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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 172/2022 del 10/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Campobasso (19/12/2019) che aveva rigettato l'appello del Procuratore generale contro la sentenza di condanna del G.u.p.; il Procuratore generale denunciava il travisamento probatorio e l'erronea derubricazione del reato di tentato omicidio in minaccia grave e lesioni personali. Il ricorrente sosteneva che l'imputato aveva preparato e posizionato una tanica di benzina all'esterno della finestra per dare immediata esecuzione all'intento omicidiario, aveva utilizzato l'intero contenuto della tanica e teneva un accendino in mano: elementi che, secondo il ricorrente, dimostravano la specifica volontà di causare la morte. Inoltre il ricorrente censurava la valutazione del giudice circa la cronologia della discussione e dell'aggressione e l'omessa considerazione di minacce precedenti e della potenzialità letale dell'azione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato per travisamento di un dato probatorio decisivo. La Cassazione ha rilevato che la Corte di appello aveva errato nel ritenere che la discussione fosse antecedente all'aggressione, mentre dagli atti (verbale ex art. 362 c.p.p.) emerge che la reazione della parte offesa fu immediata dopo essere stata cosparsa di benzina, per impedirne l'accensione. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Salerno per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 612 cod. pen., secondo comma (minaccia grave)

    La norma è stata richiamata perché i giudici di merito hanno derubricato il reato originariamente contestato (tentato omicidio) in minaccia grave. La Cassazione ha però ritenuto che la valutazione sulla derubricazione fosse viziata da travisamento probatorio.

  • art. 582 cod. pen., primo comma (lesioni personali)

    La norma è stata applicata per le lesioni effettivamente causate alla parte offesa (escoriazione, ematoma, danno alla protesi dentaria) in relazione alla colluttazione successiva all'essere cosparso di benzina.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen. (motivi di cassazione per vizio di motivazione/travisamento)

    Richiamato nei principi esposti dalla Cassazione per delimitare il sindacato sulla motivazione: il vizio di travisamento della prova è sindacabile in cassazione solo se la difformità rispetto alla realtà storica è manifesta, decisiva e apprezzabile ictu oculi; nel caso concreto la Corte ha ritenuto che tale criterio fosse soddisfatto.

Massime di principio

  • Quando l'aggressore cosparge la vittima di liquido infiammabile tenendo un accendino in mano e sussistono elementi di immediata esecuzione (tanica pronta, uso dell'intero contenuto, prossimità temporale), il fatto può configurare tentato omicidio se risulta la volontà di causare l'evento morte e l'azione aveva elevata potenzialità lesiva.
  • La valutazione della sussistenza del dolo omicidiario dipende in modo decisivo dalla ricostruzione temporale e fattuale degli atti: se la condotta preparatoria si collega immediatamente all'azione potenzialmente letale, è più probabile la qualificazione come tentato omicidio; se invece vi è distanza temporale o comportamento meramente intimidatorio, si può ritenere reato meno grave.
  • In Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato: per ottenere l'annullamento per travisamento è necessario dimostrare che l'errore sia manifesto, decisivo e capace di compromettere l'intero impianto motivazionale, indicando l'atto processuale, il contenuto fattuale contestato e perché esso incrina la pronuncia.
  • Per il pubblico ministero: nell'impugnazione è fondamentale puntualizzare quale elemento probatorio sia decisivo e provare che la sua errata valutazione abbia determinato l'errata derubricazione; allegare dichiarazioni, verbali e fatti materiali che comprovino l'immediatezza e la pericolosità dell'azione.
  • Per la difesa: è efficace documentare l'assenza di intento omicidiario mostrando mancanza di immediata esecuzione, comportamenti incoerenti con la volontà di uccidere (es. mostrare l'accendino spento, non procedere all'azionamento), e l'assenza di prove di premeditazione o di reale capacità lesiva.
  • In giudizio di merito è essenziale contestualizzare ogni elemento probatorio nella sua unità: il singolo dato non decisivo non giustifica di per sé l'annullamento, mentre l'omissione o il travisamento di un elemento decisivo (cronologia, modalità operative, potenzialità dell'azione) può portare alla Cassazione ad annullare e disporre rinvio per nuovo esame.

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