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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18829/2023 del 04/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La lite riguarda l'occupazione, da parte di una società che gestiva un complesso alberghiero, di aree site presso il Lago di Garda e qualificabili dall'ente attore come demaniali lacuali (scalette, terrapieno, pontile galleggiante e passerella), utilizzate senza titolo dal 2003 al 2013. L'Autorità di bacino aveva chiesto un'indennità per occupazione abusiva; la società aveva contestato la demanialità dei beni, dedotto difetti di allegazione e prova, censurato l'uso della CTU e la quantificazione dell'indennizzo, oltre a chiamare in garanzia i venditori originari per evizione parziale e risarcimento danni da compravendita. In Cassazione ha articolato undici motivi: in sintesi, ha contestato l'ammissibilità dell'appello dell'Autorità, la formazione di giudicato interno su alcuni capi, l'ammissibilità e il contenuto della consulenza tecnica, l'uso di documenti asseritamente estranei ai fascicoli, la motivazione sulla demanialità e sulla quantificazione dell'indennità, la falsa applicazione della normativa regionale lombarda e, in subordine, la corretta applicazione delle norme sull'evizione parziale e sul risarcimento del danno verso i venditori.

La decisione

La Corte ha rigettato i primi nove motivi. Ha ritenuto che l'appello dell'Autorità fosse specifico e idoneo a investire la questione della demanialità; che non vi fosse giudicato interno sui fatti costitutivi; che la CTU fosse ammissibile perché diretta a verificare un fatto controverso oggetto del giudizio, senza indebita supplenza dell'onere probatorio delle parti; che la motivazione del giudice di merito sulla natura demaniale delle aree non fosse apparente o illogica; e che la richiamata disciplina regionale fosse stata usata solo come criterio di riferimento per quantificare l'indennizzo, non come fonte diretta della pretesa. Ha invece accolto, per quanto di ragione, il decimo motivo: ha ritenuto che, in caso di evizione parziale, il compratore abbia diritto al rimborso anche delle spese di lite sostenute contro il terzo e di quelle rimborsate al terzo vittorioso, sicché la sentenza andava cassata in parte qua. Decidendo nel merito, ha condannato gli eredi dei venditori, in solido, a restituire alla società le spese processuali poste a suo carico nei rapporti con l'Autorità di bacino. Ha invece rigettato l'undicesimo motivo, escludendo l'omessa pronuncia sul danno ulteriore da evizione, perché il giudice di merito aveva comunque liquidato la rivalsa tenendo conto del vantaggio economico conseguito dalla società.

Norme richiamate

  • art. 163 c.p.c.

    richiamato nel motivo di ricorso per denunciare la pretesa inammissibilità dell'appello per difetto di specificità delle censure

  • art. 342 c.p.c.

    richiamato nel motivo di ricorso per dedurre l'inammissibilità dell'appello privo di specificità

  • art. 335 c.p.c.

    richiamato per contestare l'ammissibilità dell'appello incidentale

  • art. 343 c.p.c.

    richiamato per la tempestività della costituzione in appello incidentale

  • art. 107 c.p.c.

    richiamato in relazione all'ordine di chiamata in causa dell'Agenzia del Demanio

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    utilizzato come parametro dei motivi per violazione o falsa applicazione di norme di diritto

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    utilizzato come parametro dei motivi di nullità della sentenza e della CTU

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    richiamato in tema di motivazione nei limiti del minimo costituzionale

  • art. 157, comma 2, c.p.c.

    richiamato per affermare la sanabilità relativa della nullità da violazione del contraddittorio tecnico se non eccepita nei modi e tempi dovuti

  • art. 161 c.p.c.

    richiamato per la rilevabilità come motivo di impugnazione della nullità assoluta

  • art. 822 c.c.

    richiamato per escludere l'usucapione e ribadire l'inidoneità del possesso privato ad acquistare beni demaniali

  • art. 823 c.c.

    richiamato per la disciplina della demanialità e dell'inalienabilità dei beni demaniali

  • art. 1480 c.c.

    richiamato in tema di garanzia per evizione parziale e riduzione del prezzo

  • art. 1483 c.c.

    richiamato per affermare il diritto dell'acquirente evitto al rimborso delle spese giudiziarie e di lite

  • art. 1484 c.c.

    richiamato per estendere alla evizione parziale la disciplina della garanzia evizionale

  • art. 1476 c.c.

    richiamato nella censura sub specie di garanzia del venditore

  • art. 2697 c.c.

    richiamato in tema di riparto dell'onere della prova, specie sul danno da evizione

  • art. 2041 c.c.

    richiamato per fondare l'azione di arricchimento senza causa e la pretesa di indennizzo per occupazione abusiva di bene demaniale

  • art. 822 c.c. e art. 823 c.c.

    richiamati congiuntamente per il concetto di demanio lacuale e per l'inalienabilità/inusucapibilità del bene

  • art. 53, comma 1, L.R. Lombardia n. 6/2012

    richiamato solo come criterio di riferimento per la quantificazione dell'indennizzo, non come disciplina speciale direttamente applicata alla fattispecie

  • art. 6, comma 4, L.R. Lombardia n. 6/2012

    richiamato nel motivo relativo alla legittimazione attiva dell'Autorità di bacino

  • art. 48 L.R. Lombardia n. 6/2012

    richiamato nel motivo relativo alla legittimazione attiva dell'Autorità di bacino

  • D.M. n. 1170/48

    richiamato per la determinazione della quota di piena ordinaria del Lago di Garda e quindi per la verifica della demanialità

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello la specificità dei motivi va valutata con riguardo alla sostanza delle censure: è sufficiente che l'impugnazione contrasti l'impianto argomentativo della decisione di primo grado e investa il fatto costitutivo della pretesa, anche se non riproduce puntualmente ogni singolo passaggio motivazionale.
  • La consulenza tecnica può essere disposta per accertare un fatto controverso oggetto del giudizio; non è nulla se il consulente si limita a verificare fatti accessori o a esaminare elementi pubblicamente consultabili, mentre è vietata solo un'indagine esplorativa diretta a supplire integralmente agli oneri di allegazione e prova delle parti.
  • In tema di demanio, il giudice deve accertare i caratteri obiettivi con cui il bene si presenta al momento della decisione, potendo valorizzare globalmente il quadro probatorio, inclusi mappe, rilievi, fotografie e trasformazioni antropiche del luogo.
  • La demanialità di un bene lacuale può essere desunta non solo dalla sua collocazione rispetto alla quota di piena ordinaria, ma anche dalla sua conformazione e dalla sua funzionalità rispetto alla spiaggia o ad altre aree demaniali, secondo una valutazione complessiva degli elementi di causa.
  • La richiamata disciplina regionale sui canoni può essere utilizzata come criterio di riferimento per quantificare un indennizzo adeguato da occupazione senza titolo, senza che ciò significhi applicare direttamente la disciplina speciale a una fattispecie diversa.
  • In caso di evizione parziale, l'acquirente ha diritto al rimborso delle spese di lite sostenute contro il terzo e di quelle rimborsate al terzo vittorioso; tale voce di danno opera anche quando non siano provati ulteriori danni risarcibili.
  • Per ottenere il risarcimento dell'ulteriore danno da evizione riconducibile all'interesse positivo, non basta la perdita del bene: occorre allegare e provare anche la colpa del venditore.

Come è indicizzato

MaterieProprietàPossessoImpegni esecutiviInadempimentoCompravenditaProveImpugnazioni
RamiDiritti realiObbligazioniContrattiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullitàNesso di causalitàGiudicato

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