Cassazione Penale, Ordinanza n. 11510/2026 del 26/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. È stata quindi mantenuta ferma la condanna pronunciata in appello per il reato contestato.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Genova che lo aveva condannato per il reato di evasione. L'unico motivo dedotto riguardava un asserito vizio di motivazione e l'erronea valutazione delle prove in punto di responsabilità penale. La Corte di cassazione ha rilevato che le deduzioni erano generiche e non si confrontavano con la motivazione della sentenza impugnata, ritenuta coerente e priva di fratture logiche.
Norme richiamate
La sentenza impugnata riguardava una condanna per il reato di evasione; la Corte di cassazione non entra nel merito della configurazione del reato, ma prende atto della condanna di merito.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione che deduca vizi di motivazione con affermazioni generiche e non specificamente confrontate con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
- Il controllo di legittimità non consente una nuova valutazione del materiale probatorio, essendo limitato alla verifica della coerenza logica e della tenuta argomentativa della motivazione di merito.
- Quando la motivazione della sentenza di appello è logica, coerente e immune da fratture argomentative, il ricorso che si limiti a contestazioni apodittiche sulla responsabilità penale è destinato a essere dichiarato inammissibile.
Come è indicizzato
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