Sentenza n. 960/2026 - Lecce, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: occupazione permanente del fondo e mancato perfezionamento della procedura espropriativa, con mancata restituzione o acquisizione sanante dell’area interessata da un elettrodotto
Esito
Favorevole al resistente (gestore elettrodotto)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto l’accertamento dell’illegittimità dell’occupazione permanente sine titulo, iniziata secondo la loro prospettazione il 30 aprile 1981, di una particella sita nel Comune di San Giorgio Jonico e interessata dal passaggio di un elettrodotto. Hanno dedotto la violazione della disciplina espropriativa, sostenendo l’inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità, la mancata adozione del decreto definitivo di esproprio, la mancata costituzione della servitù di elettrodotto e la mancata determinazione e corresponsione delle relative indennità. Hanno inoltre lamentato la violazione delle norme sull’occupazione temporanea, l’omessa partecipazione procedimentale e la mancata comunicazione di avvio dei procedimenti di occupazione e di espropriazione, nonché l’illegittimità del silenzio serbato sulla loro istanza del 20 giugno 2005 volta a ottenere un provvedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001. Sono state formulate domande di restituzione e riduzione in pristino, rimozione del traliccio e, in alternativa, di pagamento di indennizzi e del valore del bene, oltre al ristoro per l’occupazione illegittima. E-Distribuzione ha eccepito l’intervenuta usucapione del diritto reale sul bene, deducendo di aver posseduto in modo esclusivo, continuo e ininterrotto l’area almeno dal 30 aprile 1981, nonché la prescrizione dei diritti azionati.
La decisione
Il TAR ha respinto integralmente il ricorso, ritenendo assorbente l’eccezione di usucapione sollevata da E-Distribuzione. Ai sensi dell’art. 8 c.p.a., il giudice amministrativo può conoscere incidentalmente, senza efficacia di giudicato, delle questioni relative a diritti necessarie per decidere la domanda principale. Il Collegio ha ritenuto provati i presupposti dell’usucapione: possesso non violento, individuazione dell’interversio possessionis e decorso del termine ventennale a partire dal 30 giugno 2003, data di entrata in vigore del testo unico sulle espropriazioni, secondo i limiti indicati dall’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Il termine si è quindi compiuto il 30 giugno 2023, prima della proposizione della domanda giudiziale di restituzione del 20 dicembre 2024. Gli atti stragiudiziali, comprese le diffide e la nota del 20 ottobre 2005, non sono stati ritenuti idonei a interrompere il termine; la nota non costituiva neppure ricognizione di debito, limitandosi a trasmettere atti e informazioni reperiti negli archivi. L’interversio possessionis è stata individuata nella realizzazione e nell’esercizio dell’opera, accompagnati da attività materiali di opposizione al godimento del bene da parte dei proprietari, quali le misure di sicurezza che impedivano l’accesso all’impianto. Accertata incidentalmente l’usucapione, il TAR ha respinto sia la domanda di accertamento dell’occupazione illegittima sia le conseguenti domande di restituzione, riduzione in pristino e indennizzo. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità e complessità della controversia.
Norme richiamate
art. 8 c.p.a.
conosce, senza efficacia di giudicato, di tutte le questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione principale
Consente al giudice amministrativo di accertare incidentalmente l’usucapione del bene quando tale questione è necessaria per decidere una controversia avente a oggetto l’esercizio di poteri ablatori o l’occupazione del fondo.
art. 1158 c.c.
Costituisce, insieme all’art. 922 c.c., il fondamento sostanziale dell’acquisto della proprietà per usucapione, ritenuto compatibile con la tutela convenzionale della proprietà.
art. 922 c.c.
Richiamato quale norma generale sui modi di acquisto della proprietà, in combinato disposto con l’art. 1158 c.c.
art. 1141, comma 2, c.c.
se alcuno ha cominciato ad avere la detenzione, non può acquistare il possesso finché il titolo non venga a essere mutato per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore
L’interversione della detenzione in possesso richiede atti esteriori, inequivoci e conoscibili, incompatibili con la mera detenzione e idonei a manifestare il possesso uti dominus.
art. 2935 c.c.
il giorno in cui il diritto può essere fatto valere
È stato utilizzato per giustificare la decorrenza della prescrizione acquisitiva dal 30 giugno 2003, data individuata come momento dal quale il diritto poteva essere fatto valere in conseguenza del superamento dell’occupazione acquisitiva.
art. 2043 c.c.
La condotta illecita incidente sul diritto di proprietà configura, in linea generale, un illecito permanente; tuttavia, secondo i limiti richiamati dal giudice, l’acquisto per usucapione può far cessare l’illecito quando ne ricorrano le condizioni.
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Individua il provvedimento di acquisizione sanante quale possibile modalità di cessazione dell’illecito da occupazione senza titolo; la mancata adozione non ha impedito, nel caso concreto, il perfezionamento dell’usucapione.
artt. 8, 9, 11, 13, 20, 22, 22-bis, 44, 49 e 50 d.P.R. 327/2001
Disposizioni invocate dai ricorrenti in relazione alla procedura espropriativa, alla partecipazione, alle indennità, all’occupazione temporanea e alla perdita o riduzione di valore del fondo; le relative censure sono state assorbite dal riconoscimento incidentale dell’usucapione.
artt. 2 e 7 l. 241/1990
Disposizioni invocate per contestare il silenzio e la mancata partecipazione procedimentale; le relative questioni sono state ritenute assorbite.
Massime di principio
- Il giudice amministrativo può accertare incidentalmente, senza efficacia di giudicato, l’intervenuta usucapione di un bene privato quando tale accertamento sia necessario per decidere una domanda relativa all’illegittimità di un’occupazione o all’esercizio di poteri ablatori.
- L’occupazione illegittima da parte della pubblica amministrazione o di un soggetto esercente un’opera pubblica non determina di per sé l’acquisto del fondo, ma l’usucapione può perfezionarsi nei limiti compatibili con la tutela convenzionale della proprietà, a condizione che la condotta sia non violenta, sia individuabile il momento dell’interversio possessionis e decorra il termine previsto dalla legge.
- Nel contesto dell’occupazione acquisitiva o senza titolo, il termine ventennale per l’usucapione decorre dal 30 giugno 2003, data di entrata in vigore del testo unico sulle espropriazioni, poiché da tale momento è stato superato l’istituto dell’occupazione acquisitiva e il diritto può essere fatto valere.
- La realizzazione e l’esercizio di un elettrodotto, accompagnati da concrete attività materiali che impediscano ai proprietari l’accesso all’impianto, possono integrare un’opposizione esteriormente manifestata e quindi l’interversio possessionis, non riducibile a una mera intenzione interna del detentore.
- La proposizione della domanda giudiziale di restituzione interrompe il periodo utile per l’usucapione, mentre gli atti stragiudiziali, quali diffide o comunicazioni dell’amministrazione, non hanno efficacia interruttiva del termine acquisitivo.
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