimenti è inammissibile
Codice di procedura penale - art. 292
Norma sui presupposti e sulla motivazione delle decisioni cautelari: la Corte ha richiamato il modello motivazionale cui deve conformarsi il tribunale del riesame
Codice di procedura penale - art. 546
Richiamato come riferimento per il modello motivazionale delle decisioni, adattato alle pronunce cautelari fondate su indizi
Codice di procedura penale - art. 616
Prevede le conseguenze economiche dell'inammissibilità del ricorso in cassazione; la Corte l'ha applicato per condannare il ricorrente alle spese e alla somma a favore della Cassa delle ammende
Disposizioni attuative c.p.p. - art. 94 comma 1-ter
art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.
Richiamato per gli adempimenti amministrativi successivi alla decisione (trasmissione ed esecuzione del provvedimento)
Massime di principio
- In cassazione il ricorso contro misure cautelari è spesso inammissibile se le censure attengono soltanto a una diversa valutazione del merito; è necessario denunciare violazioni di legge specifiche o la manifesta illogicità della motivazione.
- Le dichiarazioni della persona offesa, se ritenute credibili e con riscontri anche minimi (es. ritrovamento del denaro indicato), possono da sole fondare la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, purché la loro attendibilità sia valutata e motivata dal giudice.
- L'assenza del rinvenimento del profitto del reato sul singolo indagato non esclude automaticamente la sussistenza di gravi indizi, se esistono altri elementi concordanti (presenza sul luogo, riscontro materiale, modo di agire).
- La permanenza degli indagati sul luogo del fatto non è di per sé incompatibile con la commissione del reato; il giudice può ritenere plausibili spiegazioni alternative (es. consumo di alcool) se adeguatamente motivate.
- Per la valutazione delle esigenze cautelari il giudice può legittimamente tener conto dei precedenti penali, della violenza usata, delle lesioni provocate e del rischio concreto di reiterazione, motivando perché misure meno afflittive sarebbero insufficienti.
- Censure che si limitano a proporre una diversa lettura degli elementi di fatto o a lamentare carenze argomentative di dettaglio si collocano nel merito e non sono idonee ad ottenere l'annullamento in Cassazione.
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