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Sentenza

Sentenza n. 4930/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Basilicata (Sezione Prima) n. 00716/2023, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202405611

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Basilicata che aveva ordinato al Comune di scegliere tra la restituzione del terreno occupato, con risarcimento del danno, e l'acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, dettando anche criteri per la quantificazione dell'indennizzo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari hanno impugnato la sentenza del TAR contestando, anzitutto, la limitazione al quinquennio 30 maggio 2018-30 maggio 2023 del ristoro spettante in caso di restituzione, sostenendo che l'occupazione illegittima costituisce illecito permanente e che la prescrizione non decorre finché l'illecito perdura. Hanno inoltre dedotto che il TAR, avendo riconosciuto la giurisdizione del giudice ordinario sulla quantificazione dell'indennizzo dovuto in caso di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, non avrebbe potuto pronunciarsi né sulla prescrizione relativa alla componente risarcitoria per il mancato godimento né sulla detrazione delle somme già corrisposte, trattandosi di un indennizzo unitario e non scomponibile. Sono state prospettate ulteriori violazioni di legge e la violazione dell'art. 34, comma 2, c.p.a., per avere il TAR impartito prescrizioni su poteri amministrativi non ancora esercitati. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità delle censure per difetto di giurisdizione sollevato dagli stessi appellanti e per contraddittorietà rispetto alle tesi sostenute in primo grado, chiedendo comunque il rigetto dell'appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto le eccezioni preliminari del Comune, ritenendo che derivassero da un'errata lettura dell'atto di appello. Nel merito ha respinto l'appello e confermato il dispositivo della sentenza di primo grado, ma con diversa motivazione. Ha ritenuto fondati i primi due motivi nella parte in cui censuravano le statuizioni del TAR relative alla quantificazione dell'indennizzo ex art. 42-bis: il giudice amministrativo deve limitarsi a imporre all'amministrazione di scegliere tra la restituzione del bene, previo ripristino, con risarcimento del danno da occupazione illegittima, e l'adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis; non può invece dettare criteri di quantificazione dell'indennizzo, né pronunciarsi sulle relative componenti, la cui determinazione e contestazione spettano al giudice ordinario. L'indennizzo ex art. 42-bis costituisce un credito unitario, comprensivo anche della voce del cinque per cento annuo per il periodo di occupazione senza titolo. Ha invece respinto il terzo motivo: in caso di restituzione, il risarcimento per il mancato godimento del bene è soggetto a prescrizione quinquennale, decorrente dalle singole annualità, sicché è risarcibile soltanto il periodo non prescritto. Il quarto e il quinto motivo sono stati dichiarati assorbiti. Le spese sono state compensate per la peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Il giudice amministrativo non può ordinare direttamente l'acquisizione del bene né determinare l'indennizzo; può imporre all'amministrazione di scegliere tra restituzione e ripristino, con risarcimento del danno da occupazione illegittima, oppure acquisizione ex art. 42-bis. L'indennizzo per l'acquisizione è unitario e comprende anche la voce relativa al cinque per cento del valore venale per il periodo di occupazione senza titolo.

  • art. 133, comma 1, lett. g), c.p.a.

    La controversia rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia espropriativa, fatta salva la cognizione del giudice ordinario sulla determinazione e corresponsione dell'indennizzo ex art. 42-bis.

  • art. 34, comma 2, c.p.a.

    Il giudice amministrativo non può pronunciarsi con riferimento a poteri amministrativi non ancora esercitati; nel caso concreto, tale profilo è stato assorbito in quanto riconducibile alle statuizioni sull'indennizzo.

Massime di principio

  • In caso di occupazione senza titolo di un immobile da parte della pubblica amministrazione, il giudice amministrativo deve limitarsi a imporre all'amministrazione una scelta tra la restituzione del bene, previo ripristino dello stato dei luoghi e risarcimento del danno da occupazione illegittima, e l'adozione di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001; non può ordinare direttamente l'acquisizione né sostituirsi all'amministrazione nelle valutazioni sull'interesse pubblico.
  • La determinazione e la corresponsione dell'indennizzo dovuto per l'acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario. L'indennizzo ha natura unitaria e non può essere scomposto, ai fini del riparto di giurisdizione, nelle singole voci previste dalla norma, compresa quella pari al cinque per cento annuo del valore venale per il periodo di occupazione senza titolo.
  • In caso di restituzione del bene occupato senza titolo, il risarcimento dovuto per il mancato godimento è soggetto alla prescrizione quinquennale, che decorre autonomamente dalle singole annualità di danno; l'occupazione illegittima non rende imprescrittibile il diritto risarcitorio relativo alle annualità anteriori al quinquennio.
  • Quando il giudice amministrativo ordina all'amministrazione di scegliere tra restituzione e acquisizione ex art. 42-bis, non può dettare criteri di quantificazione dell'indennizzo né anticipare la decisione su somme da imputare o detrarre, trattandosi di questioni rimesse all'amministrazione e, quanto alla loro contestazione, al giudice ordinario.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiurisdizione e riparto
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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