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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34380/2025 del 22/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Mantova che, nell'ambito di un patteggiamento per il reato di rapina aggravata (art. 628, comma primo e terzo, n. 1 c.p., con volto parzialmente travisato), aveva applicato la pena concordata sostituendo la detenzione con la detenzione domiciliare. Il ricorrente ha dedotto la illegittimità della sostituzione ai sensi dell'art. 59, comma 1, lett. d) legge 689/1981, in quanto il reato contestato rientra nel catalogo dei "reati ostativi" previsto dall'art. 4-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, che osterebbe all'applicazione di pene sostitutive della detenzione per quelle fattispecie.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato. Ha richiamato la giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 139/2025) che ha ritenuto costituzionalmente compatibile l'obbligo legislativo di escludere l'accesso alle pene sostitutive per i delitti indicati nell'art. 4-bis O.P.; ha quindi concluso che la sostituzione della detenzione con la detenzione domiciliare, applicata per una fattispecie ricompresa in tale catalogo (rapina aggravata ai sensi dell'art. 628, comma 3, n.1), è una pena "illegale" nella misura in cui la normativa esclude tale sostituzione. Avendo la richiesta di pena sostitutiva fatto parte dell'accordo unico di patteggiamento, l'illegalità della sostituzione rende illegittima l'intera statuizione; la sentenza del Tribunale è stata annullata senza rinvio e gli atti sono trasmessi al Tribunale di Mantova per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 59, comma 1, legge 24 novembre 1981, n. 689

    art. 59, comma 1, lett. d) legge 689/1981

    Stabilisce i limiti e le condizioni per l'applicazione delle pene sostitutive; la Corte ha interpretato che la lett. d) esclude la sostituzione quando il reato rientra tra quelli indicati dall'art. 4-bis O.P., costituendo una condizione ostativa alla sostituzione della pena detentiva.

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    art. 4-bis, comma 1-ter, l. 354/1975

    Elenca i cosiddetti "reati ostativi"; la Corte ha ritenuto che il delitto di rapina aggravata ai sensi dell'art. 628, comma 3, n.1 c.p. rientri in tale catalogo, configurando un impedimento normativo all'applicazione delle pene sostitutive.

  • art. 628 c.p.

    art. 628, commi primo e terzo, n. 1 c.p.

    Definisce il reato di rapina e le aggravanti; la circostanza aggravante (col volto parzialmente travisato) è stata ritenuta sufficiente, ai fini dell'imputazione, per far ricadere il reato nel novero dei reati ostativi.

  • art. 20-bis cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal Tribunale per la sostituzione della pena nel patteggiamento; la Corte ha osservato che l'applicazione concreta della sostituzione dev'essere compatibile con i limiti previsti da altre norme (es. art. 59 L.689/1981).

  • art. 585, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    art. 585, comma 1, lett. d) c.p.p.

    Disciplina il termine per l'impugnazione da parte del Procuratore generale presso la Corte di appello; la Corte ha ritenuto tempestivo il ricorso del P.g., avendo il dies a quo decorso dalla comunicazione dell'avviso di deposito.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 139/2025

    sentenza n. 139, depositata il 29/07/2025

    Ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sull'art. 59 L.689/1981 (modificato dalla riforma del 2022), ritenendo compatibile con la Costituzione la scelta del legislatore di escludere l'accesso alle pene sostitutive per i reati elencati in art.4-bis O.P., pur richiamando l'obbligo di condizioni di trattamento rispettose della dignità della persona.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite e altre sezioni)

    Sez. U. n. 877 del 14/07/2022; Sez. 2, n. 31488 del 12/07/2023; altre pronunce richiamate in motivazione

    Richiama principi consolidati sulla nozione di "pena legale" e sul fatto che una pena esterna alla disciplina prevista (anche per effetto di specifiche esclusioni normative) è illegale; inoltre ribadisce che la richiesta di pena sostitutiva nel patteggiamento è parte integrante dell'accordo e il giudice deve verificarne l'ammissibilità.

  • decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 71, comma 1, lett. g))

    art. 71, comma 1, lett. g) D.Lgs. 10/10/2022, n. 150

    Norma di modifica della disciplina delle pene sostitutive; la Consulta ha ritenuto che la riforma non abbia violato i principi della legge delega e che il legislatore possa configurare limitazioni all'accesso alle pene sostitutive.

Massime di principio

  • Se il reato per il quale è stato patteggiato rientra nell'elenco dei "reati ostativi" dell'art. 4-bis O.P., la normativa (art. 59 L.689/1981) può escludere l'applicazione di pene sostitutive della detenzione: il giudice deve verificare l'ammissibilità e rigettare la richiesta di sostituzione se incompatibile.
  • La richiesta di applicazione di una pena sostitutiva nel patteggiamento è parte integrante dell'accordo (non alternativa): l'illegittimità della sostituzione rende viziata l'intera concordanza e può comportare l'annullamento della sentenza di patteggiamento.
  • Il Procuratore generale può proporre ricorso contro sentenze di applicazione della pena patteggiata per vizio di illegittimità della sanzione; i termini decorrono dalla comunicazione dell'avviso di deposito (art. 585 c.p.p.).
  • La nozione di "pena illegale" include anche sanzioni che, pur esistendo nel sistema, sono espressamente escluse per specifiche fattispecie: l'applicazione di tali sanzioni è illegittima e annullabile.
  • La giurisprudenza costituzionale ha ritenuto compatibile la possibilità per il legislatore di escludere gradualmente l'accesso a pene sostitutive per reati ritenuti di particolare gravità, ma al contempo richiede che le condizioni carcerarie assicurino la dignità e la funzione rieducativa della pena.

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